Synesthesia Festival

Mondolfo - 05/07/2019 : 01/08/2019

SYNESTHESIA FESTIVAL, primo Festival italiano dedicato ai cinque sensi.

Informazioni

Comunicato stampa

Esposizioni, laboratori, concerti, conferenze e tavole rotonde. Tutte intorno a un tema insolito, misterioso e affascinante, quello dei sensi e in particolare di un fenomeno raro che li abbraccia uno per uno: vista, udito, gusto olfatto e tatto. Parliamo di quella sinestesia capace di creare contaminazioni sensoriali, fenomeno percettivo in psicologia, figura retorica in lettere (ricordate quali sono i “colori squillanti”?)


SYNESTHESIA FESTIVAL a Mondolfo è al secondo anno con un ricco calendario
A Mondolfo diventerà addirittura un Festival, con un palinsesto di 12 serate a tema dal 5 luglio al 4 agosto: un viaggio attraverso la musica, la creatività dei laboratori, vecchie pellicole cinematografiche, importanti ceramiche, grafiche e sculture in dialogo sinestetico con opere d’arte proposte al pubblico in un ciclo di mostre.
E se è vero che esistono al mondo persone “sinestetiche”, che vivono quotidianamente la contaminazione sensoriale, a Mondolfo la sinestesia diventerà un fenomeno collettivo.
Il Festival è stato progettato con un approccio inclusivo e coinvolgente verso il pubblico nel segno della partecipazione e della condivisione. Un segno a sua volta salutato da un’accoglienza positiva da parte dei cittadini già dallo scorso anno e grazie al supporto delle associazioni del luogo che stanno contribuendo attivamente all’allestimento della manifestazione.
La direzione artistica capitanata da Filippo Sorcinelli, presidente PAM – Pro Arte mondolfo, alternerà una serie di contenuti proposti anche da artisti internazionali ad una serie di contenuti rivolti a promuovere l’arte e gli artisti, oltre ad un programma di eventi scelti con cura nel panorama artistico contemporaneo. Il tutto verrà proposto dalla sezione - OFF : un itinerario che si snoderà all’interno della città, nell’ottica di promuovere partecipazione e interesse nei confronti della Regione Marche da parte dei turisti presenti durante la stagione balneare, attrarre visitatori e turisti culturali che troveranno nel festival un’ulteriore attrattiva nel territorio marchigiano.








venerdì 5 luglio ore 19.00
Complesso Monumentale sant’Agostino – Via Cavour, 6
Inaugurazione circuito espositivo
“ECHI E CORRISPONDENZE”
Picasso, Pignotti, Sorcinelli, Ramazzani
Presentazione del prof. STEFANO PAPETTI


giovedì 11 luglio ore 21.30
ex fabbrica Fisarmoniche – Via Torre
ROBERTO MERCADINI
Fuoco nero su fuoco bianco (monologo)


giovedì 18 luglio ore 20,30
Bastione sant’Anna – Corte del Monastero
CENA MONASTICA
Percezioni culinarie…


venerdì 19 luglio ore 21,30
Piazza del Comune
PASSERELLA SINESTETICA
a cura degli allievi di Poliarte – Accademia di Belle Arti e Design di Ancona


mercoledì 24 luglio ore 21,30
Giardini della Rocca
GIUSEPPE LAVENIA
Sulle dipendenze tecnologiche


giovedì 25 luglio ore 21,30
Chiesa Monumentale di sant’Agostino – Via Cavour
TABLEAUX VIVANTS
Caravaggio Compagnia L. Rambelli


sabato 27 luglio ore 21,30
Chiesa Monumentale di sant’Agostino – Via Cavour
“PERCEZIONI SIMULTANEE”
profumare musica, scrivere pittura, dipingere poesia,
ISABELLA SANTACROCE, recitante - FILIPPO SORCINELLI, organo
MASSIMO MALAVOLTA, canto gregoriano - OTTETTO SINE NOMINE, polifonia


domenica 28 luglio ore 21,30
ex fabbrica Fisarmoniche – Via Torre
GIUSEPPE CEDERNA
Mediterraneo Express e Odisseo il migrante

martedì 30 luglio ore 21,30
piazza del Comune – Centro storico
PROIEZIONE SINESTETICA CON FUNNY ALEXANDER
E INAUGURAZIONE “SYNESTHESIA - OFF”
progetto parallelo di rigenerazione urbana attraverso l’arte.


mercoledì 31 luglio ore 21,30
Centro Storico
VISITA GUIDATA AGLI ODORI DELLA CITTÀ
a cura di LAMBERTO PIGNOTTI e Archeoclub Mondolfo.


giovedì 1 agosto ore 21,30
Chiostro Sant’Agostino
TAVOLA ROTONDA SINESTETICA
a cura di VANESSA CANDELA
Dottoressa in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica.


venerdì 2 agosto dalle ore 19
Centro Storico
NOTTE BIANCA DELLA SINESTESIA E CHIUSURA “SYNESTHESIA OFF”
(dj set, spettacoli, proiezioni, cibi di strada…)


domenica 4 agosto
Complesso Monumentale sant’Agostino
CHIUSURA MOSTRE

























Filippo Sorcinelli

Pittore, musicista, direttore creativo, fotografo è nato a Mondolfo nel 1975.

Consegue la licenza in Maestro d’Arte e la maturità d’Arte applicata presso l’Istituto d’Arte di Fano.
Negli anni della formazione inizia da subito a collaborare negli atelier di prestigiosi artisti d’arte contemporanea.
Parallelamente agli studi artistici, affianca quelli musicali, studiato presso il Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro, perfezionandosi poi presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma.
E’ stato Organista Titolare presso le Cattedrali di Fano (già dall’età di 13 anni), Rimini e San Benedetto del Tronto. E’ direttore artistico di Rassegne musicali in prestigiose località.
Numerose le esposizioni di pittura, le installazioni in tutta Italia e all’estero.
Nel 2001 fonda l’Atelier di Vesti sacre LAVS (LAUS) che si occupa dello studio, della progettazione e della realizzazione di Vesti sacre, suppellettili ed accessori per la liturgia del culto cattolico. In breve tempo diviene l'azienda di riferimento per la cura delle nuove Vesti sacre degli ultimi due pontefici: Benedetto XVI e Francesco.
Numerose opere sono state realizzate per eventi di portata nazionale ed internazionale e riproposte da ogni organo di comunicazione, nazionali ed internazionali. E’ stato incaricato di ricostruire i paramenti sacri di papa Celestino V.
La stampa segue con attenzione la sua multiforme attività, tanto da dedicargli ampio spazio.
Nel 2017 sono stati prodotti due documentari sulla vita di Filippo, grazie all’interessamento e al supporto di France 3 Corse.
Grazie a questa operosità, Filippo riceve richieste da musei che offrono disponibilità e strutture per accogliere le sue produzioni; altre strutture, invece, chiedono consulenza artistica di ogni genere.
Nel 2013 LAVS ha collaborato all'esposizione dedicata al San Girolamo di Georges de La Tour, pittore francese del XVII secolo a Vic sur Seille, per la quale l’atelier ha riprodotto esattamente due vesti presenti nel quadro. Tutto questo in collaborazione con il Louvre di Parigi.
E’ organista e direttore artistico della chiesa della Croce, scrigno di arte e di fede di Senigallia.
Fondatore e direttore creativo di UNUM parfums, maison per la creazione di profumi d'eccellenza, caratterizzati da un'attenta ricerca di stile proveniente dalla sua storia e dalle contaminazioni provocate dalla vita, dai viaggi, dall'arte.
Nel 2013 fonda UNUM, casa di profumi d’arte, per il quale viene riconosciuto e recensito da testate giornalistiche internazionali come Air France Magazine (aprile 2016), il Financial Times, Departure, ICON e da televisioni nazionali ed estere.
Ultimo frutto della sua creatività è SAUF (sauf.biz), marchio di manufatti in argento e collettivo sperimentale per la moda. Il 19 dicembre 2015 in una cerimonia ufficiale è stato insignito della Benemerenza civica per i meriti artistici.


















INFORMAZIONE AUTORI

5 LUGLIO

PABLO PICASSO

Il grande matematico e filosofo dell’arte Pavel Florenskij (1882-1937) ha messo in luce come l’atto del plasmare la materia sia un gesto profondamente legato alla pittura, a differenza della grafica che si ricollega più chiaramente alla scultura . Anche per questo motivo le 66 fra acqueforti e acquetinte e le 32 ceramiche di Pablo Picasso (1881-1973) che si espongono ora a Mondolfo, si rivelano un’occasione davvero preziosa per comprendere tutta l’opera del grande maestro spagnolo. Difatti incisioni e ceramiche possono essere considerate come uno spiraglio attraverso cui apprezzare con maggiore profondità anche la sua attività, ovviamente più nota, di pittore e di scultore.
E non basta: si tratta di un’opportunità per mettere nuovamente in luce i rapporti di Picasso con la tradizione letteraria e filosofica, mitologica e religiosa della sua terra d’origine; di sottolineare insomma la sua personale interpretazione dei modelli eterni della cultura ispanica. Di lui scrisse già nel 1905 con fine preveggenza il poeta Guillame Apollinaire (1880-1918): «egli viene da lontano, dai fasti brutali delle composizioni e delle decorazioni spagnole seicentesche» .

1. La Célestine
Per esempio la serie di acquetinte ed acqueforti che illustrano la tragedia satirica cinquecentesca La Célestine (1499), prima opera drammatica spagnola, attribuita allo spagnolo Fernando de Rojas, narrano in modo nuovo la storia tragicomica di Celestina, la quale, simbolo fatale ed ironico del femminino, riesce con mille sotterfugi a far innamorare Calisto e Melibea, procurando però la morte a tutti i personaggi. Non si tratta però di un fenomeno legato solo al XVI secolo: il racconto drammaturgico di de Rojas ha generato, come è noto, uno dei più importanti casi letterari ed editoriali della cultura spagnola: una densa serie di edizioni del testo originale che si avvicendano in tempi assai brevi, numerosissime traduzioni in tutta Europa e, inoltre, riletture e completamenti dell’opera che giungono a coprire più di un secolo e che attraversano i più svariati generi letterari: teatro, poesia, novella, racconto dialogato. Anche l’originale edizione tradotta in francese da Pierre Heugas ed illustrata da Picasso nel 1968, prolunga e rinnova questa eredità: tirata in 400 esemplari numerati e firmati su carta Canton du Moulin Richard-de-Bas, essa è arricchita dalle multiformi incisioni, qui presentate. La notevole serie picassiana, è anche il segno più chiaro di un continuo ripensamento della sua arte, una riflessione pratica ricca di sfumature, a cui un uomo di 87 anni potesse dar vita. In effetti, le 66 acquetinte e acqueforti de La Célestine non sono, né potrebbero essere una fedele e filologica trasposizione del testo, una mera trascrizione in forme grafiche: nella storia dei celebri illustratori di opere letterarie a Picasso va riconosciuto un assoluto primato in quanto a freschezza ed originalità; le scene illustrate non accompagnano la narrazione ma procedono autonomamente rispetto ad essa e come molte opere coeve abbondando di riferimenti letterari o mitologici incentrati come sempre sui temi dell’eros, della gelosia e della morte.

2. Le ceramiche di Vallauris
Allo stesso immaginario simbolico si richiamano anche le 32 ceramiche che Picasso ha realizzato fra il 1950 ed il 1969 per diverse produzioni in serie limitata. La loro importanza risiede soprattutto nel superamento della distinzione accademica fra artigianato e belle arti e nella riproposizione dei grandi valori della cultura antica e medioevale, in quello spirito che aveva già animato il movimento inglese dell’Arts and Crafts di William Morris (1833-1896) , lo Stil’ modern russo, caratterizzato dalla riscoperta dell’icona e l’architettura nuova di Antoni Gaudí (1852-1926) . In tempi più vicini Henri Matisse (1869-1954) e il gruppo dei “fauves” avevano cominciato a interessarsi alla ceramica, ma solo come supporto per la loro pittura, senza prendere parte attiva alle fasi di studio e di lavoro. Al contrario, Picasso, subito dopo il secondo conflitto mondiale si trasferisce a Vallauris, un piccolo villaggio della Provenza che aveva conosciuto nel 1936. In questo borgo, fin dall’età romana, sono sempre state prodotte ceramiche di alta qualità estetica, malgrado molte officine e botteghe, ai tempi dell’artista spagnolo, avessero già da tempo terminato la loro attività. Picasso nel solo 1946 dà vita ad oltre 2000 opere, entrando sempre di più nel processo di lavorazione, per adattare la decorazione alla forma propria dell’oggetto d’uso, generando così una rinnovata unione fra arte e artigianato, bellezza e utilità. Il successo della sua presenza è stato tale che l’industria ceramica del villaggio ha finito col rifiorire, creando copie di opere di Picasso o nuovi lavori d’intonazione picassiana; tanto che si può parlare di un contributo notevole dell’Autore alla sfera del design. In queste opere ricompaiono molti archetipi della poetica picassiana, fondata sulla contrapposizione e la fusione fra uomo e animale: il toro, il cavaliere (picador) ed il centauro, la capra ed il fauno, la civetta e il volto umano . E il viso diviene occasione per un dialogo con forme geometriche che rimandano alla simbologia del centro e alla figura del sole. Non mancano i riferimenti alle immagini emblematiche della cultura greco-romana ed ebraico-cristiana: il corvo sacro ad Apollo e servo del profeta Elia e degli eremiti del deserto, il pesce come figura iniziatica dei culti misterici pagani e del linguaggio evangelico. Né Picasso si priva dell’ironia ma la sottolinea dipingendo un vaso fatto di puro colore su un vaso vero, oppure su un piatto, o ancora realizzando su una brocca una natura morta: un esempio di arte nell’arte che caratterizza il distacco giocoso del suo pensiero creativo.


LAMBERTO PIGNOTTI

Inizia l’attività saggistica, deliberatamente rivolta alla critica militante e all’attualità culturale. Per tali settori collabora regolarmente con articoli e saggi a quotidiani e periodici di interesse nazionale, a varie riviste italiane e straniere, come Paese sera, La Nazione, L’Unità, Rinascita, e a programmi della RAI. Nei primi anni Sessanta concepisce e teorizza le prime forme di “poesia tecnologica” e “poesia visiva”. Dal 1971 ha portato avanti, prima come professore alla Facoltà di Architettura di Firenze e poi al DAMS della di Bologna, dei corsi sugli svariati rapporti fra avanguardie, mass-media e new-media.
La sua opera artistica procede rapportando segni e codici di diversa provenienza: linguistici, visivi, dell’udito, del gusto, dell’olfatto, del tatto, del comportamento, dello spettacolo: da siffatta attività multimediale e sinestetica nascono, tra happening e performance, le “Poesie e no”, le “cine-poesie”, le cassette logo-musicali, i libri oggetto di plastica, le poesie da toccare, da bere, da mangiare, i “chewing poems” e, naturalmente, le “poesie visive” sotto forma di collage o di intervento su foto di cronaca, di moda, di pubblicità, ecc.
Come poeta visivo e lineare è incluso in molte antologie italiane e straniere ed è trattato in vari libri di saggistica e consultazione.


FILIPPO SORCINELLI

Filippo Sorcinelli, artista underground e organista, virtuoso e iconoclasta,
potrebbe accontentarsi di essere il sarto dei Papi.
E’ nato a Mondolfo (Pesaro Urbino) il 1 luglio 1975.
Allievo all’Istituto d’Arte di Fano, si licenzia come Maestro d’Arte prima nel 1992
e parallelamente studia presso il Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro per poi perfezionarsi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.
È particolarmente apprezzato, tra l'altro, per la sua importante abilità nell'improvvisare all’organo.
Fondatore dell’atelier LAVS (Laboratorio Atelier Vesti Sacre) nel 2001, dedito allo studio e alla
produzione di paramenti sacri per la Chiesa Cattolica.
Il lavoro di LAVS è riconosciuto e documentato in tutto il mondo per aver realizzato numerose vesti per papa Benedetto XVI e per papa Francesco.
Nel 2013 fonda ALTER DUO SRL, casa di profumi d’arte di design, che oggi vanta 23 fragranze
suddivise in cinque collezioni, tra cui spicca UNUM, Nebbia ed Extrait de Musique, celebrando
e descrivendo con gli incensi i registri del grande organo della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi.
Numerosi sono i suoi interventi in rassegne, concerti, convegni ed esposizioni
E’ fondatore e direttore artistico di SYNESTHESIA FESTIVAL, unico in Italia, con sede a Mondolfo e dedicato al fenomeno della contaminazione dei cinque sensi (www.synesthesiafestival.it).



11 LUGLIO

ROBERTO MERCADINI

Roberto Mercadini: poeta, attore, scrittore. Nato a Cesena nel 1978. Con oltre 150 date all’anno, porta in giro per la Romagna e per il resto d’Italia i suoi monologhi. Su temi che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità.
Fra i suoi monologhi: Fuoco nero su fuoco bianco (un viaggio nella Bibbia Ebraica - con traduzione dall’ebraico antico dell’autore); Noi siamo il suolo, noi siamo la terra (monologo per una cittadinanza planetaria - una produzione di Banca Popolare Etica); Felicità for dummies (Felicità per negati); Vita di Leonardo - l'avventura di vedere davvero (Spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo in occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci con Regia di Alessandro Maggi).
Fra i suoi libri: Storia perfetta dell'errore (Rizzoli, 2018); Sull'origine della luce è buio pesto (Miraggi, 2016); Rapsodie romagnole (Ponte Vecchio, 2014).

FUOCO NERO SU FUOCO BIANCO

Nella Bibbia ebraica c’è l’umorismo ebraico.
Se l’affermazione precedente vi ha sorpreso, forse non avete mai letto per intero l’esilarante storia del duello fra Davide e Golia, non sapete perché Isacco si chiama così, né quale feroce satira antimonarchica si celi dietro il nome “Saul”.
La tradizione ebraica descrive la Bibbia come “fuoco nero su fuoco bianco”.
Se l’affermazione precedente vi ha sorpreso, forse non sapete di quale incandescenza rifulgano le visioni di Isaia, il grido di Kohélet e molte altre cose.

Roberto Mercadini ha tracciato un monologo, un viaggio fra gli infiniti possibili dentro la Bibbia.
Il libro di Giona è la rotta seguita in questa navigazione attraverso il tempestoso mare della sapienza ebraica. Ad ogni capitolo si tocca un porto e si spalanca un mondo. Così:
1) Nel mare (Elogio dell’inettitudine)
2) Un pesce grande (La poesia)
3) Ninive è rivoltata (I profeti)
4) È bene infuocarsi (Dialoghi indomabili).


24 LUGLIO

GIUSEPPE LAVENIA
Psicologo e psicoterapeuta, tra i massimi esperti di dipendenze tecnologiche e cyberbullismo.
Affianca all’attività clinica, l’attività di insegnamento e di formazione. È autore di “Dipendenze tecnologiche. Valutazione, diagnosi e cura” (Giunti, 2018), di “Internet e le sue dipendenze” (Franco Angeli, 2012)) ed è coautore del romanzo clinico “Net Addiction. Prigionieri della rete” (Delos Digital, 2017) con cui ha vinto il premio letterario “Targa Milano International 2017”. Pubblica su riviste scientifiche e collabora con note testate giornalistiche di rilievo nazionale e internazionale oltre che con Tv e Radio.È Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Marche e Consigliere nazionale ENPAP, insegna Psicologia del lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Ancona, già docente presso l’Università degli Studi di Chieti e Urbino.




25 LUGLIO

TABLEAUX VIVANTS

LUDOVICARAMBELLITEATRO presenta La Conversione di un Cavallo - 23 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio
regia Ludovica Rambelli aiuto regia Dora De Maio in scena Andrea Fersula, Serena Ferone, Ivano Ilardi, Laura Lisanti, Chiara Kija, Antonella Mauro, Paolo Salvatore, Claudio Pisani

Costruito con la tecnica dei tableaux vivants, la conversione di un cavallo è un lavoro di estrema semplicità e insieme di grande impatto emotivo: sotto gli occhi degli spettatori si compongono 23 tele di Caravaggio realizzate con i corpi degli attori e l’ausilio di oggetti di uso comune e stoffe drappeggiate. Un solo taglio di luce illumina la scena come riquadrata in una immaginaria cornice, i cambi sono tutti a vista, ritmicamente scanditi dalle musiche di Mozart, Bach, Vivaldi, Sibelius.
Questo lavoro nasce nel 2006, grazie a un progetto didattico della Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli: dopo il primo esito fu chiara la sua forza scenica, e da allora ha visto molte e diverse forme. È stato ospite del Museo di Capodimonte in più di un’occasione, del Maggio dei Monumenti per le edizioni del 2008, 2009, 2010, 2011 e in giro per l’Italia in musei, gallerie, piazze, sagrati conservando sempre la sua suggestione, e la sua magia per un pubblico tanto più attento e complice, quando non avvertito della epifania di un lavoro semplice, rigoroso, artigianale. Invitata dall’Accademia di Belle Arti di Napoli a condurre un laboratorio per gli studenti dei diversi corsi sul tema dei tableaux vivants, ho messo di nuovo in scena Caravaggio, e l’anno successivo Salvi per Miracolo, un lavoro ispirato alle edicole sacre della devozione partenopea. Entrambi gli spettacoli, andati in scena in Accademia nell’ambito de l’Accademia Svelata , sono stati ospiti nel 2011, oltre che del Maggio dei Monumenti, di Benevento Città Spettacolo. Oggi lo spettacolo è in residenza permanente presso il Museo Diocesano, chiesa di Donnaregina Nuova, Napoli; lo stesso ospita il laboratorio permanente di teatro corporeo.


27 LUGLIO

ISABELLA SANTACROCE

Frequenta il DAMS di Bologna ed espone sue opere a Parigi, Londra, Tokyo e New York[1]. Esordisce nel 1995 con Fluo (1995) primo libro della cosiddetta "trilogia dello spavento". Seguono Destroy e Luminal, pubblicati da Feltrinelli. Destroy suscita un certo interesse in Italia[2]. Per le tematiche trattate è stata accostata dalla stampa ai Cannibali ma non è antologizzata nella celebre raccolta di racconti[3][4]. Nel novembre del 1998, Santacroce pubblica per Polo Books Kurt Cobain and Courtney Love. Canzoni maledette, una raccolta di traduzioni dei testi delle canzoni dei Nirvana e delle Hole. Nel 2001 pubblica per Mondadori Lovers. Il tema del libro è l'amore nelle sue varie forme: l'amore della famiglia, l'amore eterosessuale, l'amore omosessuale e l'amore non corrisposto.
Nel 1999 collabora con la cantautrice Gianna Nannini nella scrittura dei brani di Aria del 2002[5], Grazie (2006) e Giannadream (2009), Io e te (2011) e ai testi del cartone animato Momo alla conquista del tempo.
Nel gennaio del 2004 viene pubblicato da Mondadori Revolver e l'anno successivo Dark Demonia, primo libro illustrato dell'artista Talexi[6] che narra la storia di un angelo destinato all'inferno. L'anno successivo è la volta di Zoo, edito da Fazi Editore, in cui l'autrice delinea l'amore distruttivo nella famiglia dei protagonisti[2]. Con V.M.18 del 2007, Santacroce inaugura la trilogia di romanzi cosiddetta "Desdemona Undicesima". Il primo romanzo, che rappresenta l'Inferno, parla degli sfrenati libertinaggi compiuti da 3 ragazzine quattordicenni all'interno di un collegio. Nel 2010 esce per Rizzoli la seconda parte della trilogia (il Paradiso) Lulù Delacroix, romanzo-fiaba che sfiora le 500 pagine.
Nel 2011 collabora alla stesura del brano Donna d'Onna, cantato da Elisa, Giorgia, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini e Laura Pausini per "Amiche per l'Abruzzo" iniziativa benefica promossa dalla Pausini[7]. Lo stesso anno porta in scena lo spettacolo teatrale Via crucis col regista Cosimo Damiano Damato. Sempre nel 2011 ha organizzato la performance collettiva Cerbiatti rivoltosi insieme a Voici La Bombe.
Nel 2012 pubblica Amorino, il terzo e ultimo della trilogia "Desdemona Undicesima" (il Purgatorio). Amorino è ambientato nel 1911 a Minster Lovell, un villaggio inglese, e narra la storia di Albertina e Annetta Stevenson, due sorelle gemelle monozigoti dalla doppia personalità.
Nel 2015 è la volta di Supernova, primo romanzo di una nuova trilogia, la "Trilogia di Eva", ambientato a Milano, e che racconta la storia d'amore e di prostituzione di tre adolescenti.
28 LUGLIO
GIUSEPPE CEDERNA

Figlio del giornalista, scrittore, ambientalista e politico italiano Antonio Cederna e nipote della scrittrice e giornalista Camilla Cederna, ha per nonno paterno il socio fondatore del Milan e calciatore Giulio Cederna. Esordisce come attore cinematografico nel 1982 con Cercasi Gesù, di Luigi Comencini. Nel 1983 è protagonista, nel ruolo di un giullare, di uno spot per una marca di biscotti. Dopo molto cinema d'autore, si fa notare in Fracchia contro Dracula (1985) di Neri Parenti, nel ruolo comico dell'orrido servitore gobbo Boris, che si esprime in striduli grugniti e a cui spesso viene staccata una mano, che prontamente e come nulla fosse si riattacca.
Tra le sue interpretazioni più note vi è la parte del soldato Antonio Farina, follemente innamorato di una prostituta che poi sposerà, nel film Mediterraneo (1991)La pellicola ha vinto il premio Oscar per il miglior film straniero nel 1992. Sempre diretto da Gabriele Salvatores, aveva precedentemente interpretato il ruolo di uno degli amici trentenni nel cult-movie Marrakech Express (1989). Nel 2003 interpreta Luigi Greco, uno dei responsabili della morte del padre del Commissario Corsi, nella fiction Distretto di polizia 4.
All'attività cinematografica e letteraria affianca quella teatrale con spettacoli di lettura pubblica, come In cammino. Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta, nel 2004, tratto dal suo libro Il grande viaggio, accompagnato dai musicisti Umberto Petrin (pianoforte) e Alberto Capelli (chitarra e sitar). Nel 2007, a Mantova, nell'ambito del Festivaletteratura, legge pubblicamente alcuni estratti dal libro La tenda rossa di Bologna, dello scrittore inglese John Berger. Tra le apparizioni più recenti, nel 2009 vi è quella nella terza stagione della serie televisiva de L'ispettore Coliandro, (prima puntata: Sempre avanti), nella quale interpreta la parte di uno spacciatore di droga, crudele e assassino.
Nel 2010 partecipa al film Maschi contro femmine e nel 2011 al derivato Femmine contro maschi. Nel 2014 partecipa alla fiction di Rai 1 Non avere paura - Un'amicizia con Papa Wojtyla. È autore del radio-documentario Un viaggio tra le pietre vive della Palestina, che Radio 3 trasmette per il ciclo Passioni l'1 e il 2 novembre 2014. Il 7 gennaio 2015 debutta al Teatro Stabile di Torino lo spettacolo L'ultima estate dell'Europa, il racconto straziante di un sopravvissuto alla Grande Guerra attraverso le voci di soldati, scrittori e letterati del tempo (Ungaretti, Gadda, Trilussa). Sul palco, oltre a Cederna, i musicisti ed autori delle musiche Alberto Capelli e Mauro Manzoni.
Interpreta Francesco Saverio Borrelli nel 2015 nella serie TV 1992 e nel 2017 nella successiva 1993. Nel 2016 debutta con il monologo brillante Mozart - Ritratto di un clown, per la regia Ruggero Cara ed Elisabeth Boeke, in scena con il pianista Sandro D'Onofrio. Nel 2017 debutta con lo spettacolo Da questa parte del mare di Gianmaria Testa, per la regia di Giorgio Gallione. Appassionato di alpinismo, per mezzo di televisori collocati nelle diverse sale espositive assolve al ruolo di guida virtuale del Museo nazionale della montagna di Torino.



30 LUGLIO
FANNY & ALEXANDER

Fanny&Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi De Angelis e Chiara Lagani. Si aggregano stabilmente alla compagnia nel 1997 Marco Cavalcoli, attore e nel 2002 Marco Molduzzi, organizzatore.
La compagnia, nell’arco di venticinque anni di attività, ha realizzato oltre una settantina di eventi, tra spettacoli teatrali e musicali, produzioni video e cinematografiche, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, convegni e seminari di studi, festival e rassegne.

1 AGOSTO
VANESSA CANDELA

Vanessa Candela è dottoressa in “Scienze e tecniche psicologiche” e in “Neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica”. Insegna “Basi neurali del canto” nel corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica dell’Università di Bologna. Attualmente sta amplificando le sue conoscenze nell’ambito della riabilitazione neurocognitiva e della ricerca in ambito neuropsicologico presso il dipartimento clinico del Centro interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento. Collabora in progetti di ricerca innovativi con artisti e scienziati sulle neuroscienze del canto, della musica e sulla sinestesia. Ha partecipato come relatrice a importanti convegni internazionali ed eventi di divulgazione scientifica. E’ blogger nel portale visualizzato da tutto il mondo www.thevoiceland.net dedicato al canto e alla voce che fonda insieme ad Albert Hera, e nel portale sulle neuroscienze da lei ideato www.neuroland.net.



Il 5 febbraio 2019 è stata formalizzata la costituzione dell’Associazione Culturale PAM - ProArte Mondolfo, fondata con il proposito di elevare il patrimonio artistico già presente nel paese di Mondolfo, e di ampliarne il valore culturale con la messa in scena di eventi, spettacoli, mostre, conferenze e momenti di festa derivati dalla partecipazione di artisti e relative opere dal respiro nazionale e internazionale.
PAM - Pro Arte Mondolfo, vuole essere un ulteriore strumento per la valorizzazione e la promozione del territorio di Mondolfo, già uno dei Borghi più Belli d'Italia.
Lo stile grafico del logo in allegato, riassume la mission dell'Associazione: l'acronimo "PAM" è un'onomatopea, un suono sordo che corrisponde alla volontà di scuotere con l'arte, la cultura e la bellezza il territorio locale. Con l'elemento grafico "in stile Fontana", si vuole sottolineare l'esigenza di dare un taglio all'indifferenza verso l’Arte, potente strumento di cultura, divulgazione, gentilezza, comprensione e indulgenza verso le persone.
ProArte Mondolfo è stata fondata da persone che provengono da orizzonti professionali e esperienze di vita differenti, accomunati dalla volontà di promuovere il ruolo essenziale del dialogo, della conoscenza e della riflessione sulle arti antiche e contemporanee quali strumenti per superare le diffidenze culturali e per stimolare la consapevolezza che le culture, come gli esseri umani, non esistono se non in relazione le une con le altre.
L’associazione culturale PAM si occuperà della gestione di Synesthesia Festival e della rassegna cinematografica Altrove Cinema Nomade, realtà già presenti nel tessuto culturale di Mondolfo.
Synesthesia è un festival multisensoriale che coinvolge tutte le sfumature e i comportamenti dell’uomo, in modo particolare l’evocazione e lo stimolo delle proprie sensazioni. Synesthesia Festival ha in programma una serie di eventi culturali, mostre artistiche, convegni e sessioni di studio utili a stimolare la riflessione sulla sinestesia, un fenomeno raro e anomalo che prevede la contaminazione dei sensi (vista, udito, gusto, olfatto e tatto). La stimolazione di un senso innesca una risposta predicibile e riproducibile in un altro senso.
Altrove Cinema Nomade è una rassegna cinematografica estiva itinerante nata nel 2012. Nell'immaginifico tentativo di rievocare l'atmosfera delle sale estive in luoghi all'aperto, inusuali e desueti. Le sale si possono trovare su di un cavalcavia bloccato al traffico, tra i resti di un anfiteatro romano, sul molo in riva al mare, sui muri di grandi zone industriali, in verdi parchi sotto cieli stellati. Un format che mette al centro delle sue rassegne personaggi perdenti ma mai domi, personaggi coraggiosi e sgangherati interpreti di storie al limite del surreale, del grottesco, del fantastico o addirittura dell'iper-reale.
PAM ha in programma per il 2019 una serie di eventi culturali, mostre artistiche, convegni e sessioni di studio utili a stimolare l’approfondimento culturale sui fenomeni artistici e, attraverso essi, promuovere altri valori supremi del rispetto per l’umanità, della tolleranza, della solidarietà.