Tales of the valley

Ortisei - 04/07/2014 : 01/10/2014

La Galleria Ghetta di Ortisei è lieta di presentare nello spazio espositivo Pontives 202 la mostra Tales of the Valley con cinque straordinari esponenti della pittura e della grafica rumena.

Informazioni

Comunicato stampa

1.TALES OF THE VALLEY
Pontives 202
Teodora Axente
Dan Beudean
Alin Bozbiciu
Oana Farcas
Sergiu Toma
Curatore: Günther Oberhollenzer

2. PREVIEW NEW SPACE
Pontives 201
Aron Demetz
Walter Moroder
Robert Pan
Thaddäus Salcher

Inaugurazione: 04.07.2014, ore 18.00
05.07. – 01.10.2014
Lunedì – Sabato dalle 16 alle 19

1. La Galleria Ghetta di Ortisei è lieta di presentare nello spazio espositivo Pontives 202 la mostra „Tales oft he Valley“ con cinque straordinari esponenti della pittura e della grafica rumena

Tutti e cinque gli artisti sono originari della città di Cluj, oramai diventata un punto di riferimento anche oltre i confini del proprio paese grazie ad una scena artistica estremamente vivace. Saranno esposti in mostra quadri recenti di Teodora Axente, Alin Bozbiciu, Oana Farcas e Sergiu Toma nonché disegni di Dan Beudean. L’eccezionale qualità nella figurazione narrativa è il filo che collega le opere esposte. Le immagini, che ad un primo sguardo sembrerebbero facilmente leggibili, si trasfigurano e divengono via via più misteriose, caricandosi di molteplici significati.

“Io percepisco il mondo come un grande palcoscenico calcato da attori che si alternano”, afferma Teodora Axente, cui la Galleria Ghetta ha già dedicato, l’anno scorso, una mostra insieme all’artista altoatesino Robert Bosisio. “Adattando le esperienze che altre persone fanno riesco a riconoscere le mie stesse esperienze.” Attraverso personali e intimi indovinelli, l’artista indaga, dipingendo, il suo stesso universo esperienziale – il suo passato, le sue paure, i suoi travestimenti. Nei suoi quadri, magistralmente eseguiti, l’osservatore scopre dissimulazione e mimetizzazione, travestimenti e mascheramenti, quando una figura femminile, velata di una pellicola luccicante e trasparente, porta all’osservazione psicologica dell’Io artistico. “La condizione delle mie figure è uno specchio delle esperienze interiore, profondamente personali”, sottolinea l’artista.


“Ho sempre nutrito un interesse particolare per la relazione tra uomo e animale”, ci spiega Alin Bozbiciu. Non sorprende dunque che accanto alle rappresentazioni umane, i suoi quadri siano spesso popolati anche da animali, come cani o piccioni. Ma ancor più interessanti dei soggetti quotidiani e della loro ambientazione è la resa pittorica. Le forme figurative tendono a confondersi e a dissolversi progressivamente, la pittura sviluppa und propria dinamica e un’immediatezza crescenti, diventando così essa stessa il vero soggetto della rappresentazione.

I mondi pittorici narrativi di Oana Farcas sono complessi e imperscrutabili. Elementi surreali e onirici si insinuano ripetutamente nei suoi quadri; oggetti misteriosi, ambienti inquietanti, azioni singolari, posture e gesti furtivi affascinano e insieme disorientano lo spettatore. Al contempo, i suoi quadri, pieni di riferimenti storico-artistici, sono molto intimi, o come dice la stessa artista, “sono come intime narrazioni tratte da riferimenti artistici”. Le rappresentazioni pittoriche seducono e affascinano attraverso la ricca sfaccettatura e una straordinaria voglia di sperimentare.

“Per me, la pittura è più forte dell’oggetto o del contenuto che si cela dietro la stessa”, sottolinea Sergiu Toma. L’affermazione sorprende, perché Toma ha iniziato la sua carriera pittorica con ritratti iperrealisti. Ma una volta raggiunta l’assoluta perfezione esecutiva, Toma ha provato a riscoprire per sé il mezzo della pittura, sondandone le possibilità espressive. Ispirato dalla composizione e drammaturgia del Rinascimento e del Barocco, luce e ombra, chiaro e scuro divengono elementi fondamentali. Le immagini si dischiudono, la pittura diviene libera e giocosa. L’ambiente dell’artista influenza il contenuto: Toma attinge dal contesto in cui è nato e cresciuto, racconta storie personali, della sua famiglia e dell’infanzia. Gli scenari che ne risultano, spesso di grandi dimensioni, sono intrisi di enigmi e magia.

Dan Beudean è l’unico disegnatore tra gli artisti presenti in mostra. Ispirato dalla lunga tradizione figurativa del suo paese, Beudean crea piccole scene di grande forza espressiva. Negli ultimi anni, Beudean si è occupato soprattutto dei cambiamenti comportamentali come anche delle situazioni sociali e culturali peculiari che si creano in periodi di transizione. Beudean studia, analizza e giudica le persone in tutta la loro ambivalenza, mostrandoci l’interazione e l’influenza tra i singoli esseri viventi così come anche con e tra la specie umana. Recentemente l’artista si è occupato, attraverso disegni carichi di simbolismo, della Rivoluzione Francese e di Robespierre, della ragione come base intellettuale della società di oggi e delle origini delle paure umane.

Su invito della gallerista Doris Ghetta, il curatore Günther Oberhollenzer, l’architetto Igor Comploi e gli artisti Walter Moroder, Robert Bosisio e Teodora Axente (che ha fornito molti contatti sul posto) hanno avuto modo, in primavera, di visitare a Cluj una ventina di atelier e di farsi un’idea dell’attuale scena artistica della regione rumena e dunque di selezionare i cinque artisti che saranno presenti nella mostra ad Ortisei.

2. Parallelamente all’inaugurazione della mostra a Pontives 202, il 4 luglio sarà accessibile per la prima volta anche il nuovo spazio della galleria, Pontives 101. Come preview di una grande mostra in autunno saranno esposte opere di Aron Demetz, Walter Moroder, Robert Pan e Thaddäus Salcher.

Günther Oberhollenzer