The Game

Milano - 26/09/2014 : 10/01/2015

La fragilità del linguaggio è per entrambi gli artisti un punto di forza, i due artisti, infatti, uno all’insaputa dell’altro, mescolano le fonti e le aggregano, incontrandosi nell’unica cosa che li accomuna: lo spazio espositivo.

Informazioni

  • Luogo: LE CASE D'ARTE
  • Indirizzo: corso di Porta Ticinese, 87 - 20123 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 26/09/2014 - al 10/01/2015
  • Vernissage: 26/09/2014 ore 18,30
  • Autori: Antonio Marras, Andreas Schulze
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Lun-Ven 15 / 19

Comunicato stampa

“in realtà non so dire cosa mi ha spinto a fare questo gioco forse un paio di occhiali” P.L.
“Dalla definizione di gioco derivano le conseguenze su cosa si può considerare gioco e cosa no. Una mostra THE GAME che è una provocazione culturale e un nuovo modo di percepire le relazioni: tra gli artisti, tra gli artisti e la galleria, tra l’opera e il pubblico,
tra le opere e il critico.
Tutto in gioco
Antonio Marras (Alghero, 1961) e Andreas Schulze (Hannover, 1955) accettano e giocano il gioco

Al buio, come in un incontro che lentamente svela all’uno i contorni dell’altro. Un gioco, a volte seduttivo come tutti i giochi pericolosi...
E’ di Ludwig Wittgenstein l’affermazione “Seria è la vita, giocosa è l’arte”
THE GAME irrompe e scatena il cortocircuito tra significante e significato, nello spazio vuoto che inevitabilmente si genera dall’incapacità di rappresentare definitivamente e univocamente ciò che racconta.
La fragilità del linguaggio è per entrambi gli artisti un punto di forza, i due artisti, infatti, uno all’insaputa dell’altro, mescolano le fonti e le aggregano, incontrandosi nell’unica cosa che li accomuna: lo spazio espositivo.
I protagonisti provengono da ambienti e formazioni diverse, ma si incontrano nella galleria Le Case d’Arte di Pasquale Leccese, proponendo un incontro, una relazione, un contatto, colto e impertinente, destinato a chi è allergico alle classificazioni e alle sistematizzazioni.
Ne risultano così opere eterogenee, multiformi, complesse e profondamente attraenti.”

Francesca Alfano Miglietti
(complice con Pasquale Leccese di quest’incontro al buio...)

"Il Buio è un'apertura concessa al primo giocatore di mano, che apre prima di vedere le carte raddoppiando la posta del piatto. Per giocare la mano, gli altri giocatori devono versare nel piatto il valore in fiches dell'apertura al Buio. Chi apre al Buio ha diritto di parlare per ultimo dopo aver visto le carte e, se vuole, di effettuare un rilancio. Se il giocatore al Buio rilancia, tutti gli altri giocatori hanno la possibilità di surrilanciare. E' possibile che il giocatore successivo a chi ha fatto il Buio faccia il Controbuio: deve versare il quadruplo del piatto di partenza e si aggiudica il diritto di parlare per ultimo ed eventualmente rilanciare." ("Il Manuale del Poker")

"Non credo che uno scultore faccia un lavoro faticoso: egli gioca, anche il pittore gioca; come tutti coloro che fanno ciò che vogliono. Il gioco non è solamente appannaggio dei bambini. Tutto è gioco, non è d’accordo? Ci sono persone che lavorano... è che i giochi dell’infanzia si trasformano in giochi dell’adolescenza, poi i giochi dell’adolescenza diventano giochi dell’età adulta. Ma sono pur sempre giochi. In un dato momento qualcuno è in ufficio: se il lavoro è poco interessante, egli avrà voglia di una macchina potente per andare a farsi un giro. Proprio perché costui svolge un lavoro che non lo interessa. Ma se gli piace, questo lavoro è per lui un gioco, ed egli vi si dedica completamente. Con tutto questo non si vuole parlare di gioco in senso di “puro divertimento” (è un’altra cosa!), bensì inteso come attività normale dell’uomo. E il gioco, anche per i bambini, è una cosa seria, è un modo per conoscere. I giochi dei bambini sono veramente fatti per permettere loro di sperimentare e scoprire le cose, per conoscere e nello stesso tempo superarle.Ma che cosa si intende per bambino? Qualunque sia la loro età, gli uomini possono restare “bambini” fino alla fine della loro vita. Evidentemente se qualcuno si batte la testa con un cucchiaio è perché è un cretino! Ma se questi riesce a vivere come vuole, per esempio come i ragazzini felici di andare a scuola, allora egli gioca." Pino Pascali . Carla Lonzi . Marcatre 1967

“Voi parlate, io gioco!” Zatlan Ibrahimovic
Ai giornalisti nel giorno del 16 scudetto dell'Inter, vinto all'ultima giornata grazie ad una sua doppietta

"Danche scèn, bitte scèn, aufidersèn, e buonanott' a sorreta signo'!"
Pasqualino Settebellezze, 1976 Lina Wertmuller