Silvia Vendramel – Al Tempo Stesso

Carrara - 24/02/2017 : 31/03/2017

La mostra “Al tempo stesso” - ospitata presso Tabularasa Teké Gallery dal 24/02 al 24/03 - presenta diversi cicli di lavori realizzati tra il 2007 e il 2017, articolando il percorso dell’esposizione in tre ambienti e nelle vetrine esterne.

Informazioni

  • Luogo: TABULARASA TEKE' GALLERY
  • Indirizzo: Via Santa Maria, 13d 54033 - Carrara - Toscana
  • Quando: dal 24/02/2017 - al 31/03/2017
  • Vernissage: 24/02/2017 ore 18
  • Autori: Silvia Vendramel
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: apertura da Lunedì a Sabato 15:00/19:00 Mattina su appuntamento

Comunicato stampa

La mostra “Al tempo stesso” - ospitata presso Tabularasa Teké Gallery dal 24/02 al 24/03 - presenta diversi cicli di lavori realizzati tra il 2007 e il 2017, articolando il percorso dell’esposizione in tre ambienti e nelle vetrine esterne.
Gli spazi della galleria, fortemente caratterizzati da un arredamento non comune ad un luogo espositivo, sono stati spunto per realizzare un allestimento concepito appositamente per l’occasione.

Nella prima stanza e nelle teche esterne si trovano i lavori più recenti: strutture in metallo composte di tondino di ferro e stoffa o fili di cotone


Il linguaggio essenziale e quasi grafico di questi, affronta il dialogo tra la solidità del metallo che rimanda al disegno e la morbidezza del tessuto che vi si adagia.
Nel secondo spazio sono presenti alcune opere della serie Soffi, realizzate facendo espandere il vetro all’interno di manufatti di uso domestico.
La terza e ultima sala è occupata da “Per qualcosa il fondo, per qualcosa il coperchio”, un’ imponente volume in sabbia compressa che dialoga e ingloba lo spazio della galleria.
L’utilizzo della sabbia, di cui Silvia Vendramel fa uso da alcuni anni, intende esplorare il carattere transitorio della materia come metafora della condizione umana.

La mostra propone un percorso che attraversa varie tematiche care al lavoro di Silvia quali: la relazione, esplorata tramite il dialogo tra materiali incongrui, il peso della memoria, mediante l’uso di oggetti che l’artista manipola e rielabora, il carattere transitorio della materia e l’esperienza della scultura come testimonianza intima del divenire.


Testo critico a cura di Marco Pedri

Silvia Vendramel presenta una mostra che occupa i tre spazi della galleria con un percorso che include il concetto di memoria attraverso azioni dense di diversi strati di significato, suggestioni, sentimenti che rimangono come tracce caricate elettrostaticamente agli oggetti e ai materiali usati per la realizzazione delle opere presenti.

Una ricerca che esplora il rapporto e le possibili interazioni tra materiali incongrui, disegno e scultura, presenza e transitorietà della materia.

Il rapporto tra fragilità ed equilibrio è rappresentato in pieno dalla serie Soffi, esposta nella sala centrale della galleria Teké: delle opere in vetro e ferro, dall’aspetto decorativo e ornamentale, che portano con sè la necessità di riempire un vuoto, di dare forma a un gesto che rimanda alla passione, alla memoria, in un intreccio tra la rigidità del metallo e le fragili superfici in vetro soffiato che si espandono strozzate. Un’eterna contrapposizione tra la leggerezza del pensiero e la durezza del gesto che incatena queste opere in forme al tempo stesso avvolgenti e soffocanti.

Nelle opere più recenti, presenti nella sala d’ingresso, troviamo nudi tondini di ferro, che ricordano schizzi fatti a mano col carboncino che si intrecciano a tessuti, stoffa e fili di cotone, lasciando ben evidenti i segni della lavorazione del metallo.

Imperfezioni, tagli, ripensamenti lasciati volutamente a vista, sono tracce che raccontano il processo di creazione dell’opera e le conferiscono un carattere unico.
Le forme sensuali e avvolgenti delle opere connettono lo spettatore a una serie di suggestioni e emozioni che si legano in profondità con ricordi d’infanzia e situazioni di vita vissuta.
Un esempio è la scultura dal titolo “Di qualcosa il fondo, per qualcosa il coperchio”; un’opera dal carattere monumentale, realizzata in sabbia, ottenuta dal riempimento di una vasca da bagno, e adagiata su una cassa rivestita di tessuto. La scultura è un rimando al periodo dell’infanzia, ai castelli di sabbia e alle forme effimere e temporanee destinate a dissolversi nella sera di un caldo pomeriggio d’estate. Il posizionamento monumentale che la fa emergere al centro della stanza, come unica e solitaria opera, ci fa percepire la sua sacralità, amplificata dallo spazio semiinterrato della galleria. “Di qualcosa il fondo, per qualcosa il coperchio“ ricorda le forme di un sarcofago etrusco ricco all’interno, non di oggetti preziosi, ma di preziosi ricordi appartenenti a una fase della vita che non c’è più.

Non siamo molto abituati a soffermarci a pensare alla nostra vita come un momento di passaggio, al fatto che le azioni e i gesti quotidiani che compiamo, sono istanti che vengono registrati dagli oggetti e dalle persone con cui entriamo in contatto e dalle situazioni che viviamo.

Un giorno non faremo più parte di tutto questo flusso e tutto quello che rimarrà del nostro passaggio, saranno solo sensazioni o tracce su tutto ciò che abbiamo toccato, usato, consumato durante il nostro cammino.


Profilo Biografico dell'Artista

Silvia Vendramel (Treviso, 1972).

Rendendo tangibile ciò che è effimero e spesso estraneo ciò che è familiare, la sua ricerca si basa sullo spostare e trasformare elementi del quotidiano, utilizzando svariati materiali a seconda del progetto. Il suo procedere varia, in equilibrio tra razionalità e intuito, in un dialogo costante con la mutevolezza del divenire.
Alcune delle mostre sono state: Fragile come una scultura, solido come un quadro, a cura di Alberto Zanchetta, Villa Contemporanea, Monza, 2016; L’attenzione è tessuto novissimo, a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani, S.Croce sull’Arno, Pisa, 2016; Neve. Sole. Ti seguo tempo, museo maGRA, Granara, PR, 2016; Epicentri, a cura di Fabio Carnaghi, Terme di Como Romana, 2016; Dynamic, MuPa - Museo del paesaggio Torre di Mosto (VE), 2016; Dedans, a cura di Matteo Innocenti, Galleria Nicola Ricci, Carrara, 2016; Paper Weight, Ex Cartiera di Vas (BL), Dolomiti Contemporanee, 2015; L'origine è nuda, a cura di Alberto Zanchetta, Galleria FlavioStocco (TV), 2015; Il collasso dell’entropia, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone 2014; Soffi e altre stanze, Galleria Nicola Ricci, Carrara, 2014; K 06, IFCR Residences, Shangai, 2012; Round the clock, evento collaterale della 54° Biennale di Venezia, Spazio Thetis (VE) 2011; Here Exactly, Italian Academy, NY 2008 (Premio New York 2007); Con beneficio di inventario, Galleria DeFaveriArte (BL), 2007.