Storie d’arte Dipinti e disegni dal XV al XIX secolo

Bologna - 20/11/2021 : 23/12/2021

Nella prestigiosa sede di Casa Pepoli Bentivoglio, nel cuore di Bologna, saranno esposte circa quaranta opere, tra dipinti e disegni, eseguite da importanti maestri attivi dal Cinquecento agli inizi dell’Ottocento.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ARTE+FONDANTICO
  • Indirizzo: Via de’ Pepoli, 6/E - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 20/11/2021 - al 23/12/2021
  • Vernissage: 20/11/2021 ore 16
  • Generi: arte antica, disegno e grafica, arte moderna
  • Orari: dal lunedì al sabato: 10.00-13.00/16.00-19.00

Comunicato stampa

Dopo la recente antologica Fabio Fabbi (1861-1945). Il viaggio dell’anima, la Galleria Fondantico inaugurerà il prossimo 20 novembre l’Incontro con la pittura, imperdibile appuntamento per collezionisti, studiosi e appassionati d’arte antica, giunto alla ventinovesima edizione con la mostra intitolata Storie d’arte. Dipinti e disegni dal XV al XIX.
Nella prestigiosa sede di Casa Pepoli Bentivoglio, nel cuore di Bologna, saranno esposte circa quaranta
opere, tra dipinti e disegni, eseguite da importanti maestri attivi dal Cinquecento agli inizi dell’Ottocento


Com’è noto Fondantico valorizza e promuove soprattutto l’arte bolognese e emiliana; tuttavia, in questa occasione, troveranno spazio anche le opere di maestri “forestieri”, tra i quali Zanetto Bugatto, attivo a Milano al servizio degli Sforza nel terzo quarto del Quattrocento, il veronese Bernardino India, celebre frescante, di cui si presenta una rara tavola con la Madonna con il Bambino, Francesco Noletti detto il Maltese, autore di due sontuose nature morte di “tappeti”, sua indiscussa specialità, Bernard Keil detto Monsù Bernardo, danese attivo in Italia dalla metà del Seicento, dove si distinse come uno dei più sensibili interpreti della pittura di soggetto contadinesco e popolare, il valsoldese Paolo Pagani, una delle personalità più eccentriche e vitali della stagione tardo barocca tra Veneto e Lombardia, e Paolo de Matteis, figura fondamentale della scena napoletana tra Sei e Settecento che elaborò un linguaggio molto originale, tra Arcadia e Rococò, ben documentato dalla tela - già riferita a Luca Giordano - con il Viaggio di Rebecca a Canaan.
Tra i nomi noti al grande pubblico vi è quello di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, di
cui si presenta l’inedita tela con San Filippo Neri commissionatagli dal legale ferrarese Valentino Pellegrini nel maggio del 1640. Di Guercino sono anche alcuni importanti disegni, tra i quali lo studio a sanguigna per la figura di Gesù Bambino nell’Adorazione dei pastori affrescata nel tamburo della cupola della cattedrale di Piacenza (1626-1627) e quello, a inchiostro e acquarello, con i Santi Rocco e Sebastiano in rapporto alla pala già nell’oratorio di Nonantola (1632-1634). Agli esercizi grafici del maestro centese se ne affiancano altri di autori secenteschi assai ricercati dagli amatori come Carlo Bononi, ultimo grande interprete della scuola ferrarese, Elisabetta Sirani, di cui si presenta il disegno preparatorio per la tela con San Girolamo della Pinacoteca Nazionale di Bologna, Domenico Maria Canuti, cui appartengono quattro fogli con studi di teste, e ancora, transitando nei secoli successivi, di Domenico Maria Fratta, Vittorio Maria Bigari e Antonio Basoli.
Tra i dipinti conviene ricordare almeno la grande tela con Prometeo, Mercurio e Pandora di Luca Ferrari,
celebre per l’impresa decorativa condotta nella basilica della Madonna della Ghiara a Reggio Emilia, le
due di Marcantonio Franceschini raffiguranti Enea e Lavinia e la Madonna con il Bambino in gloria, prove della nitida, chiara visione classicista del grande maestro bolognese (di cui si presentano anche gli studi preparatori per le tele con Aurora, Cefalo e Titone con gli occhi bendati e Flora e Zefiro in gloria realizzate per il principe Johann Adam Andreas di Liechtenstein), e i due quadri da “stanza” - Annunciazione; Ritratto di una fanciulla che legge - dalla materia ricca e brillante di Gaetano Gandolfi (di sua mano è anche un magnifico disegno a penna con un Capriccio di teste). La mostra fornisce anche l’occasione di ammirare i virtuosismi prospettici offerti da Pietro Paltronieri detto il Mirandolese e Giuseppe Galli da Bibbiena in alcune spettacolari tempere decorative concepite per rinnovare gli interni di ville e palazzi nel corso della prima metà del Settecento.