Poltroncine, sedie, divani, sgabelli, panche, dormeuse, poggiapiedi, oggetti raccolti nel tempo e rivisitati con intelligenti interventi di recupero da Fede Lorandi, antiquaria di razza, instancabile ricercatrice che si presenta in questa inedita veste di designer proponendo questa originalissima collezione di pezzi unici radunati sotto il marchio “Sedute impertinenti”.

Informazioni

Comunicato stampa

“Siediti” è un invito, un imperativo, un suggerimento
ma è soprattutto una originalissimo omaggio alla creatività, al gusto del recupero
e all’amore per la ricerca del particolare.

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Poltroncine, sedie, divani, sgabelli, panche, dormeuse, poggiapiedi, oggetti raccolti
nel tempo e rivisitati con intelligenti interventi di recupero da Fede Lorandi, antiquaria
di razza, instancabile ricercatrice che si presenta in questa inedita veste di designer
proponendo questa originalissima collezione di pezzi unici radunati sotto il marchio
“Sedute impertinenti”

Si tratta di un vero e proprio crossover nello stile della
rivisitazione, nella rilettura dell’oggetto che viene reinterpretato e attualizzato con interventi
ad hoc senza tradirne la “personalità” ma anzi aggiungendo un plusvalore a quello
intrinseco dell’oggetto.

Allestita nella splendida cornice della galleria Giacomo Manoukian Noseda a Milano nel
cuore di Brera dal 9 al 20 novembre la mostra presenta sedute di varia natura, dal divano
al poggiapiedi, e di diverse epoche, dalla fine del Settecento alla seconda metà del secolo
scorso.
“Ogni oggetto antico è intriso di storie -dice Fede Lorandi- e denso di atmosfere: assorbe
vite nuove e rilascia vite passate. E’ questo intreccio che vorrei amplificare dando una
veste a ciò che mi sembra di sentire nell’incontro con questi oggetti in un rapporto verticale
stimolante.”
La scelta dei “nuovi abiti” per queste sedute è assolutamente frutto di una ricerca attenta
e appassionata: sono tessuti pregiati -velluto, seta, lino- ma anche semplicissime stoffe,
come la juta o la tela per materassi, che rivestono gli schienali, avvolgono i braccioli,
foderano i cuscini sposando e rivitalizzando le forme e stimolando sentimenti e sensazioni
diverse.
Un nucleo di pezzi della collezione si distingue per la particolarità dell’intervento. Sono
sedute rivestite da una tela bianca sulla quale sono dipinte a mano frasi che affiorano
da un turbinio di caratteri. Piccole poesie, frammenti, dialoghi sospesi, un piccolo mondo
poetico fatto di parole semplici che sorprendono e aprono nuovi scenari caricando di
senso questi oggetti di uso comune.

L’operazione progettata da Fede Lorandi ha un duplice obbiettivo che è innanzi tutto
sicuramente quello di rinnovare questi oggetti consueti ma soprattutto di svecchiare l’idea
che se ne ha conferendogli una nuova forza e rendendoli oltre che di nuovo belli anche
di nuovo utili. Infatti il messaggio che la mostra vorrebbe propugnare è il concetto del
recupero: “queste sono tutte cose sottratte al tempo per la loro possibilità di rinascere
dopo essersi consumate -afferma- sono certa infatti che non ci sia nulla di più ecologico,
ecocompatibile dell'antiquariato. Penso davvero che sia il riuso per eccellenza, basta
riadattare l'oggetto a noi, a come siamo in quel momento della nostra vita, e guardarlo con
altri occhi”