Sguardi di EFE

Roma - 20/09/2011 : 13/11/2011

La mostra “Sguardi di EFE. 50 anni della Storia di Spagna” presenta – per la prima volta e in maniera irripetibile – una accurata selezione di fotografie tratte dagli oltre 16 milioni di documenti visivi che costituiscono l’archivio dell’agenzia EFE e rappresenta uno specchio della realtà spagnola degli ultimi decenni. Dalla fine del franchismo alla transizione democratica; dal classico bianco e nero alla libertà culturale della movida.

Informazioni

  • Luogo: INSTITUTO CERVANTES
  • Indirizzo: Piazza Navona 91 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 20/09/2011 - al 13/11/2011
  • Vernissage: 20/09/2011 ore 18
  • Curatori: Carmen Postigo
  • Generi: documentaria, fotografia
  • Orari: visite martedì/venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 21. sabato e domenica dalle 16 alle 21, lunedì chiuso
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: realizzata dall’Instituto Cervantes di Roma

Comunicato stampa

La mostra “Sguardi di EFE. 50 anni della Storia di Spagna” presenta – per la prima volta e in maniera irripetibile – una accurata selezione di fotografie tratte dagli oltre 16 milioni di documenti visivi che costituiscono l’archivio dell’agenzia EFE e rappresenta uno specchio della realtà spagnola degli ultimi decenni. Dalla fine del franchismo alla transizione democratica; dal classico bianco e nero alla libertà culturale della movida. Una selezione di 70 sguardi che hanno saputo cogliere le molteplici trasformazioni della Spagna negli ultimi 50 anni

Sguardi alla storia contemporanea che parlano da soli e che hanno immortalato alcuni momenti fondamentali della dittatura di Franco, della transizione spagnola (per esempio l’incoronazione di re Juan Carlos I o l’irruzione in Parlamento del colonnello Antonio Tejero Molina, che con il suo golpe nel 1981 scosse per qualche ora le fragili fondamenta della giovane democrazia spagnola). Inaugurato il 20 settembre, l’allestimento sarà visitabile fino a domenica 13 novembre.

Gli occhi dei reporter dell’agenzia EFE ci mostrano anche il ruolo fondamentale che in quest’evoluzione ha avuto la società spagnola, che con il suo entusiasmo e la sua ferrea volontà è stata in grado di assorbire e compiere risolutamente il passaggio da una dittatura a una democrazia parlamentare. Senza il suo intervento questo passaggio sarebbe stato impossibile e la Spagna non sarebbe l’attuale Paese dalle mille sfaccettature. Sono dunque gli spagnoli stessi, per molti versi, i veri protagonisti della mostra. Le contraddizioni di una Spagna che si svegliò da una dittatura e nella quale era difficile distinguere tra passato e presente sono riportate qui con una piccola dose di umorismo. Ma anche la Spagna eterna delle corride e del flamenco, e delle tradizioni religiose. La Spagna che non si piega al terrorismo, la Spagna dell’arte d’avanguardia, dell’architettura, del cinema e, naturalmente, quella dei successi internazionali dello sport: dalla Coppa del mondo di calcio 2010 (le furie rosse contro l’Olanda) ai trionfi in bicicletta di Miguel Indurain, dalla magia del Barça di Pepe Guardiola e di Lionel Messi alla potenza del tennista Rafa Nadal. Ma tantissime sono le immagini che compongono un mirabile puzzle narrativo nelle sale di piazza Navona. Tra le tante: la passeggiata affettuosa di re Juan Carlos con il presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, l’allegria dei tre tenori (Placido Domingo, Luciano Pavarotti e José Carreras) e l’eros tra Javier Bardem e Penelope Cruz.



«Il senso di questa mostra che sarà visitabile fino al 13 novembre è il racconto della nostra storia di uomini e donne ma soprattutto di popolo – racconta Carmen Postigo, delegata dell’agenzia EFE a Roma e curatrice del progetto – Prima c'erano state mostre parziali sulla trasformazione della nostra terra da dittatura franchista in spazio di democrazia; poi quelle sul costume e la movida. Stavolta, attraverso il lavoro quotidiano dell'agenzia fotografica EFE raccontiamo tutti i volti della nostra terra: dal cinema alla politica, dallo sport agli aspetti sociali. La Spagna è il paese moderno espresso in queste immagini, anche nelle più crude e dolorose, come l'irruzione in Parlamento del colonnello Tejero. Ma come non ricordare la vittoria della Coppa del mondo di calcio, l'Oscar di Pedro Almodovar per il lungometraggio “Parla con lei”, Papa Benedetto XVI che dice messa davanti la Sagrada Familia di Gaudì. O ancora, l’arte del Guggenheim di Bilbao, le avventure sanguinarie delle corride, la Guernica di Picasso ritrovata e sorvegliata dalla guardia civile, Nadal sulla terra rossa del Roland Garros e la genialità automobilistica di Alonso con la sua Ferrari. Le danze di Cortez, la ex cittadella del Real Madrid, le processioni sulla spiaggia durante le celebrazioni della Semana Santa e la movida punk in bianco e nero...».



Ingresso libero. Ogni giorno in abbinamento proiezioni di film al piano inferiore di piazza Navona 91. In calendario ci sono: EN LA CIUDAD (2003) di Cesc Gay. AZUL OSCURO CASI NEGRO (2006) di Daniel Sánchez Arévalo. ACIÓN MUTANTE (1993) di Álex de la Iglesia. BARRIO (1998) di Fernando León de Aranoa. PEPI, LUCI, BOM Y OTRAS CHICAS DEL MONTÓN (1980) di Pedro Almodóvar. OPERA PRIMA (1980) di Fernando Trueba. CRÍA CUERVOS (1976) di Carlos Saura e CANCIONES PARA DESPUÉS DE UNA GUERRA (1976) di Basilio Martín Patino.