Stefano Tondo – Orior

Firenze - 30/04/2015 : 30/04/2015

In occasione della Notte Bianca 2015, stART_art projects presenta alla Sinagoga e Museo Ebraico di Firenze l’installazione ORIOR - Frammenti di spazio di Stefano Tondo, che dialogherà per una notte con lo spazio suggestivo del Tempio Israelitico inserendosi anche all’interno del progetto Firenze Capitale dell’Esotismo curato dalla Comunità Ebraica

Informazioni

  • Luogo: MUSEO EBRAICO - SINAGOGA
  • Indirizzo: Via Giuseppe La Farina 4 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 30/04/2015 - al 30/04/2015
  • Vernissage: 30/04/2015 ore 20-24
  • Autori: Stefano Tondo
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

In occasione della Notte Bianca 2015, stART_art projects presenta alla Sinagoga e Museo Ebraico di Firenze l’installazione ORIOR - Frammenti di spazio di Stefano Tondo, che dialogherà per una notte con lo spazio suggestivo del Tempio Israelitico inserendosi anche all’interno del progetto Firenze Capitale dell’Esotismo curato dalla Comunità Ebraica.
Orior è parola latina che significa nasco, sorgo - spuntare, cominciare, alzarsi, quasi a racchiudere in sé l’idea della radice delle cose

Da qui derivano parole come Oriente (il luogo dove sorge il sole) e, allo stesso tempo, orto (il luogo dove la terra dà i suoi frutti), e ancora origine. I lavori della serie Orior sono ottenuti sagomando sottili lastre di ottone, una materia che non ha spessore, una materia luminosa che non suggerisce una natura organica ma un’energia primordiale. Dietro ogni forma è posizionato un dispositivo, completamente nascosto alla vista, che emette un’onda sonora a bassa frequenza (non udibile ad orecchio umano). L’onda sonora fa entrare in vibrazione ciascuna delle lastre. L’effetto che si ottiene è un leggero tremito delle forme e il generarsi di un suono profondo e carico di suggestioni.
Nell’installazione realizzata appositamente per questa occasione, Orior - Frammenti di spazio, due lastre rettangolari sono collocate davanti alle porte del tempio. La loro superficie appare come una teoria di fosfeni, un frammento ritagliato da uno spazio infinito che, in quanto tale, non si può rappresentare per intero.
Stefano Tondo (1974) si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il lavoro dell’artista affonda le proprie radici in una forma di misticismo antropologico in cui l’arte è strumento di riflessione sugli aspetti più intimi dell’uomo. L’uso dell’ottone riconduce a valori metafisici e antiche pratiche alchemiche. Negli ultimi anni il suo lavoro acquisisce un carattere più installativo in cui il suono gioca un ruolo fondamentale. Selezione mostre: In-cognito, a cura di Lara Vinca Masini, Limonaia di Villa Strozzi, Firenze 2005; Una ciliegia sul tram, con Fabio Cresci, a cura di Laura Vecere, Galleria Il Ponte, Firenze, 2008; Manifesto, Galleria Da Mihi, Berna, Svizzera 2013; Schneestürme und Wartesaal (tempeste di neve e sale d’attesa) doppia personale con Olivia Notaro, Galleria Da Mihi, Berna, Svizzera 2014; XII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, a cura di Bruno Corà, Museo della Scultura, Carrara, 2006; XV Quadriennale d’arte di Roma, 2008; Abaco Space, Kunow, Berlino, Germania 2014.