Sopra l’Orizzonte Terra

Genzano di Roma - 25/07/2015 : 08/09/2015

Con la mostra "Sopra l'Orizzonte Terra" inizia un ciclo d’interventi espositivi che affronta il tema dello sguardo sulla realtà a partire da un punto di vista che si staglia ‘sopra l’orizzonte terrestre’.

Informazioni

Comunicato stampa

Roma, 14 luglio 2015 - Con la mostra "Sopra l'Orizzonte Terra", che si terrà a Palazzo Cesarini Sforza a Roma dal 25 luglio all'8 settembre prossimi, inizia un ciclo d’interventi espositivi che affronta il tema dello sguardo sulla realtà a partire da un punto di vista che si staglia ‘sopra l’orizzonte terrestre’



Secoli di tradizione ci hanno abituato a guardare la realtà all’altezza dell’orizzonte, in modo frontale, mentre con l’inizio dell’Ottocento il punto di vista si alza per abbracciare una visione più ampia sinché, con il futurismo e poi con il surrealismo, l’occhio non cerca di uscire dall’orizzonte che la prospettiva aveva tanto perfettamente quanto illusoriamente configurato colonizzando, a tutti i livelli, il nostro sguardo.

Il Secolo Ventesimo ha ucciso per sempre il punto di vista unico senza riuscire più a ritrovare il sentimento di fiducia e di unità con cui lo strumento della prospettiva aveva confortato l’uomo e ha consegnato per lo più alla materia o alla tecnologia, il compito di rassicurarlo attraverso le cose vicine, manipolabili, trasformabili, non a quelle lontane, né tantomeno ‘ultime’.

Alzarsi ‘sopra l’orizzonte terra’, è il primo passo per riconquistare la consapevolezza delle proprie potenzialità e per uscire dal carcere di cui ci siamo resi prigionieri quando la prospettiva ha trasformato la terra nella piatta tavola della mappa; il primo modo anche, di avviarsi verso la consapevolezza rassicurante di quella sfericità del pianeta - che la rete è capace di presentarci alla portata del palmo di una mano - con cui il mondo globale deve imparare a confrontarsi, non solo attraverso strumenti pronti a sostituire l’esperienza diretta, ma grazie al mezzo antico dell’intuizione e della consapevolezza serena del nostro spirito, da cui ogni realtà può allora essere affrontata partendo, come è necessario, innanzitutto da noi stessi.

Questa prima mostra del ciclo pretende di avventurarsi senza il ‘navigatore’, nelle regioni estreme da cui, secondo le parole di Vittorio Sermonti, ‘tornano i Dinosauri’ - quelle in cui, qui, si cala Luigi Puxeddu con le sue pitture “selvagge” e le sue sculture lignee - o in quelle di morte e rinascita a cui fa appello Fosco Valentini - con i suoi lenticolari, le pitture anamorfiche e i suoi video - che attraverso il ‘Somnium’ di Keplero compie un ipotetico viaggio di andata e ritorno dalla Luna grazie all'ombra che la Terra proietta su di essa durante un’eclisse lunare.

Uscendo dal tempo lineare, come da uno spazio che aspira alla propria misurabilità, apparirà infine quella posizione del soggetto che fa tutt’uno con l’oggetto del proprio sguardo, ovvero quella di un viandante che può abbracciare con lo sguardo infiniti paesaggi, nella consapevolezza e nell’umiltà della propria impermanenza dinanzi allo spettacolo del mondo, di cui può finalmente fruire senza antagonismi, né l’assillo accaparratore dell’occupazione dei territori o del tracciare inutili confini.