Sophie-Anne Herin / Sophie-Anne Herin – Come scompare una cosa

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIE RIUNITE
Via Cavallerizza a Chiaia, 57 , Napoli, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Dal martedì al venerdì 16:00 - 19.30 / sabato dalle 11:00 alle 13:30

Vernissage
02/10/2026

ore 19

Artisti
Sophie-Anne Herin

Comunicato stampa

Gallerie Riunite presenta la mostra Come scompare una cosa, doppia personale che riunisce la ricerca fotografica di Sophie-Anne Herin e quella scultorea di Hetty Laycock in un dialogo tra materia e immagine, presenza e assenza, fragilità e forza. Un dialogo che non cerca la fusione, ma la conversazione: due autonomie che interrogano le stesse soglie attraverso linguaggi differenti.

In mostra sarà esposto un ciclo di fotografie di Sophie-Anne Herin con cristallizzazioni di sale e le sculture di Hetty Laycock realizzate in vetro, bronzo, porcellana, cotone e altri materiali.

Il lavoro fotografico di Sophie-Anne Herin nasce da una crisi della visione: non una difficoltà nel vedere, ma l’impossibilità di stabilire una relazione stabile con ciò che si vede. Le immagini continuano a essere presenti, ma diventano progressivamente inaccessibili.

Da questa instabilità, la perdita, il lutto e il disorientamento si traducono in una luce che satura invece di illuminare, in forme che vacillano e in spazi che disorientano invece di orientare.

“Il sale percorre questo lavoro come elemento metaforico che corrode mentre conserva, preserva mentre distrugge. È il principio che non risolve la contraddizione tra conservazione e perdita, ma la abita — come la fotografia stessa, che è sempre un questo è stato, un atto di conservazione che porta dentro di sé la morte di ciò che ritrae. Da quel nero, qualcosa emerge.” (Sophie-Anne Herin)

Anche la presenza del cavallo, unica presenza non umana della serie, introduce una relazione fragile: l'animale è presente ma inaccessibile, non promette di essere compreso e non restituisce lo sguardo nel modo in cui ci aspettiamo.

A questa ricerca si affianca quella di Hetty Laycock, la cui pratica nasce da un continuo dialogo con la materia e i luoghi. La materia è per l’artista una forma di collaborazione, dotata di un grado di autonomia che le permette di determinare, reindirizzare o resistere alle sue intenzioni. Attraverso processi in cui ogni passaggio modifica e condiziona quello precedente, la trasformazione

diventa il centro del lavoro, generando cicli di creazione, distruzione e ridefinizione.

Il suo interesse per il tessile è un modo di pensare attraverso le relazioni tra elementi, corpi e strutture. Fibre, fili, membrane e forme intrecciate trattengono tensione, si accumulano, si connettono e si trasformano attraverso il gesto e la manipolazione. Il filo diventa così modalità costruttiva e forma di pensiero, portando con sé una storia fatta di ripetizione, cura, lavoro domestico e trasmissione.

Laycock traduce questo linguaggio in scultura contemporanea, trasformando il filo in porcellana. La sostanza fisica cambia, ma la memoria del gesto originario rimane impressa nella forma. Porcellana, cera d’api, bronzo, ceramica, vetro, elementi organici e fili di cotone e rame diventano materiali attraverso cui esplorare trasformazione e relazione, in uno spazio ambiguo tra l’organico e il costruito, il fragile e il durevole.

Il dialogo tra le due artiste non cerca una fusione, ma una conversazione tra due autonomie che interrogano soglie comuni attraverso linguaggi differenti: fragilità e forza, corrosione e conservazione, accesso e sottrazione. In entrambe le pratiche, ciò che scompare non viene meno, ma lascia una traccia.

La mostra Come scompare una cosa non offre una risposta, ma la forma di un attraversamento: tra ciò che rimane e ciò che si sottrae, tra materia e immagine, tra presenza e assenza.

BIO

Sophie-Anne Herin

Sophie-Anne Herin si forma a Bologna (DAMS) e in Francia, per poi specializzarsi in fotografia contemporanea allo IED di Torino, aprendo negli anni la propria ricerca a installazione, video e materia. Ha esposto in Italia e all'estero, partecipando a rassegne come la BAM di Torino. Nel 2024 espone al Castello Gamba – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Châtillon con Entre chien et loup, a cura di Olga Gambari. Nel 2025 presenta alla Galleria Weber di Torino Mon pays c'est la lune. Nel 2026 partecipa al Germinale Festival e viene selezionata una sua opera per per Museo Futuro Alpino all'interno del progetto Arvier. Affianca alla ricerca artistica un'attività didattica presso CAMERA di Torino. Vive e lavora tra Torino e Aosta.

Hetty Laycock

Hetty Laycock è originaria dello Yorkshire, Inghilterra. Si è laureata all'Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2024, dopo una laurea triennale alla Falmouth University nel 2019. Ha partecipato a mostre e residenze internazionali, tra cui: mostra bi-personale Dolce acqua alla Galleria Olmastroni di Siena (2026); Una Boccata d'Arte in Valle

D’Aosta con il progetto Nel riflesso di una roccia lontana (2025); la Tane Artist Residency e mostra collettiva in Nagahama, Giappone (2025); e la mostra personale W rytmie alla Baltic Gallery for Contemporary Art in Polonia (2024). Attualmente sviluppa un progetto comunitario a Somma Vesuviana con Tramandars, nell'ambito della Biennale del Vesuvio 2026. Da settembre 2026 ad aprile 2027 parteciperà alla Homo Faber Fellowship con Seguso Vetri d'Arte a Murano. È artista in residenza presso Bevilacqua La Masa, Venezia 2025-2026.