Silvia Mantellini Faieta – Atlante

  • FURBA

Informazioni Evento

Luogo
FURBA
Via Tripio 145, Guardiagrele, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

tutti i giorni su appuntamento
Contatti: Cell. 3286959165 - [email protected]

Vernissage
26/07/2026

ore 11

Artisti
Silvia Mantellini Faieta
Curatori
Simone Marsibilio
Generi
arte contemporanea, personale

Con Atlante, mostra personale di Silvia Mantellini Faieta a cura di Simone Marsibilio, /f urbä/ accoglie un progetto che si situa al crocevia tra installazione, scrittura, incisione e pratica poetica, articolando una riflessione sul rapporto tra linguaggio e la sua costruzione del senso.

Comunicato stampa

ATLANTE
Silvia Mantellini Faieta
a cura di Simone Marsibilio

Con Atlante, mostra personale di Silvia Mantellini Faieta a cura di Simone Marsibilio, /f urbä/ accoglie un progetto che si situa al crocevia tra installazione, scrittura, incisione e pratica poetica, articolando una riflessione sul rapporto tra linguaggio e la sua costruzione del senso.

L’opera centrale della mostra è definita dal curatore come una Wunderkammer, una stanza delle meraviglie: una struttura ambientale percorribile che assume la forma di un volume architettonico apparentemente chiuso. Di fatti, più che uno spazio da osservare, Atlante si configura come un luogo da attraversare: una soglia che conduce il visitatore all’interno di una geografia del pensiero in cui il segno inciso diviene materia costruttiva e il linguaggio si fa vivo, orientando il visitatore nella lettura.

La ricerca di Mantellini Faieta prende avvio da una domanda radicale, “che cos’è l’arte?” . Da questo quesito ne sviluppa un’indagine che non cerca risposte definitive, riportandone la propria esperienza. L’artista abruzzese mette in campo tensioni che coinvolgono la bellezza, la fragilità, la caduta, la ricostruzione e la relazione con l'altro.

L'arte di Mantellini Faieta emerge come pratica capace di generare connessioni e offrire nuove possibilità di orientamento.
In questo senso, Atlante opera come una cartografia aperta, una costellazione di frammenti testuali e immagini che si sottraggono a ogni principio di organizzazione conclusiva. Il titolo stesso richiama l’atlante non come strumento di classificazione ma come forma di ricerca.

L’incisione, elemento fondativo della pratica dell’artista, ha un valore che va oltre il dato tecnico. Il gesto incisorio diventa un atto di scavo nel linguaggio e, contemporaneamente, una forma di resistenza all'annullamento di ogni tipo di esperienza.
Un ruolo fondamentale è affidato all'ombra. Le incisioni, realizzate in bianco sulla superficie bianca della struttura, diventano leggibili soltanto grazie all'azione della luce che ne rivela i solchi. L'ombra assume così una funzione non soltanto percettiva, ma scientifica: non è elemento che oscura la conoscenza, bensì condizione che la rende possibile. Ciò che normalmente appare marginale o invisibile si trasforma in strumento di lettura, suggerendo che ogni esperienza del visibile contiene una dimensione ulteriore che sfugge all'immediatezza dello sguardo.
In questa prospettiva, Atlante si colloca all’interno di una riflessione più ampia sul segno, propagando il suo significato in molteplici vie: il testo inciso non si esaurisce nel proprio contenuto semantico, ma genera continuamente nuovi percorsi interpretativi, creando nuove possibilità di connessione. L’opera non ha un percorso lineare, bensì un’esperienza di lettura spazializzata in cui il visitatore è chiamato a costruire autonomamente le proprie traiettorie.

Ad ampliare il campo dell’installazione sono presenti opere su carta, fotografie, video, disegni e una pubblicazione poetica che restituiscono la natura processuale della ricerca. Tra le immagini ricorrenti emerge la figura del crisantemo, figura che attraversa il progetto come simbolo di trasformazione, di resistenza e ancor più di permanenza, evocando la possibilità di una fioritura che si manifesta proprio nei momenti di maggiore vulnerabilità.

In un contesto culturale segnato dalle accelerazioni, dagli accumuli e dalle progressive saturazioni delle immagini a cui siamo soggetti, l’installazione Atlante di Silvia Mantellini Faieta rivendica il valore della lentezza come pratica critica.
L’installazione costruisce uno spazio di ascolto, in cui il segno inciso diventa la traccia di una ricerca aperta che Silvia Mantellini Faieta manifesta come esercizio di relazione con ciò che resta ancora da comprendere.

/f urbä/
Guardiagrele (Chieti) - Via Tripio, 145

Opening 26 Luglio 2026 dalle ore 11:00 alle 20:00
INGRESSO LIBERO

dal 26/07/2025 al 20/09/2026

Orari: tutti i giorni su appuntamento
Contatti: Cell. 3286959165 - [email protected]

BIO

Silvia Mantellini Faieta (1992, Pescara) vive e lavora a Pianella (PE).
Dal film al libro, dal disegno alla performance, passando per la scrittura e l’incisione, l’artista utilizza un linguaggio scarno e diretto, generando una forte tensione tra l'estetica delle immagini e le idee che esse sottendono.
Partendo dall’analisi di esperienze personali, la sua ricerca interdisciplinare si apre verso la collettività, incontrando l’altro e le esperienze del mondo, trattando l’arte come una dichiarazione d’amore, l’unica salvezza dell’essere umano, l’unico modo per non mandare la società in frantumi.
Il suo lavoro è stato esposto in spazi istituzionali e indipendenti, internazionali e nazionali.
Tra le esperienze recenti: Combat Prize - XVII edizione (Livorno, 2026), Orsoni Venezia 1888 (Venezia, 2026), IX Biennale del Mosaico (Ravenna, 2025), Rocca Albornoz (Narni, 2025), Rozenstraat Gallery (Amsterdam, 2024), Millennium Film Workshop (New York, 2024), Fondazione Clovis Salgado/Palácio das Artes (Belo Horizonte, Brasile, 2024).