Stars & Stripes

Udine - 14/12/2013 : 25/05/2014

La mostra Stars & Stripes. Arte americana dagli anni Settanta costituisce l’occasione per riproporre all’attenzione del pubblico buona parte della collezione al cui interno sono testimoniati alcuni dei movimenti artistici statunitensi di maggiore rilevanza, all’epoca, a livello internazionale.

Informazioni

Comunicato stampa

Proseguendo nell’intento di offrire al pubblico eventi espositivi che focalizzino quanto di meglio si è prodotto nell’arte dalla seconda metà del XX secolo fino ai giorni nostri, la programmazione espositiva del 2013 si conclude a Casa Cavazzini con un nuovo importante progetto che, partendo da un nucleo consistente di opere appartenenti alle raccolte museali, propone una rilettura dell’arte americana a partire dagli anni Settanta del Novecento



FRANK STELLA, Wolfeboro, 1974Ad essere nuovamente oggetto di attenzione da parte del grande pubblico sarà la collezione FRIAM la cui storia è legata a un atto di solidarietà di alcuni artisti statunitensi che, in segno di partecipazione al dramma del terremoto nel 1976, decisero di far pervenire alla città una loro opera da vendere all’asta per raccogliere denaro per la ricostruzione. A promuovere l’iniziativa furono lo scultore minimalista Carl Andre e il critico del “New York Times” Thomas B. Hess che coinvolsero nel loro progetto esponenti del mondo dell’arte, della finanza e della politica americane.

Fu così fondato il Friuli Art and Monuments (FRIAM), il comitato italo-statunitense con sede a New York che si occupò della raccolta e del trasferimento in Italia delle 113 opere di cui alla fine risultò composto il nucleo della donazione. Prima di giungere a Udine nell’estate del 1978, la raccolta fu esposta all’Accademia Americana a Roma in attesa di decidere il suo futuro destino. Considerando l’importanza delle singole opere, si stabilì di tenere unita la collezione facendola confluire in quella della Galleria d’Arte Moderna che di lì a qualche anno avrebbe trovato sede presso il Palamostre. Dopo una mostra allestita presso Sala Ajace a Palazzo D’Aronco nel 1980, la raccolta FRIAM fu esposta a rotazione, e solo in piccola parte, all’interno del percorso espositivo permanente del museo.

La mostra Stars & Stripes. Arte americana dagli anni Settanta costituisce l’occasione per riproporre all’attenzione del pubblico buona parte della collezione al cui interno sono testimoniati alcuni dei movimenti artistici statunitensi di maggiore rilevanza, all’epoca, a livello internazionale. Tra questi figura senza dubbio l’Espressionismo Astratto rappresentato efficacemente, nella sua ultima fase, dal dipinto Untitled di Willem De Kooning, risalente al 1970.
La corrente del Minimalismo, fondata sul rigore delle forme geometriche realizzate ricorrendo all’essenzialità dei materiali e all’impersonalità dei processi di produzione industriale, appare ben rappresentata dal lavoro di Carl Andre Seven Copper Triode del 1975. Nello stesso filone rientrano anche la serigrafia 4 Color Horizontal (1970) di Sol LeWitt e il disegno Untitled (1972) di Donald Judd.

JOSEF ALBERS Study for Homage to the Square Impending 1964Echi della Pop Art si possono, invece, cogliere nella stampa Bauhaus (1969) donata da Saul Steinberg, ma soprattutto nella serigrafia di George Segal, storico esponente del movimento ispirato ai linguaggi coevi della pubblicità e della comunicazione di massa quali espressioni di una società dei consumi, impersonale e uniformante nel suo modo di proporsi.

Se personalità e correnti artistiche statunitensi del secondo dopoguerra appaiono ben rappresentate nel contesto della collezione FRIAM vi sono anche alcune lacune che è stato possibile colmare ricorrendo a importanti prestiti da collezioni private. La figura e l’attività di artisti come Barnett Newman, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Andy Warhol e James Rosenquist sono testimoniate in mostra da opere che, dagli anni Settanta, aprono in direzione della più stretta contemporaneità, documentata anche dai lavori di Bill Jensen, Carroll Dunham, Elisabeth Murray e Kiki Smith. Il quadro complessivo che ne risulta è quello di una ricognizione del panorama artistico americano negli ultimi decenni del Novecento, ma anche di un aggiornamento dei percorsi professionali di singoli artisti che hanno offerto un contributo fondamentale all’arte americana del secolo scorso.