Tempo Imperfetto #3 – Elena Bellantoni

Salerno - 16/07/2014 : 06/09/2014

Legata ad un principio performativo che si formalizza secondo modalità linguistiche di differente natura, Dunque siamo, il nuovo site project di Elena Bellantoni realizzato per gli spazi del Museo Archeologico Provinciale di Salerno, si presenta come un viaggio alla riscoperta dei luoghi, degli orizzonti storici e culturali del paesaggio salernitano.

Informazioni

Comunicato stampa

La Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi d'Arte Contemporanea, in collaborazione con la Provincia di Salerno e con il Comune di Salerno, soci fondatori della Fondazione, è lieta di annunciare il progetto DUNQUE SIAMO di Elena Bellantoni, terza mostra del ciclo Tempo Imperfetto a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani. L’esposizione, che verrà inaugurata negli spazi del Museo Archeologico Provinciale di Salerno (in via San Benedetto, 28) mercoledì 16 luglio alle ore 18.00, sarà visitabile per tutto il periodo estivo, dal 16 luglio al 06 settembre 2014 (tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.30, lunedì escluso)



Legata ad un principio performativo che si formalizza secondo modalità linguistiche di differente natura, DUNQUE SIAMO, il nuovo site project di Elena Bellantoni realizzato per gli spazi del Museo Archeologico Provinciale di Salerno, si presenta come un viaggio alla riscoperta dei luoghi, degli orizzonti storici e culturali del paesaggio salernitano.
Ad aprire la mostra è il neon Mi rivolto, dunque siamo la cui dicitura – coniata da Albert Camus in un saggio del 1951 (L'homme révolté) – indica una prassi espressiva che rappresenta per l'artista il bisogno di solidarietà, il momento in cui «l'io si apre all'altro, e in cui scopre qualcosa di cui pensa valga la pena prendersi cura». Sulla stessa scia riflessiva è anche Il solitario solidale, due specchi collocati frontalmente dove un colpo d'essere rappresenta sempre anche un colpo di «con» (Nancy), una singolarità plurale, un nos sumus che vuole dimenticare a memoria la storia di un luogo per prendersene cura.
Ambientato nell'area archeologica etrusco-sannitica di Fratte, I giocatori è un video che, se da una parte sposta l'attenzione sui reperti custoditi nel Museo Archeologico, dall'altra si pone come una partita tra l'artista e il critico d'arte, tra due pensieri, tra due differenti modalità riflessive.
Ulteriore momento del percorso espositivo è La città sale, una installazione luminosa che riporta (attraverso un proiettore DIA) alcune immagini significative su un mucchio di sale grosso, per richiamare l'interesse sulla città di Salerno.




In occasione dell'inaugurazione della mostra l'artista sarà coinvolto in una conversazione critica dedicata alla sua ricerca e alle ragioni che hanno guidato la realizzazione del progetto realizzato per il Museo Archeologico Provinciale.

Il progetto Tempo imperfetto si avvale del patrocinio del DISPAC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell'Università di Salerno e dell'Accademia di Belle Arti di Macerata. Sponsor tecnici: Associazione ArteXa e Fonderie culturali.

Il Presidente della Fondazione
prof. Angelo Trimarco

ELENA BELLANTONI
DUNQUE SIAMO
opening | mercoledì 16 luglio 2014, 18.00-19.30

saluti istituzionali
Angelo Trimarco | Presidente della Fondazione Filiberto Menna
Antonio Iannone | Presidente della Provincia di Salerno
Ermanno Guerra | Assessore Cultura e Università, Comune di Salerno
Barbara Cussino | Responsabile Settore Musei e Biblioteche, Provincia di Salerno


ore 18.30
conversazione critica con l'artista



Elena Bellantoni vive e lavora tra Berlino e l'Italia. Laureata all'Università La Sapienza di Roma in Arte Contemporanea, studia successivamente a Parigi e Londra, dove (nel 2007) ottiene un MA in Visual Art WCA University of Arts London. Nel 2007 costituisce Platform Translation Group e nel 2008 è cofondatrice di 91mQ art project space di Berlino.
Nel 2006 vince il premio Temphelhof-Shoneberg Kunstpreis Zum Ball-Spiel a Berlino, 2009 vince il Movin'up del G.A.I. Torino con un progetto a Santiago del Cile, 2012 vince in bando NGBK con il progetto In Other Words realizzato alla Kunstraum Kreuzberg Bethaniene al NGBK di Berlino. Nel 2013 vince la sezione video arte di FestArte/Factory I colori del Mondo al Museo Macro la Pelanda. Residenze: 98weeks project space con Francis Alys a Beiruth nel 2008, Residencia Expacio Versus a Santiago del Cile nel 2013; Progetto Isole a Palermo nel 2009. Nel 2014 viene selezionata per African Fabbers, un workshop ed una mostra all’interno della Biennale di Marrakech. Sempre nel 2014 è artista in residenza al Careof/DOCVA di Milano e viene selezionata da Renato Barilli per il VideoArt Yearbook.
Tra le personali si ricordano my name is… elena bellantoni ([. BOX] videoart project space, Milano 2013), Hala Yella Presentation (Caja Negra exhibition space, Santiago de Chile 2012), Looking for E.B. (Galleria Muratcentoventidue, Bari 2012), Is it Real? (91mQ Art Project Space, Berlin 2008), Room1Performance (Tacheles, Berlin 2008), Transparenz (Weisser Elephant Galerie, Berlin 2007) e G.i.u.l.i.a (Linux Art Space, Roma 2004). Tra le collettive BAC - Festival Internacional de Arte Contemporaneo Barcelona (CCB Museum, Barcellona 2009), Europe as a Space of Translation Biennale della Traduzione (PAN - Palazzo delle Arti, Napoli 2010) Italiens (Ambasciata Italiana a Berlino 2011), Re-Generation (Museo Macro, Roma 2012) Regeln für die Revolution sul Fatzer di Brecht (Volksbühne Kurzfilmkino, Berlino | Cinema Massimo, Torino 2012), Ikono Video Festival: Visioni Domestiche (Collegium Hungaricum, Berlino 2013), Archive tellers (MAXXI B.A.S.E., Roma 2013), Visioni d'arte (Galleria A+A, Venezia 2013), C'è una piccola radice che, se la masticate, vi spuntano le ali immediatamente (MAC Museo, Lissone 2013), Exodus Italia (MUMI Museo de las Migraciones, Montevideo 2013), ReAzione - video installations and live performances (Fabbrica delle Candele, Forlì 2014), Spazi di percezione tra intangibile e tangibile (GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma 2014) e Home Theatre (MAAM - Museo dell’Altro e dell’Altrove, Roma 2014).




TEMPO IMPERFETTO
Sguardi presenti sul Museo Archeologico Provinciale di Salerno
a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani
primavera-autunno 2014

Interventi e installazioni site specific di
Elena Bellantoni | Fabrizio Cotognini | Giulia Palombino | Gian Maria Tosatti | Ivano Troisi

L'attualità inesauribile del passato e, assieme, la transitorietà di un presente che diviene fin troppo facilmente rovina. In questa tensione costante si definisce un tempo, il nostro, plurale e anacronistico, una condizione poststorica dove alla passione per il museo, al trionfo dell'archivio – «là dove le cose cominciano», secondo Derrida – corrisponde il rapido consumo di ogni stabile cronologia, la molteplicità dei racconti, l'estensione universale, orizzontale della tag, frutto di una tensione, di un'euforia, persino, «inebriante o allucinogena» (Fredric Jameson). È questo il complesso scenario sul quale la Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi d'Arte Contemporanea intende riflettere attraverso un articolato progetto critico ed espositivo che pone l’accento non tanto sull’opera conclusa quanto sul processo, sul tempo che ogni operazione artistica mette in questione e interroga in un luogo specifico e denso di significati quale il Museo.
Tempo Imperfetto. Sguardi presenti sul Museo Archeologico Provinciale di Salerno è il titolo scelto per il ciclo di mostre che, realizzato in collaborazione con la Provincia di Salerno e con il Comune di Salerno, enti fondatori della Fondazione Filiberto Menna, verrà accolto da maggio fino a novembre 2014 negli spazi prestigiosi del Museo Archeologico Provinciale, uno dei luoghi più densi e carichi di significato del centro storico di Salerno. Il progetto, con il quale la Fondazione Menna apre il ciclo di iniziative per intende festeggiare il suo ventesimo anno di attività, è curato da Antonello Tolve e da Stefania Zuliani e propone lavori inediti di cinque artisti italiani di respiro internazionale – Elena Bellantoni, Fabrizio Cotognini, Giulia Palombino, Gian Maria Tosatti e Ivano Troisi – realizzati in dialogo con le importanti collezioni del Museo e con la sua luminosa architettura, ridisegnata con grande sensibilità dall'architetto Ezio De Felice negli anni Sessanta del Novecento.
Verranno quindi proposti cinque successivi interventi artistici pensati per l'occasione, temporanee mutazioni estetiche tese a rileggere il passato e ad interagire con lo spazio espositivo dando forza di opera all’imperfezione stessa del tempo, alle sue declinazioni e alle sue inafferrabili eterogeneità. Le installazioni saranno quindi tutte realizzate rigorosamente in situ dagli artisti, che attraverso linguaggi differenti – dal video alla fotografia, della pittura al ready made, dall'installazione all'estroflessione performativa – proporranno la lettura di un contesto (quello del museo, appunto) che è luogo di conservazione e, nel contempo, di produzione della memoria, spazio pubblico che vive della relazione con la comunità, nel dialogo con i visitatori che sempre più sono al centro del sistema espositivo.
In coincidenza con l'inaugurazione delle singole mostre, ogni artista sarà coinvolto in una conversazione critica dedicata alla sua ricerca e alle ragioni che hanno guidato la realizzazione del progetto per il Museo Archeologico Provinciale. Attività didattiche destinate ai bambini delle scuole elementari e curate dalla Fondazione Filiberto Menna (responsabile Silvia Vicinanza) in collaborazione con l'associazione ARTEXA, accompagneranno il progetto espositivo, comunicato al pubblico anche dall’associazione Fonderie culturali.
A conclusione del ciclo di mostre, una tavola rotonda coinvolgerà critici, storici dell'arte e dell'architettura, archeologi e artisti, chiamati a discutere aspetti e questioni legate al rapporto tra l'antico e l'arte del presente. In questa occasione verrà presentato anche il volume che raccoglierà i materiali critici e la documentazione degli interventi realizzati nell'ambito del progetto Tempo imperfetto (edizioni della Fondazione Filiberto Menna).
Il progetto Tempo imperfetto si avvale del patrocinio del DISPAC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell'Università di Salerno e dell'Accademia di Belle Arti di Macerata. Sponsor tecnici: Associazione ArteXa e Fonderie culturali.