Stefano Ricci – Chiedi alla scimmia

Genova - 25/10/2011 : 25/10/2011

Stefano Ricci presenta negli spazi de Il Vicoloil disco in vinile“Chiedi alla Scimmia”. Un’ottima occasione per conoscere il nuovo progetto dell’artista e allo stesso tempo riscoprire lo storico formato dell’ LP che, dopo aver raggiunto la massima diffusione negli anni Ottanta ha lasciato il posto ai supporti digitali.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA D'ARTE IL VICOLO
  • Indirizzo: Salita Pollaiuoli 37r - Genova - Liguria
  • Quando: dal 25/10/2011 - al 25/10/2011
  • Vernissage: 25/10/2011
  • Autori: Stefano Ricci
  • Generi: presentazione
  • Telefono: ore 18.30

Comunicato stampa

Stefano Ricci presenta negli spazi de Il Vicoloil disco in vinile“Chiedi alla Scimmia”. Un’ottima occasione per conoscere il nuovo progetto dell’artista e allo stesso tempo riscoprire lo storico formato dell’ LP che, dopo aver raggiunto la massima diffusione negli anni Ottanta ha lasciato il posto ai supporti digitali



Bolognese ma residente da anni a Amburgo, Ricci è un artista di fama internazionale, tra i disegnatori che hanno maggiormente sperimentato nell’ambito del fumetto contemporaneo.Sempre a partire dalla pratica del disegno ha diversificato la sua opera spaziando nei campi dell’illustrazione, della grafica, del cinema di animazione, fino alla realizzazione di scenografie per il teatro e la danza.

Il progetto “Chiedi alla Scimmia” nasce dai “Filmini” che l’artista giracon la macchina fotografica e che accompagna con registrazioni di suoniprodotti da“persone, animali e cose vive”.
Nel tempo i suoni hanno preso il sopravvento sulle immagini e Ricci ha deciso di ampliare le sue sperimentazioni al mondo della musica, alla ricerca di “una forma canzone”.
Pur senza saper suonare o cantare, senza avere conoscenza di uno strumento specifico l’artista usa “quello che trova”, come due corni da caccia, un pianoforte rotto, una chitarra elettrica di legno, per comporre dei radiodrammi.
“Chiedi alla Scimmia” è stato presentato con successo all’ultima edizione del Festival di Santarcangelo e trasmesso su Rai radio 3.

La copertina del disco è tratta dalla serigrafia a tiratura limitata “Il Somaro Libero” edita da Il Vicolo, Genova

Durante la presentazione Stefano Ricci introdurrà il pubblico all’ascolto del suo disco, saranno inoltre proiettate le immagini tratte dai libri / dvd “Filmini” e “Mary Sconta e la gallinella”.
Inoltresarà esposta la serigrafia originale riprodotta sulla copertina del vinile e il disegno a carboncinodal quale è stata tratta l’illustrazione al suo interno.
Durante la serata Stefano Ricci“disegnerà” dediche sui dischi: una divertente occasione per avere un’opera unica del noto artista.

La galleria Il Vicolo, da sempre attenta ai nuovi linguaggi artistici, ospita la presentazione che si inserisce all’interno di in un tour più ampio che porterà l’artista in tutta Italia (Spazio Teatro Idra, Brescia - Galleria D406 Arte Contemporanea, Modena - PAN Palazzo delle arti Napoli).
Chiedi alla Scimmia
di Stefano Ricci

Circa tre anni fa ho cominciato a disegnare dei filmini animati.
Per cercare dei movimenti da disegnare in queste animazioni, ho iniziato a fare dei filmini con la macchinetta fotografica.
Mi serve e mi piace farli. Sono come un diario filmato delle cose che vedo e contiene, per forza di cose, il tempo.
Due piccoli orsi bianchi nella vetrina del negozio di tappeti, muovono la testa lentamente. Il filmino s’intitola „Per sempre“, ma la settimana dopo i due orsi non c’erano più.
In „Yette cerca cose“ il mio cane trova nel bosco la colonna vertebrale di un cervo. Pensavo di poter filmare Yette per sempre, e invece adesso, mentre scrivo, sta morendo.
L’atto di questi filmini mi dà modo di fare pratica con il tempo guardando le cose vive, o quelle che mi sembrano vive e che, filmandole, lo diventano.
Li faccio soprattutto la mattina, la sera e quando sono in viaggio.
Da tre anni mi sono trasferito nella Germania est, a pochi kilometri dal mar Baltico. È un’area selvatica e viva, un grande delta di un fiume tedesco: penisole, isole, laghi, foreste, paludi nei boschi e un’immensità di animali selvatici. L’estate scorsa il castoro ha mangiato il salice in giardino. Fuori di casa, a duecento metri comincia una foresta molto antica dove vado ogni giorno.
Ci sono, nei filmini, animali, luoghi, persone, la vita organica e le città. Sette cavalli, un coniglio vero, uno meccanico che ho cucito,il Signor Geserick, la mia compagna canta ma non si vede, poi si vede, si vede anche una scimmia, l’aquila, una certa costruzione nella stazione di Bologna, i Paesi Bassi, le Alpi dall’aereo, un’ombra etrusca, un ragazzo dorme in treno, qualcuno a Cesena, un bambino meccanico a Bruxell, Gommolandia a Cesenatico, il Gasdotto Russo quí dietro, la Donna trottola e un’alga nera, tonda, bellissima, che non avevo mai visto.
La mia fidanzata dice che nei Filmini niente é troppo piccolo o troppo poco.
Facendo questi Filmini ho cominciato a registrare sempre più suoni dal vivo, suoni da usare nel montaggio.
Questa pratica mi ha preso un po’ la mano e, da circa un anno e mezzo, quando non sono in studio a disegnare, registro suoni regolarmente: suoni di persone, di animali e di cose vive, come per esempio, la sirena dei pompieri qui dietro.
Per me questa è una specie di epifania, perché non conoscevo il piacere di concentrarmi su una cosa, solo attraverso il suono che produce, senza doverla guardare e vedere.
Con la mia compagna Anke Feuchtenberger e con i miei amici Zeus Ferrari e Cristiano Pinna, ho cominciato a registrare, con ognuno di loro singolarmente, delle canzoni, a pezzi.
Queste persone alle quali voglio bene, sono per me animali meravigliosi capaci di produrre dei suoni unici.
Io non so suonare, né cantare, così uso quello che trovo, come quando disegno. In un mercato di Amburgo ho comprato due corni da caccia. Ho suonato un pianoforte rotto, in un appartamento a Vienna. Cristiano ha una bellissima chitarra elettrica di legno.
Abbiamo iniziato a cercare una forma canzone, per questi suoni e, facendolo è diventato naturale suonare insieme, e registrare quello che suoniamo per usarlo nel montaggio.
A un certo punto Cristiano mi ha detto „perché non facciamo un disco?“ e adesso, mentre scrivo, i vinili del disco sono pronti, stampati: „si stanno raffreddando“, mi hanno detto oggi al telefono.
Per fare i Filmini, registrare suoni o canzoni, la mia guida è il disegno.
L’atto del disegno, per me é una caduta, come tuffarsi o lasciarsi cadere nell’ acqua scura. Qualche volta disegnare é anche come chiedere a una persona, vieni qui, ti racconto una cosa. Può succedere che ci si riconosca in quello che viene raccontato, anche se non si capisce tutto, perché anch’io non capisco tutto quello che disegno.
Io e Lars eravamo sdraiati nell’erba alta, vicino a dove vivo. Lars é stato una guardia forestale, conosce quasi tutti i nomi degli alberi in latino. Ha scritto una tesi sul castoro. Stavamo sdraiati a guardare due aironi che salivano a spirale con l’aria calda, senza battere le ali. Ho chiesto a Lars, perché fanno così? Lui ha risposto, e perché noi stiamo sdraiati al sole a guardarli?


L’artista

Stefano Ricci è nato a Bologna nel 1966. Dal 1985 collabora con vari quotidiani, riviste ed editori nazionali e internazionali, tra i quali “La Repubblica”, “Internazionale”, “Alias”, “Frigidaire”, “Dolce vita”, “Il manifesto”, “Esquire”, “Panorama”, “Telèma”, “Glamour”, “HP”, “Follow me”, “Libèration”, “LesInrockuptibles”, “Lo Straniero”, “Tèlèrama”, “L'Humanitè”, Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Salani, Carocci.
Due sono i lunghi racconti a fumetti pubblicati: Tufo, nel 1993, su testi di Philippe de Pierpont, e nel 1996 Anita, su testi di Gabriella Giandelli, a cui si aggiunge la produzione dei volumi di Deposito nero, quattro monografie che raccolgono centinaia di disegni di periodi diversi.
Dal 1994 firma progetti di immagine coordinata e di collane editoriali per le quali è stato selezionato sull’ADI, Design Index 2000, e per il Premio Compasso d’Oro 2001.
Dal 2003 è direttore artistico di “Bianco e nero” rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. E’ docente del corso di fumetto e grafica contemporanea al D.A.M.S. Gorizia, Università degli Studi di Udine, e insegna disegno all’Università delle Arti Applicate di Amburgo.
Nel corso degli anni Ricci ha anche messo la sua arte al servizio di altri linguaggi espressivi, quali teatro, danza e cinema, collaborando tra gli altri con il Teatro Testoni, la Compagnia di Leo De Berardinis, il Teatro della Polvere, la Compagnia Modica Manchisi, il Centro di Promozione Teatrale “La Soffitta”, la Compagnia Abbondanza Bertoni e con personalità quali Raffaella Giordano, Mario Martone e Giovanni Maderna.