Stefano Cioffi – 62 Km #1

Roma - 25/09/2012 : 10/10/2012

Nel Circuito della XI edizione di FotoGrafia Festival Internazionale di Roma, la Galleria Fondaco di via degli Zingari 37 presenta 62 Km #1. L’acqua nascosta del tempo. Dopo la presentazione di questa estate al Museo civico di Tolfa e alla Sala Natili di Canale Monterano, 14 tra le immagini più rappresentative del lavoro che Stefano Cioffi sta conducendo sulla vita lungo il fiume Mignone, saranno in esposizione per il tema di questa edizione del Festival, “Work”.

Informazioni

Comunicato stampa

Est Minio flumen Tusciae ultra Centumcellae.’ È il Mignone, da Vejano a Civitavecchia, un fiume che solca un territorio
ancora incontaminato e divide la provincia di Roma da quella di Viterbo per gran parte del suo percorso. Non
attraversa alcun centro urbano ma la sua acqua ha dato (e ancora dà) vita a molti comuni e tutt’oggi ne restano le
tracce

(S.C.)
Scrive Barbara Martusciello “…il racconto che l’autore (ci) fa è appassionante, esteticamente rilevante, accattivante
nella scelta di quelle particolari luci dominanti nei giorni di pioggia o al tramonto che egli valorizza immortalando un
momento ma anche attivando una produzione di senso. … l’effetto generale è surreale, straniante, non solo per la
luminosità e i contrasti scelti, tra l’altro sottoposti a minima postproduzione – il digitale, ci dice Cioffi, “semplicemente,
permette un'applicazione a posteriori dei filtri utilizzati nella Fotografia analogica.” –, ma per quel tanto di “mistero” che
sempre la Fotografia mantiene (per dirla alla Ghirri) e per quel carattere di “visione” e “rivelazione” (citando a braccio
Anselm Adams) a cui dà forma. Talvolta granitica, altre più fluida, sfuggente... Sarà, invece, proprio la memoria
tramandata a eternare e a dare l’occasione al reportage di Cioffi di imporre alla poetica del quotidiano un innalzamento
verso il lirismo. Questo zoom su una precisa area geografica è un’avventura: il nostro autore cerca e trova lentamente,
esplorando...” (Barbara Martusciello, settembre 2012)
‘62 km’ è un progetto sulle terre e le persone che accompagnano questo piccolo corso d’acqua vicino Roma. 62 km
sono la lunghezza del fiume e la distanza della sorgente da Roma. Del Mignone se ne parla già in età Imperiale ma la
sua è una storia più recente, di abbandono e riscoperte, paesi distrutti, pestilenze, ferrovie in disuso, stazioni
diroccate. Il mio lavoro era iniziato sulle tracce perdute di antiche memorie ancora custodite dagli anziani dei villaggi
toccati dal fiume. Li ho cercati nella loro terra, li ho seguiti nei loro spostamenti, li ho avvicinati nelle loro case. … Il
progetto è diviso in due parti (100 immagini): Topographic e Ritratti.
…Il Mignone sfocia pochi chilometri a nord di Civitavecchia ed è l’unico punto in cui addolcisce il suo corso, perde le
sembianze di torrente e diventa vero fiume. In questi ultimi chilometri di riva, baracche, palafitte, casette, disegnano un
paesaggio fuori dal tempo e, soprattutto, fuori dallo spazio. Sembra di essere altrove. Mi sono soffermato su questo
luogo perché ho trovato una grande liricità proprio nella precarietà delle costruzioni. Tutto poi a ridosso di due
imperiosi edifici che ne contestualizzano drammaticamente la posizione: il nuovo carcere di Civitavecchia e la torre
altissima della centrale elettrica dell’Enel. Le altre immagini sono state scattate sempre con giornate di pioggia, molto
nuvolose, quasi all’imbrunire. Lunghe, lunghissime attese per aspettare la luce ideale. Sono cieli densi, illuminazioni
impossibili, dei set naturali regalati dal luogo e drammaticamente interpretati dalla macchina fotografica. Anche in
questi paesaggi si percepisce la ruvidità dell’ambiente selvaggio. Non ho cercato vecchi casali, vestigia etrusche,
ricordi del passato, ma il segno lasciato dall’uomo adesso, nei nostri giorni, nei luoghi dove la gente abita e lavora,
edilizia residenziale, industriale, strade, ferrovie, ponti, stadi, distributori, cancelli, depositi, supermercati. (Stefano
Cioffi, agosto, 2012)
Le fotografie sono realizzate nel 2012, tra febbraio e giugno, formato cm 100x132, stampa fotografica a pigmenti.
Stefano Cioffi
Stefano Cioffi, artista e musicista, nato a Napoli, vive e lavora a Roma. La sua ricerca indaga sull’idea di tempo, di
ritmo e di suono, concentrandosi, in particolare, sulle connessioni tra musica e immagine.
Numerose le sue mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra le più recenti:
Mostre Personali
2012 62km #2, Sulla scia del Mignone, a cura di Serena Mosti, testo critico di Pierluigi Manieri, Museo Civico, Tolfa
(RM);
62km #2, Sulla scia del Mignone, a cura di Serena Mosti, testo critico di Pierluigi Manieri, Sala Natili, Canale
Monterano (RM).
Stillwaiting, a cura di Lorenzo Canova, Museo Bilotti, Roma e Galleria Fondaco, Roma
Groundscape, a cura di Lorenzo Canova, Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo
2011 La musica segreta delle cose, a cura di Lorenzo Canova, Museo di Palazzo Altieri, Oriolo Romano (VT);
Groundscape, a cura di Lorenzo Canova, Centro espositivo Elsa Morante, Roma;
Groundscape, a cura di Fabio Ortolani, Galleria Il Sole Artecontemporanea, Roma;
Water sounds, a cura di Enrico Casularo, La ferme asile - Museo Cantonale, Sion (Svizzera)
2010 Whitelines, a cura di Lorenzo Canova e Maria Savarese, Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo
Mostre Collettive
2012 LVII Mostra Nazionale Premio Città di Termoli 2012, LA RÈTINA LUCENTE, a cura di Lorenzo Canova,
Termoli, Galleria Civica d’Arte Contemporanea; Synthesim 365, a cura di Pierluigi Manieri, Centro espositivo
Elsa Morante, Roma
2011 Motherland, a cura di Emanuela Termine, Sala1, Roma;
Officina Soratte, a cura Fabio Ortolani, Poggio Catino (RI);
L’artista come Rishi, a cura di Lori Adragna e Mary Angela Schroth, Museo Nazionale d’Arte Orientale e Sala
Uno, Roma;
Fotografica vol. 3, a cura di Barbara Pavan, MET, Terni;
Giallo e dintorni, a cura di Barbara Pavan, Rieti
2010 Sbandati, a cura di Lorenzo Canova, Ex-Gil, Roma;
Linea Minima, a cura di Fabio Ortolani, Galleria Il Sole Artecontemporanea, Roma;
Luigi Moretti e la casa della GIL a Trastevere. Lo spazio ritrovato, a cura di Luigi Prisco, Palazzo GIL, Roma
(installazione permanente)