Sounds Good to Me – Matthias Fritsch

Udine - 17/01/2014 : 17/01/2014

Terzo appuntamento di SOUNDS GOOD TO ME, rassegna di screening video a Udine a cura di Chiara Moro e Stefano Monti. L’appuntamento avrà luogo presso KOBOSHOP con la partecipazione di Matthias Fritsch, artista mediale con sede a Berlino e Atene, con il suo video “The World's Simile”.

Informazioni

  • Luogo: KOBO SHOP
  • Indirizzo: Via Andrea Palladio 7 - Udine - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 17/01/2014 - al 17/01/2014
  • Vernissage: 17/01/2014 ore 18,30
  • Autori: Matthias Fritsch
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

spazioUltra ha il piacere di annunciare il terzo appuntamento di SOUNDS GOOD TO ME, rassegna di screening video a Udine a cura di Chiara Moro e Stefano Monti. L’appuntamento avrà luogo presso KOBOSHOP con la partecipazione di Matthias Fritsch, artista mediale con sede a Berlino e Atene, con il suo video “The World's Simile”. Matthias Fritsch, come i precedenti artisti, sostiene la scelta die curator a riguardo di porre l’attenzione sul medium video, usato dagli artisti contemporanei, ma anche sul modo di fruizione da parte degli operatori del sistema e del pubblico

“Costringono” il pubblico a una giusta e “forzata attenzione”. Unica possibilità, unico giorno, unico orario, visione dall’inizio alla fine. L’immagine in movimento è parte integrante della nostra vita quotidiana, la sua relazione con il suono è fondamentale per andare oltre l’immagine, l’attenzione e la modalità di visione sono necessarie per andare in fondo alla percezione dell’opera. In questo caso la proiezione avrà luogo venerdì 17 gennaio alle ore 18.30.


Per ben oltre un secolo, i film non-fiction hanno avuto un ruolo rilevante nella sfera pubblica in quanto potenti mezzi di persuasione. The World's Simile è un viaggio cinematografico, una meditazione sulla società, sui sistemi sociali, a riguardo della cultura di massa e della percezione individuale. Alla stregua di un flusso di poesie audiovisive è stato creato da stralci ed estratti di diari tenuti durante numerosi viaggi effettuati tra il 2000 e il 2005 in Russia, Siberia, Mongolia, Italia, USA e Germania dall'artista stesso. Come in un film-documentario, la produzione di Matthias Fritsch riflette gli interessi all'interno dei movimenti sociali e da vita a nuovi significati attraverso la grammatica dell'immagine in movimento, la forza di persuasione delle tracce sonore e gli argomenti trattati nel testo discorsivo. Ciascuno di questi atti opera in sincrono con gli altri, al fine di creare un'esecuzione deliberativa e retorica nella sfera pubblica, proprio in quanto parte di una sorta di film-documentario d'arte.

The World's Simile consta di tre capitoli, vetrina di un micro e macro cosmo di argomenti e suggestioni ai quali Matthias Fritsch si è interessato negli ultimi anni prima della realizzazione del suddetto film.
Il primo capitolo, "Falene" ("Moths") si sviluppa attorno alla percezione umana e al suo conseguente sviluppo linguistico, non solo verbale, ma anche figurativo, includendo la mimetica, l'uso del film stesso e il simbolismo dilagante. I singoli argomenti sono testi partizionati composti dall'unione di lettere latine ritagliate e incollate, nella creazione di frasi in lingua tedesca che possono essere nuovamente riadattate a piacimento di chi ne interagisce.
Il secondo capitolo, "Castelli" ("Castles"), analizza le idee a riguardo dei fenomeni e delle aspirazioni culturali di massa, focalizzando l'attenzione per campi quali l'architettura, la religione, il capitalismo e i loro obbligati accavallamenti nell'uso sfrenato di simbolismi e rituali.
Nel terzo capitolo "Eroi" ("Heroes") l'argomento principale è l'individuo umano nella sua situazione specifica, nel suo determinato campo sociale e status. Lo spettatore diventa un voyeur ossessionato dall'osservare il genere umano da una distanza pressoché intima, con la convinzione di ottenere un senso d'insieme dell'osservato in un tempo molto breve.
I tre capitoli sono collegati da un sistema digitale a mo' di particelle, rappresentazione semplificata di una società basic nella quale gli individui vivono in una costante interazione gli uni con gli altri. Queste particelle seguono semplici regole: si moltiplicano nello scontrarsi e decadono dopo aver esaurito il lasso di ore di vita pre-programmata.

Il film può essere presentato in molteplici modi, che siano l'usuale cornice cinematografica, uno spazio espositivo o qualsivoglia altro spazio. Pensato per un loop di un'ora esatta, dopo la durata del film di 57min vi è un piccolo break di 3 minuti appositamente creato per la pausa e il cambiamento del pubblico. Realizzato da Matthias Fritsch (fotocamera, regista, tagli e produzione), Bianca Oswald (musica) e Matthias Budde (3DFX).


Matthias Fritsch vive e lavora tra Berlino e Atene.
Negli ultimi anni Fritsch si è concentrato sulle comunità digitale formatesi all'interno di piattaforme video su internet e, attualmente, ne esamina l'importanza nella formazione della produzione culturale contemporanea. Le opere filmiche di Fritsch si concentrano principalmente su questioni native quali la paternità e la proprietà, punti di particolare interesse nell'attuale accrescimento dei canali di distribuzione su Internet. Fritsch ripercorre le potenzialità e i limiti delle attuali pratiche culturali attraverso le metodologie legate alla partecipazione. Corrispondentemente, le sue opere non vengono mostrate solo in un contesto artistico ma anche, e soprattutto, attraverso altre piattaforme e canali di distribuzione.

http://www.subrealic.net/