Simplegadi

Bari - 19/09/2013 : 19/10/2013

Dopo la pausa estiva, la galleria ARTCORE riprende la stagione espositiva con la mostra Simplegadi, a cura di Alberto Zanchetta, in cui le opere di Lorenzo Aceto, Luca De Angelis e Silvia Mariotti fanno coesistere la pittura, in quanto processo endogeno, con la fotografia, in quanto processo esogeno.

Informazioni

  • Luogo: ARTCORE
  • Indirizzo: via De Giosa 48 70121 - Bari - Puglia
  • Quando: dal 19/09/2013 - al 19/10/2013
  • Vernissage: 19/09/2013 ore 19
  • Autori: Luca De Angelis, Lorenzo Aceto, Silvia Mariotti
  • Curatori: Alberto Zanchetta
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: lunedì 17/20 dal martedì al sabato 10/13 – 17/20 domenica su appuntamento

Comunicato stampa

Dopo la pausa estiva, la galleria ARTCORE riprende la stagione espositiva con la mostra Simplegadi, a cura di Alberto Zanchetta, in cui le opere di Lorenzo Aceto, Luca De Angelis e Silvia Mariotti fanno coesistere la pittura, in quanto processo endogeno, con la fotografia, in quanto processo esogeno.
Aceto e De Angelis ci proiettano in una geologia della pittura, fragrante, multicolore, stratificata come una concrezione arenaria che serba e preserva la memoria del mondo

Nelle intenzioni dei due artisti si tratta di una “storia naturale della pittura”, che viene associata al regno minerale e di rimando all’idea di una miniera (di soggetti, di idee), oltre che di una maniera (di dipingere, di raccontare). Se Lorenzo Aceto insegue il magnetismo delle pietre ataviche per dare fondo a una geo-pittura ancora tutta da studiare e catalogare, Luca De Angelis individua negli acrocori non tanto un locus privilegiato-primigenio bensì l’ipotetico sancta sanctorum della pittura.
Dalla “geologia della pittura” si passa quindi alla “geografia della fotografia”. Una foto anonima del secolo scorso, in cui un manipolo di persone sono equipaggiate con attrezzature da arrampicata, fa da raccordo agli scatti di Silvia Mariotti e ai suoi territori d’alta quota. Gli slarghi paesaggistici dell’artista sono la testimonianza di un viaggio esperienziale, di ricerca e scoperta dell’antinomia natura/cultura. L’occhio meccanico di Mariotti si sofferma infatti su elementi anomali, la cui ambiguità denota un artificio rispetto al paesaggio roccioso che la circonda.
Cime e grotte delle montagne, così come i reperti disseminati lungo i sentieri, diventano un inestirpabile-inestimabile giacimento culturale per l’arte contemporanea; non dissimili da tante piccole pietre, le opere di Aceto, De Angelis e Mariotti aspirano a essere durevoli, inamovibili, imperiture – vocazione che non a caso è intrinseca al concetto stesso di Arte.



*Disponibile in galleria il pamphlet Aerolito realizzato dagli artisti in tiratura limitata.