Stefano Canto – Sotto l’influenza del Fiume. Sedimento

Roma - 09/05/2018 : 09/05/2018

Per celebrare il lancio del catalogo in edizione limitata, curato da Fiorenza Pinna, e gli ultimi giorni di apertura della mostra Sotto l'influenza del Fiume. Sedimento, gli spazi della galleria, il prossimo 9 maggio dalle ore 19:00, ospiteranno un talk tra l'artista e il Prof. Luigi Prestinenza Puglisi saggista, critico e storico dell'architettura.

Informazioni

  • Luogo: MATERIA
  • Indirizzo: Via Tiburtina 149 00185 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 09/05/2018 - al 09/05/2018
  • Vernissage: 09/05/2018 ore 19
  • Autori: Stefano Canto
  • Generi: presentazione

Comunicato stampa

Fino al 19 maggio Matèria ospita la seconda personale in galleria di Stefano Canto, dal titolo Sotto l’influenza del Fiume. Sedimento, in cui l’artista prosegue la sua ricerca sull’archeologia di Roma, intesa come città “liquida”.
Entrando negli spazi di Matèria ci si trova circondati dall’opera dell’artista: una serie di impalcature di tubi innocenti occupa le pareti perimetrali del primo ambiente della galleria. Queste strutture, provenienti da un cantiere edile, si sviluppano verticalmente per rivestire quasi del tutto lo spazio, invitando lo spettatore ad introdursi in questa fabbrica in cui tutto si riferisce al concepimento della scultura


Per Stefano Canto: «In questa mostra la galleria, sita nei pressi della città Universitaria, diviene una sorta di distaccamento del Dipartimento di Scienze della Terra che dista poche centinaia di metri, lo spazio espositivo si trasforma così in un piccolo Museo di paleontologia della città contemporanea. […] In Sotto l’influenza del Fiume. Sedimento il Tevere diventa il punto di osservazione e riflessione sulla metropoli contemporanea e il suo fondo, il luogo in cui si configura la città nella sua vera forma. Materie organiche e inorganiche di diverso genere e frammenti architettonici di ogni epoca si accumulano e confondono in un’ unica omogenea massa grigia fatta di infiniti strati in continuo movimento e rimodellamento».
Questo magma trova la sua solidificazione all’interno di grandi vasche installate nella seconda sala della galleria, nelle quali è stato ricreato il microcosmo del Tevere. Al loro interno, grazie alla polvere di cemento rilasciata da una macchina sopraelevata e appositamente progettata, che ricorda una betoniera, si attiva un processo fortemente accelerato di costruzione di sedimenti della città “liquida”, fossili emblematici del nostro tempo. Canto delega la costruzione della sua opera a questo processo, che amplifica il carattere poetico del lavoro, lasciando allo spettatore la possibilità di osservare la scultura nel momento del suo farsi.
Così giorno dopo giorno, le scaffalature accolgono nuove sculture-sedimenti e la mostra muta costantemente, trasformando lo spazio in un deposito di archeologia del quotidiano.


* Il corpus di lavori esposto ha inizio nel 2017 con la mostra Sedimento (Archeologia dell’Effimero) promosso e ospitato da Label201, a cura di Manuela Tognoli ed Elena Giulia Abbiatici.



Biografia

Stefano Canto è nato a Roma nel 1974, dove si è laureato in Architettura nel 2003 e dove attualmente vive e lavora. Le sue produzioni artistiche si esprimono tramite la poetica del luogo, passando attraverso le implicazioni sociali insite nel rapporto tra uomo e architettura. «La mia ricerca artistica – afferma Canto – ha avuto inizio dall’osservazione dell’ambiente circostante, inteso come una realtà complessa, polimorfa e polisemantica, costituita da molteplici elementi, in continuo dialogo gli uni con gli altri, dotati di una propria identità e di proprie valenze simboliche, evocative e comunicative». I medium espressivi prediletti da Canto sono la scultura e l’installazione site-specific e come materiali di utilizzo per le sue creazioni si nota una certa continuità nell’uso di elementi e materie provenienti dall’edilizia ad esempio il cemento, associato a materiali naturali come acqua, piante, alberi, ecc. I suoi lavori sono stati esposti in diverse gallerie e istituzioni, tra le quali Viafarini Milano (2016); Museo dell’IFAN Biennale Dakar, Senegal (2016); Matèria, Roma (2016); American Academy in Rome (2015); Biennale Di Kochi Muziris, India (2015); Museo RISO Palermo (2014); Museo della Triennale Milano (2013); Museo Civico del Marmo Carrara (2013); MACRO, Roma (2012); Corpo 6 Gallery, Berlino (2012); Museo Carandente, Spoleto (2010-11). Nel 2005 è stato vincitore del Premio Roma, Tempio di Adriano e nel 2009 del Premio Terna 02, Museo MAXXI, Roma.