Simona Ballesio – Di-Vento
Si tratta di un progetto fotografico che si muove attorno al tempo, alla trasformazione e alla fragilità delle forme, concentrandosi su paesaggi e presenze minime.
Comunicato stampa
Si tratta di un progetto fotografico che si muove attorno al tempo, alla trasformazione e alla fragilità delle forme, concentrandosi su paesaggi e presenze minime. Simona Ballesio osserva ciò che muta senza manifestarsi apertamente e lo restituisce senza fermare l’attimo, come accade nella fotografia tradizionale. I suoi lavori non descrivono ma suggeriscono un momento, una trasformazione, uno stato d’animo. Il suo percorso è un’esperienza visiva intima, che invita a rallentare lo sguardo e ad abitare l’instabilità delle forme. Ballesio non racconta, non spiega ma contempla in silenzio.
Come ben sottolinea Augusto Pieroni, curatore della mostra: “‘lo di-vento’ è l'unica espressione verbale che unisce diario, autoritratto e testamento. Diventare insomma è il modo in cui la vita esiste; è ciò che ognuno di noi è, ed è il nostro destino. Fotografare è creazione sulla materia già esistente, come un soffio vitale di cui è pervasa l'intera serie: un vento che agita e vivifica i rami, gli steli e i fiori”.
In esposizione fotografie realizzate con tecniche artigianali ai sali d’argento stesi a pennello su carta, alluminio e vetro, che sottolineano l’unicità del processo fatto a mano, la bellezza dell’imperfezione, delle tracce e delle variazioni che un processo condotto a mano può lasciare nell’opera.
Al vernissage parteciperà la storica dell’arte e giornalista Linda De Sanctis che introdurrà la mostra.
L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 7 febbraio alle ore 18.00, sarà aperta tutti i giorni dalle 17 alle 20 fino al 22 febbraio.
Cenni biografici: Simona Ballesio, fotografa romana, sviluppa una ricerca fotografica che indaga la distanza sottile tra ciò che è visibile e ciò che viene percepito interiormente. Il suo lavoro non mira alla rappresentazione del reale, ma alla costruzione di un’esperienza sensibile in cui l’immagine diventa luogo di risonanza emotiva e temporale. La pratica dell’artista si articola tra fotografia analogica e digitale. La sua ricerca si colloca in una zona di soglia, dove immagine e materia dialogano con il tempo e con l’emozione, generando opere che richiedono uno sguardo lento e partecipe. Negli anni ha esposto in spazi storici e gallerie, costruendo un percorso coerente e profondo.