Slices – On Time

Firenze - 07/07/2016 : 20/08/2016

Gli artisti presenti alla mostra esplorano proprio questi momenti, quando le categorie di tempo e spazio si confondono.

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Comunicato stampa

Puntuale! A che ora? Parlare con qualcuno che si trova dall'altra parte del mondo può essere complicato, non tanto per carenza di infrastrutture, difficoltà tecniche o per gli elevati costi delle chiamate internazionali. Tutti questi ostacoli, infatti, sono stati perlopiù rimossi grazie alla diffusione di telefoni cellulari, carte telefoniche internazionali e accesso a Internet. La difficoltà di fare conversazione scavalcando fusi orari sta piuttosto nel voler comunicare con qualcuno che forse è già stanco dopo molte ore di lavoro, quando da voi è da poco iniziato un nuovo giorno

Immaginiamo invece che tutto fili liscio, che entrambi siate svegli e ben concentrati, eppure ancora non vi riesca di sentire il vostro interlocutore vicino. Magari vi verrebbe da chiedere: “È già tardi da te, vero?” In realtà, lo sapete benissimo, perché prima di chiamare avete controllato la differenza di orario che vi separa, ma l'idea che la persona all'altra estremità della linea (immaginaria) in quel momento possa guardare le stelle mentre sopra di voi si staglia il cielo azzurro, vi sembra comunque emozionante. Da dove proviene questa emozione? Forse è l'esperienza del tempo non-lineare, l'esperienza che il passato (mattina), il presente (pomeriggio) e il futuro (notte) possano sovrapporsi in un unico luogo. Certo, questo non prova che l'orologio puntato nel bel mezzo del nulla segni il tempo sbagliato, ma ci invita a guardare alla relazione tra tempo, luogo e memoria in un modo diverso, un modo che ricorda uno scarabocchio piuttosto che una linea retta che va da A a B.

Gli artisti presenti alla mostra esplorano proprio questi momenti, quando le categorie di tempo e spazio si confondono. In alcuni lavori le biografie si mescolano ad ampie narrazioni storiche. In altri, fotografia e video vengono usati per registrare la realtà, una realtà da discutere, interrogare. Tutti gli artisti appartengono alla stessa generazione, ma provengono da luoghi diversi, oltre i confini europei: Egitto, Algeria e Corea del Sud. In parallelo alla mostra, gli artisti prenderanno parte a un workshop con Radio Papesse, per approfondire la conoscenza reciproca e sviluppare rapporti di collaborazione.

Il progetto espositivo e il rispettivo workshop sono curati da Rebecca Ann Tess (vincitrice del Premio Villa Romana nel 2011) e Flo Maak in collaborazione con Villa Romana. Entrambi insegnano all'Università di Chung-Ang, Seoul e per questa occasione hanno invitato alcuni dei loro studenti più promettenti: Moojin Brothers, Chanmin Jeong, Changyu Kim, Jaeyeon Kim, Bora Sung e Taejun Yun. Angelika Stepken ha invitato Hagar Masoud, Faten Hegab e Walid Elsawi, Alessandria d'Egitto e Ramzy Zahoual, Algeri.