Silvano Tessarollo – Se il grano non muore

Vicenza - 27/09/2012 : 28/10/2012

Con Se il grano non muore, la mostra che Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, Vicenza, 1956) ha concepito appositamente per lo spazio AB23 del Comune di Vicenza (ex Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino), la Fondazione Vignato per l'Arte intende dar voce ancora una volta alla propria vocazione di unire spazi e figure di primario interesse per il contesto.

Informazioni

Comunicato stampa

Con Se il grano non muore, la mostra che Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, Vicenza, 1956) ha concepito appositamente per lo spazio AB23 del Comune di Vicenza (ex Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino), la Fondazione Vignato per l'Arte intende dar voce ancora una volta alla propria vocazione di unire spazi e figure di primario interesse per il contesto



Curata da Julia Draganović e Elena Forin, LaRete Art Projects, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, la mostra è articolata in due installazioni dal forte carattere evocativo e dalla presenza struggentemente poetica: Se il grano non muore trae origine dall'analisi dell'identità silenziosa e sacrale dello spazio della chiesa.

Concentrato sui temi dello spazio specifico e sull'azione che il tempo opera su di essi, Tessarollo ha su questi aspetti articolato la propria straordinaria unicità linguistica.



Le sue opere raccontano un territorio e uno spazio travolto da un evento sconosciuto e già passato, e la cui azione ha lasciato tracce profonde e incancellabili.

Solitudine e senso d'abbandono si fondono in entrambi i casi con l'emergere di segnali anche minimi che danno voce a una speranza: su un muro di mattoni giacciono delle ferraglie e i resti di un copertone. Su un campo arso e dissestato una bicicletta abbandonata. In questo scenario apocalittico su cui incombe il senso di una catastrofe appena passata, una piccola goccia d'acqua traccia sul muro il disegno del passare del tempo, mentre un soffio di vento agita improvvisamente la notte del campo bruciato, facendo girare la ruota e animando la luce debole e fioca del fanale.

Se il grano non muore, con la sua indagine sul tempo, con il suo sguardo su una natura che dà il ritmo, che scandisce la vita e che rispecchia lo scorrere della storia, con la sua forza catartica e con la sua visione dell'ambiente, sintetizza le tematiche e le forme visive della ricerca di Tessarollo, il cui lavoro con questa esperienza, ha raggiunto un ulteriore importante momento di maturazione.