Sur-realta’

Arezzo - 22/10/2011 : 12/11/2011

Abbinando più generi espressivi -pittura, scultura e fotografia – d'ispirazione onirico-visionaria, la rassegna presenta un repertorio iconografico d'impronta immaginifica. La realtà naturale è restituita, infatti, trasfigurata con insolita inventiva e forza poetica.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA RIELABORANDO
  • Indirizzo: Via Guglielmo Oberdan 30 - Arezzo - Toscana
  • Quando: dal 22/10/2011 - al 12/11/2011
  • Vernissage: 22/10/2011 ore 18
  • Curatori: Daniela Meli
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.45, il sabato dalle 16.30 alle 19.45, la prima domenica del mese dalle 15.30 alle 19.45 (chiusura: lunedì e sabato 1 novembre)
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Sabato 22 ottobre 2011, alle ore 18.00, presso il Centro per l'arte contemporanea RiElaborando (via Oberdan 30, Arezzo) si apre la mostra “Sur-realtà. Pittura-scultura-fotografia” degli artisti Loredana Baldin, Sabrina Livi, Giuliano Monechi, Marco Randighieri, che saranno presenti all'evento inaugurale.

L'esposizione, curata da Daniela Meli, è realizzata in collaborazione con la Galleria Fòndaco di Roma e resterà visitabile fino al 12 novembre 2011 secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.45, il sabato dalle 16.30 alle 19.45, la prima domenica del mese dalle 15.30 alle 19.45 (chiusura: lunedì e sabato 1 novembre); ingresso libero



Abbinando più generi espressivi -pittura, scultura e fotografia – d'ispirazione onirico-visionaria, la rassegna presenta un repertorio iconografico d'impronta immaginifica. La realtà naturale è restituita, infatti, trasfigurata con insolita inventiva e forza poetica.
I pastelli e le tecniche miste su cartoncino di Sabrina Livi evocano un mondo fantastico, fondato sulle metamorfosi e sulle contaminazioni fra gli elementi della sfera vegetale ed animale e le componenti della dimensione musicale (strumenti, note, linee del pentagramma e così via). Ne emerge una felice orchestrazione di soluzioni tematiche e di impalpabili gamme tonali: un fervore creativo che riesce a sorprendere ed incantare lo spettatore.

L'immaginario visivo di Giuliano Monechi prende vita, invece, da una personale ricerca condotta sulla materia e sui contrasti cromatici. La sua tecnica mista a base di stucco, infatti, gli consente di ottenere effetti a rilievo, superando le distanze fra pittura e scultura. In particolare si dedica alla raffigurazione dell'ambiente naturale: alberi investiti dal vento, dalle dimensioni e dalle cromie mutate. La superficie dell'opera è trattata in maniera varia: finemente striata o morbidamente modulata, per suggerire sensazione diverse, in relazione al capriccioso imperversare degli agenti atmosferici, alla soffice ed elastica consistenza delle chiome degli alberi o alla lievità delle nuvole. L'esito finale, in ogni caso, resta magicamente sospeso in un'atmosfera surreale.

La visione lirica di Monechi si delinea perfettamente in linea con quella di Marco Randighieri, il quale elabora al computer i suoi scatti fotografici, eseguiti in bianco e nero o a colori, provocando spaesamenti e suggerendo stati d'animo. Nei suoi lavori interviene per interpolazioni, alterando i valori cromatici e luministici, raggiungendo risultati molto suggestivi, creando scenari impossibili dal fascino irresistibile e inquadrature ravvicinate che amplificano il carattere misterioso di ogni forma o creatura vivente di questo pianeta.

Le sculture di Loredana Baldin, infine, compongono una galleria di figure fermate in pindariche evoluzioni. Nell'insieme sembrano tanti protagonisti di un medesimo racconto, animati dal desiderio condiviso di evadere dalla realtà quotidiana, dalla routine, dalle regole prestabilite, aspirando ad una condizione di massima libertà, di pensiero e di movimento. Ma ecco che, incarnate nelle opere della Baldin, si possono rintracciare anche le più segrete ed innate ambizioni umane: esplorare nuovi orizzonti e superare ogni barriera o limite per arrivare a conoscere l'inconoscibile. Ataviche aspirazioni, quindi, che la Baldin traduce per noi con spirito leggero ed un pizzico di ironia, restituendoci una serie di indimenticabili funamboli che rimangono eternamente in bilico tra realtà e fantasia.