Tancredi Mangano – Del giardino terrestre

Milano - 28/04/2016 : 17/06/2016

L'esposizione, attraverso diversi cicli di lavori fotografici e recenti sculture, mette in relazione il legame tra uomo e natura, dal quale emerge un profondo senso di appartenenza ad un unico "essere".

Informazioni

  • Luogo: GROSSETTI ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Piazza XXV Aprile 11/b, 20121 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 28/04/2016 - al 17/06/2016
  • Vernissage: 28/04/2016 ore 18,30
  • Autori: Tancredi Mangano
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale
  • Orari: da lunedì a venerdì, 10-13; 14-18 Sabato e domenica: su appuntamento

Comunicato stampa

La galleria Grossetti Arte ha il piacere di presentare la mostra personale “Del giardino terrestre” di Tancredi Mangano.
La ricerca artistica di Tancredi Mangano è rivolta soprattutto al tema della natura esplorato principalmente attraverso la fotografia e, più recentemente, la scultura.
L'indagine che l'artista dedica alla natura è in continua relazione con il corpo inteso come manifestazione della natura stessa, in uno scambio reciproco tra le due parti in cui ognuna subisce l'intervento dell'altra condizionandone struttura e percezione



L'esposizione, attraverso diversi cicli di lavori fotografici e recenti sculture, mette in relazione il legame tra uomo e natura, dal quale emerge un profondo senso di appartenenza ad un unico "essere".
Nelle sculture la natura prende istintivamente forma tra le mani dell'artista manifestandosi nel gesso bianco e assumendo forme antropomorfe. E' così che, dal gesto primordiale di una presa (Teste-prese, 2012), nascono un gruppo di piccole sculture di teste animali che, nello spazio della mostra, dialogano con alcune fotografie (Pioniere, 2002-2016). Queste erbacce, veri e propri ritratti di piante che "fieramente" crescono in un ambiente fortemente antropizzato, sono soggetti con una personalità e una fisionomia definite, catturati nella loro spontaneità.
Mentre nelle Pioniere è la natura che si adatta e sopravvive al contesto urbano, nella fotografia di grandi dimensioni, Corpo in trappola (2010-2015) , è l'uomo che si abbandona all'azione della natura. Lo stretto rapporto tra spazio-corpo-tempo contribuisce alla trasformazione dell'immagine iniziale ridefinendone una nuova, unica e cosmogonica.
Tancredi Mangano da una parte rivela forma e vita attraverso la materia delle sue sculture, ma dall'altra subisce l'intervento degli elementi naturali (come il passaggio degli insetti e gli agenti atmosferici) che trasformano il suo essere, tracciandone una memoria.
La fisicità dell'impronta del corpo ritorna nella scultura Testa Z1 (2013), sintesi di natura e uomo in cui i principi vitali dell'esistenza, maschile e femminile, esprimono la potenzialità dell'essere generatore di nuova vita.

In mostra verrà esposto anche Da una certa distanza (2009) , un lavoro fotografico in cui il paesaggio osservato da una certa distanza, determinata dal treno in movimento, diventa pura astrazione. Le immagini nascono dall'interazione spazio-temporale di due macchine - il treno e la fotocamera - in cui «la velocità, limite di una visione “corretta”, diventa elemento portante e fondamentale. Il paesaggio così registrato è intravisto e non più contemplativo. In un’alternanza tra il vedere e il non vedere, gli elementi del paesaggio appaiono e scompaiono senza legame e nesso, provocando una presa di distanza che allontana dalla realtà».

Nel lavoro di Tancredi Mangano l'eliminazione di qualsiasi genere di gerarchia posiziona uomo e natura su uno stesso livello, rendendoli parti indissolubili l'uno dell'altro. Il loro spontaneo modo di esistere permette loro di essere quello che sono naturalmente.