Stanze Pensanti

Salò - 08/06/2013 : 30/06/2013

In occasione della mostra collettiva Stanze Pensanti, le Salette Vantini del Municipio di Salò ospiteranno le opere di tre artisti di diverse generazioni, ognuno dei quali apre immaginarie finestre attraverso le quali far dialogare interiorità e mondo esterno.

Informazioni

Comunicato stampa

Nel linguaggio onirico le stanze sono solitamente una rappresentazione della personalità: immaginando la coscienza umana come un’architettura, la mente può essere figurata come un luogo delimitato da pareti che separano individuo e ambiente esterno. I pensieri possono restare chiusi nella stanza, nell’immobilismo che porta alla follia, oppure comunicare con l’esterno, aprendo finestre attraverso le quali osservare e farsi osservare, in un proficuo scambio che amplia la conoscenza della realtà

Nonostante l’introversione tipica del processo creativo, il pensiero derivante da esso è un importante veicolo di comunicazione, prolungamento dell’io che, attraverso l’osservazione, trasforma l’ambiente esterno in nuove forme ed esprime l’inconscio con un linguaggio concreto.

In occasione della mostra collettiva Stanze Pensanti, le Salette Vantini del Municipio di Salò ospiteranno le opere di tre artisti di diverse generazioni, ognuno dei quali apre immaginarie finestre attraverso le quali far dialogare interiorità e mondo esterno.

Nelle opere di Elena Monzo compaiono le accattivanti e luccicanti immagini della civiltà dei consumi, sottoposte dall’artista ad un violento mash-up che ne trasforma i connotati ottenendo aggressive figure, personificazioni delle pulsioni consce ed inconsce del mondo contemporaneo.

Tagli ed aperture compaiono nelle sculture di Gehard Demetz, dettagliati ritratti di fanciulli dallo sguardo adulto. Hanno talvolta volti stereotipati di bambini senza nome, talaltra sono icone di una precisa, nota e dolorosa storia. Sono rappresentazioni emblematiche dei conflitti insiti nella natura umana stessa. Nelle stanze, attorno ad una desolante solitudine, il silenzio.

Il paesaggio è invece il soggetto principale dei dipinti di Giovanni Frangi: la realtà oggettiva è trasformata in una visione autonoma, al limite dell’astrazione; l’ambiente esterno è filtrato dall’artista con potente gestualità e vividi colori che lo rendono affine al sentire emotivo, all’occhio interiore che trasforma il mondo cambiando il punto di vista dal quale lo si osserva.