Sergio Trevisan – Soffocare

Roma - 23/09/2011 : 23/10/2011

"Gli uomini moderni vivono sotto l'illusione di sapere quello che vogliono, mentre effettivamente vogliono quello che suppongono di volere." E.Fromm. L’artista nei suoi lavori traccia possibili percorsi che conducono ad una visione cosciente e reale della condizione umana e ci mette di fronte alla consapevolezza di come tutto sia provvisorio e soggetto a cambiamento.

Informazioni

  • Luogo: ONE PIECE CONTEMPORARY ART
  • Indirizzo: via Margutta 53b - Roma - Lazio
  • Quando: dal 23/09/2011 - al 23/10/2011
  • Vernissage: 23/09/2011 ore 19 e Ore 20.00 performance di Paolo Bielli e Giulia Roncati “Quasi mi è dolce nel tuo volto soffocare”
  • Autori: Sergio Trevisan
  • Curatori: Olimpia Orsini
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Sergio Trevisan è l’artista più giovane della scuderia One Piece, ma ha già
alle spalle una personale nella sala comunale di Codenghe, un’esposizione
alla
Permanente di Milano e la partecipazione alla collettiva “GeneratiON 80”
presentata dalla galleria ModenARTE come evento parallelo alla 53esima
Biennale
di Venezia.

La sua arte è concettuale, le sue opere autoreferenziali, ma non eludono la
forma nell’atto espressivo, semmai è dalla loro chiara comprensione che si
attiva il dialogo

L’oggetto in sè è già un “pensiero pronto all’uso”, un
ready
made mentale, come il grosso cubo di marmo incartato in nastro rosso (More),
che impone allo spettatore di trovare risposte a delle domande che creano
quello stesso senso di soffocamento e di impotenza a cui allude il titolo
della mostra.

L’artista nei suoi lavori traccia possibili percorsi che conducono ad una
visione cosciente e reale della condizione umana e ci mette di fronte alla
consapevolezza di come tutto sia provvisorio e soggetto a cambiamento. Il
tema
della vanitas cambia di segno, non è più legato al vincolo formale del
teschio, ma prende la forma di una bara in plexiglass riempita di terra
che
sembra ammonirci: “tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto”

L’uomo, in preda ad una crisi totalitaria e totalizzante che scivola
subdolamente da un piano economico ad uno esistenziale, si sente oppresso,
intrappolato. Ma sia che decida di avere un atteggiamento titanico di fronte
alla vita, sia che decida di darci un taglio di gordiana memoria, uno solo e
insindacabile è il destino a cui va incontro: la morte. Ne “Il suicidio”,
un
manichino dalla testa di scimmia si punta una pompa di benzina alla tempia
togliendosi la vita “ attraverso l’arma più pericolosa in assoluto: il
progresso”


"Gli uomini moderni vivono sotto l'illusione di sapere quello che vogliono,
mentre effettivamente vogliono quello che suppongono di volere."
E.Fromm