Shannon Ebner

Milano - 22/05/2014 : 08/08/2014

Esplorando i confini tra scrittura, fotografia e scultura, Ebner approccia il linguaggio e il medium fotografico sia come oggetto che come soggetto del proprio lavoro, spingendo lo spettatore tanto a leggere quanto a osservare.

Informazioni

Comunicato stampa

kaufmann repetto è lieta di annunciare la seconda mostra personale di Shannon Ebner in galleria.

Esplorando i confini tra scrittura, fotografia e scultura, Ebner approccia il linguaggio e il medium fotografico sia come oggetto che come soggetto del proprio lavoro, spingendo lo spettatore tanto a leggere quanto a osservare.

Per la sua personale da kaufmann repetto, l’artista di stanza a Los Angeles presenterà Black Box Collision A: Gasoline & Auto Electric, la continuazione di due progetti esposti in precedenza a Roma e Londra



Per Black Box Collision A, lo spazio della galleria sarà abitato da 17 fotografie di grande formato della lettera “A”. Tratte da vestigie di segni, pubblicità, messaggi e altre modalità di comunicazione visiva, questi segni sono qui decontestualizzati, stampati in scala umana e posizionati nello spazio della galleria trasformato per l’occasione in un “black box”. Qui le immagini entrano in collisione come corpi nello spazio, trovando dimora nel punto in cui il grafico incontra il fotografico, laddove un’immagine, se fosse un corpo, troverebbe il suo centro di gravità in un campo pittorico di tropi fotografici esausti.

La seconda parte della mostra è la continuazione dell’omonima poesia Auto Body Collision, presentata per la prima volta a marzo alla Fondazione Memmo di Roma. Concepita come una poesia in prosa, le grandi lettere di cartone che la compongono, dipinte con vernice grigia per automobili, condividono lo spazio della galleria con fotografie che ritraggono forme di scrittura preesistenti. La poesia Auto Body Collision, di cui solo una parte sarà presente in mostra, è scritta nel linguaggio vernacolare dei centri di autodemolizione, che gioca spesso con le parole “auto” e “body”. In Greco, la parola “auto” esprime i concetti “di se stesso” o “da sé”, mentre “body”, il corpo, può avere molteplici significati, assumendo una connotazione corporale, oppure rappresentando il corpo di un testo tanto quanto quello di un’automobile, tra i vari corpi immaginabili. Raccolte da fonti digitali diverse, le parole e le frasi di questa poesia sono composte da frammenti e pezzetti scartati, trovati dall’artista e successivamente modificati e ricomposti.

Che siano costruite o trovate, le evocazioni del linguaggio di Shannon Ebner ci ricordano la natura volubile di questo medium. Qui l’architettura del linguaggio è tratta dal paesaggio, che diventa un terreno fertile e suggestivo – tracce che possono essere lette sia come poesie che come veicoli per poesie.



Shannon Ebner (New Jersey, 1971) vive e lavora a Los Angeles. Le sue mostre personali recenti includono: “Auto Body Collision”, Fondazione Memmo, Roma (2014); “The Electric Comma”, Sadie Coles HQ, Londra (2013); “A Language of Exposures”, Wallspace, New York (2013); “Language Is Wild”, Dia Art Foundation, online project (2012); Hammer Museum/LAXART, Los Angeles (2011); P.S.1 Contemporary Art Center, Long Island City (2007). Tra le mostre collettive recenti si ricordano “Ecstatic Alphabets”, MoMA Museum of Modern Art, New York (2012); “ILLUMInations”, 54° Biennale di Venezia (2011); the 6th Berlin Biennale for Contemporary Art, Berlin (2010); The Whitney Biennial, Whitney Museum of American Art, New York (2008); “Learn to Read”, Tate Modern, London (2007). Shannon Ebner avrà una mostra personale al MoCA Miami nel 2015.