Stefania Ricci – Memoir Stellare

Alba - 08/06/2019 : 28/06/2019

Nel lavoro dell’artista eporediese Stefania Ricci, si contemplano a vicenda natura e memoria, iconografia e scelta compositiva. Un’intimità disposta a concedersi costruita con il dettaglio ritagliato dal presente visivo per imporsi come soggetto inedito, fonte di sorpresa e di sottile richiamo.

Informazioni

Comunicato stampa

Nel lavoro dell’artista eporediese Stefania Ricci, si contemplano a vicenda natura e memoria, iconografia e scelta compositiva. Un’intimità disposta a concedersi costruita con il dettaglio ritagliato dal presente visivo per imporsi come soggetto inedito, fonte di sorpresa e di sottile richiamo.
Qualcosa di già presente in modo latente nel percepire si ridesta, una reminiscenza, un platonismo, dove conoscere significa ricordare.
Le fotografie della Ricci sono un universo intellegibile, bianchissimo, falsamente immediato, richiedono pazienza e intuizione ma conducono a piccole rivelazioni come lampi improvvisi


Nella Galleria Davide Coffa di Alba, nell’ambito del progetto Archiviare il Presente, saranno presentate una serie di opere costruite con un raffinato gioco di richiami tra il bianco sovrano e un arcobaleno delle tensioni che portano dal grigio al nero, ispirate al rapporto tra fotografia, memoria e natura.
Inaugurazione 8 giugno, in mostra fino al 22.

A cura di Edmondo Bertaina


www.stefaniaricci.com

Stefania Ricci si diploma con lode nel 1999 all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ma già l’anno prima aveva esordito con “Still”, ritratti ed ambienti avviluppati da teli bianchi, ed esponendo su invito di Franz Paludetto al Castello di Rivara (TO) in una personale curata da Maria Teresa Roberto. Partecipa a diverse collettive a Torino, Genova, New York (“Nursery Cryme” al Williamsbourg Art & Hystorical Center), Milano, Modena ma cerca anche nuove ispirazioni: dopo un workshop con il fotografo George Rousse, realizza un lavoro dedicato alle nature morte esposto nel 2002 da Art&Arts di Torino e nel 2003 da Angelo Falzone a Manheim. Elabora le prime immagini a contatto con fili d'erba gettati sulla carta sensibile – esposte nella mostra Versus VIII – e realizza un progetto installativo-fotografico, in collaborazione con il comune di Ivrea per la antica Sinagoga della città, in cui consolida il lavoro sulla natura cercando una sintesi tra traccia, ombra, immagine figurativa ed astratta. Con il ciclo degli insiemi naturali che continua tutt’oggi, partecipa a varie mostre ed è finalista al “Premio Cairo Arte 2005” mentre negli anni successivi il ciclo “Collezione di farfalle” viene esposto a Casale Monferrato e, nel 2010, a Parigi. Su quest’ultima linea nascono ricerche sugli insetti, sui vasi cinesi, sui diorami, sui tappeti orientali, sugli ex voto, sui teatrini fino al recente “Mappe stellari” presentato al MIA Fair 2016 e a Palazzo Ducale di Genova.