Sentimenti tra forme e spazio

Milano - 18/12/2012 : 30/01/2013

Una collettiva numerosa e assai poliedrica, un piano dedicato all’astratto e uno al figurativo; effettivamente ci si aspetterebbe una motivazione, una volontà un filo conduttore…. Perché non l’arte?

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA HERNANDEZ
  • Indirizzo: Via Copernico, 8 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 18/12/2012 - al 30/01/2013
  • Vernissage: 18/12/2012 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:30.

Comunicato stampa

La Hernandez Art Gallery ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra colletiva “Sentimenti tra forme e spazio”, martedì 18 dicembre 2012, dalle ore 18,30 alle 21,00, in via Copernico 8, Milano.
Una collettiva numerosa e assai poliedrica, un piano dedicato all’astratto e uno al figurativo; effettivamente ci si aspetterebbe una motivazione, una volontà un filo conduttore…

Perché non l’arte?
Tale selezione, puramente formale e di semplice lettura, non implica un legame realmente stilistico o ideologico se non la determinazione di esprimere un sentimento; da qui scaturiscono i fuochi informalmente emozionali di Francisco Javier Medina Lopez, i grifi più o meno inconsci di Daniela Casadidio o Donatella Murro, che pur utilizzando linguaggi differenti si confrontano con un codice interiore, un patchwork che mai perde di vista ne la propria realtà ne tanto meno quella circostante…
La tenacia di un metalinguaggio? Gli Urluck! Ovvero l’impegno irriverente di scovare una “verità”, un ”perché” sofferto e calcolato tale da creare ferite come lame, una scelta psicologica, indubbiamente difficile da comprendere, mai da sottovalutare.
Arte contemporanea? Non solo Astratto o Informale! Sovente ci si dimentica che tutto scaturisce dalla forma; dal sentimento dall’archetipo.
Come non ravvicinare le architetture sensibilmente realistiche e allo stesso tempo alla ricerca di qualcosa, di Marta Mezynska e quelle troppo famigliari di Mario Lopez Martinez, iperrealismo? Oserei dire essenzialità alla ricerca estrema di una definizione; due artisti provenienti da luoghi assai lontani fra loro, che attraverso rappresentazione di territori conosciuti, camminati, vissuti, usati… manifestano la risolutezza di significato mediante un’attenta considerazione su un significante ormai consunto.
Alla ricerca di un perché, assurdo tra l’altro, del ruolo della figurazione oggi, incontriamo Alberto Baldini sempre fedele a una propria natura originaria mai scesa a patti, un’autentica personalità, una semplicità di sentimenti mai arrossita. Un complicato e nondimeno costruttivo raffronto con se stesso e la propria arte s’incontra nei lavori di Davide Ferro, artista che non si può non stimare per una tecnica eccellente, particolare, mai monotona o noiosa sia nei temi quanto nei medium .
Una collettiva, con diversi animi, personalità, pensieri, attitudini. ARTE, ciò che si suppone di conoscere; colti od essere colti.