Tempo e Sospensione

Milano - 12/06/2019 : 15/10/2019

“Tempo e Sospensione” è il titolo della mostra che vede sei artisti presentare una decina circa di lavori ciascuno tra pittura e fotografia in un serrato dialogo e confronto tra loro e lo spazio che li ospita.

Informazioni

  • Luogo: ANNUNCIATA GALLERIA D’ARTE
  • Indirizzo: Via Paolo Sarpi 44- 20154 – Entrata da Via Signorelli 2/A - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 12/06/2019 - al 15/10/2019
  • Vernissage: 12/06/2019 ore 18,30
  • Curatori: Carlo Grossetti
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: lunedì 15,30 ÷ 19,00; da martedì a venerdì 10,00 ÷ 12,30 e 15,30 ÷ 19,00. Ingresso Libero. Lunedì mattina e sabato su appuntamento Chiusura estiva dal 1° Agosto al 1° Settembre incluso

Comunicato stampa

“Tempo e Sospensione” è il titolo della mostra che vede sei artisti presentare una decina circa di lavori ciascuno tra pittura e fotografia in un serrato dialogo e confronto tra loro e lo spazio che li ospita

La mostra inaugura il 12 giugno e si conclude il 15 ottobre 2019 presso Annunciata galleria d’arte che, presente dal 1939 sul territorio milanese e non solo, (Milano è stata infatti un centro propulsivo di idee progettiste e artistiche e luogo privilegiato di scambi culturali fecondi a livello internazionale, oggi nuovamente in ripresa) racconta da allora il pensiero dell’arte ad opera di maestri di culture diverse, tenuti insieme dallo stesso periodo storico, quello del XX secolo. Ciò che caratterizza la migliore arte del XX secolo è essenzialmente la necessità di riflettere su sé stessa e di fondare l’elaborazione dell’oggetto artistico su basi intellegibili: l’oggetto richiede allo spettatore di partecipare con la sua sensibilità, con il suo personale pensiero al gioco dell’arte e per ottenere questo risultato deve mostrare agli altri com’è fatto.

Avanguardie che come tali si sono fatte tradizione, per lasciare posto a nuove leve, ad altre posizioni, capaci di consolidare il risultato ottenuto e di perpetuare quello stato di eccitazione innovatrice.

La storia dell’Annunciata dunque, portavoce di un Tempo senza tempo, di una memoria continua, di uno stato di eterna Sospensione creativa, chiama a sé sei artisti emergenti che con la loro personale visione e cifra linguistica raccontano del loro intimo sguardo sul nostro tempo, il XXI secolo. Ciascuno esprime un interesse sincero verso quegli aspetti della condizione umana che possiedono validità universale, contribuendo a stabilire in certa misura un continuum con ciò che è stato nella storia dell’arte ed ognuno dando al linguaggio un proprio peso ed incidenza. Tra loro c’è chi si sofferma maggiormente sulla ricerca di un linguaggio inedito e fortemente personale (Elena Santoro; Luisa Pineri), raccontando quindi più di sé, del proprio mondo interiore, altri che, mettendo meno in risalto la questione del linguaggio, si orientano a rivelare dimensioni della realtà che riguardano tutti (Pietro di Girolamo; Donata Zanotti); altri, infine, che mescolano queste due componenti, linguaggio audacemente personale e realtà (Francesca Giraudi; Francesca Meloni). “Il percorso così proposto si apre all’ascolto. Sulla superficie, nelle forme, è impressa la traccia di un gesto ispirato e capace di un’istantaneità che pesca nel profondo senza l’obbligo di “dare a vedere”. Alla memoria si guarda non come forma nostalgica rivolta a un passato da mitizzare, ma come esperienza e vissuto, come formula, a volte ossessiva, di scoperta di un sé molteplice. Nessuna forma esclude l’altra, anche quando, in apparenza, risulta oppositiva. L’unica fedeltà è qui legata a una dimensione di ricerca mai completamente esaustiva perché mai definitiva". (G. Pelloso*: dal testo critico “Fratture surmoderne”).

La fotografia, declinata in sperimentale, d’architettura, narrativa, la pittura informale e la performance, sono legate da un unico filo rosso: la traccia dell’Assente. Assenza di una presenza in una corrente artistica predominante e omologante; assenza di un desiderio di frapporsi fra l’opera ed il pubblico, assenza di frastuono, quanto, invece, desiderio di vivere e donare Sospensione, di un Tempo che ha a che fare con la profondità.

La Performance di Mimo -Vertigini - diretta e interpretata da Tony Lopresti, Cecilia Morato e il violinista Francesco Senese definisce ulteriormente lo spirito del progetto “Tempo e Sospensione” e ad esso pare quasi cucito addosso. La mimica, che è il linguaggio del silenzio, si fonde con la musica, che nascendo anch’essa dal silenzio, si espande con i gesti e le azioni per riempire lo spazio, abitato dalle opere d’arte dei sei protagonisti la mostra.

Le forme d'arte del violino e del mimo sono un'espressione delle essenze degli artisti versatili ed affermati Francesco Senese e Tony Lopresti e la loro connessione ha dato origine nel 2009 alla creazione di MuMo – Musica + Movimento (https://mumomusement.com/)

Convinti che l’Arte abbia il potere e lo scopo di ‘fare del bene’, poiché l’Arte apre all’immaginifico: “Al lettore si riserva il compito di chi è chiamato a stabilire il contatto e a tradurre un segno. A dare avvio, tra emozioni potenti e complesse, all’osservazione di un componimento originale” (*)





Catalogo con testo critico di Giovanni Pelloso

Edizioni: All Around Art (https://www.aaa-allaroundart.com/)

Grafica/Design Catalogo e Invito: Benedetta Bartolucci | REDVILLE

Stampe Fine Art: Unimaginable Studio (http://www.unimaginable.it/)

Reportage fotografico dell’evento: Milena Galizzi