Sebastián Díaz Morales – Over cinema and reality

Ancona - 20/04/2012 : 22/04/2012

Sebastián Díaz Morales presenta per l’occasione opere video in grado di riflettere sul tema Cinema e realtà. Il video intende ereditare i modi e le forme del cinema, appropriandosi del suo linguaggio e del suo retaggio culturale. Ma fino a che punto dovrebbe rimanergli fedele? The Apocalyptic Man e Oracle sono video che nella loro struttura riflettono su questo argomento.

Informazioni

Comunicato stampa

IDEODROMO

Contemporary video art

Presenta

“Over cinema and reality”

di Sebastián Díaz Morales


a cura di

Gabriele Tinti


screening

Venerdì 20 Aprile 2012, ore 19.00

Repliche il 21 e il 22 Aprile dalle 19,00

Atelier Arco Amoroso

Piazza del Plebiscito, Ancona




“Over cinema and reality”


Venerdì 20 Aprile alle ore 19 all’Atelier Dell’Arco Amoroso, spazio no profit gestito dalla Provincia di Ancona in Piazza del Plebiscito, verrà inaugurato, alla presenza dell’artista, la videoproiezione “Over cinema and reality” di Sebastián Díaz Morales.


L’evento fa parte del progetto VIDEODROMO Contemporary video art, rassegna di eventi legati all’arte video ospitata all’Arco Amoroso fino a maggio 2012, con l’organizzazione di MAC Manifestazioni artistiche contemporanee e la curatela di Gabriele Tinti.


Sebastián Díaz Morales presenta per l’occasione opere video in grado di riflettere sul tema Cinema e realtà. Il video intende ereditare i modi e le forme del cinema, appropriandosi del suo linguaggio e del suo retaggio culturale. Ma fino a che punto dovrebbe rimanergli fedele? The Apocalyptic Man e Oracle sono video che nella loro struttura riflettono su questo argomento.

Il primo è una storia di invenzione che combina immagini di realtà con parti di testualità tratte dal romanzo “Los Siete Locos” (1929) dello scrittore sudamericano Roberto Arlt.

“The Apocalyptic Man” ci intrappola nella paranoia compulsiva di un uomo in fuga dalla realtà, dai suoi nemici, o dalla sua coscienza, mentre le immagini vertiginose ci rivelano una visione distopica che, passo dopo passo, sembra stringersi sempre di più sul suo creatore. Non c’è possibilità di fuga; il mondo andrà in fumo, oppure il miope personaggio principale dovrà dissolversi. Il protagonista del romanzo finisce per spararsi un colpo in testa. The Apocalyptic Man rimanda ogni possibilità di salvezza”(Wim Peeters).

Il secondo video, “Oracle” alterna una serie di immagini apparentemente casuali. Immagini che semplicemente si susseguono, come tessere di un mosaico ancora da completare. Il titolo sembra alludere alla tradizione greca dell’oracolo come fonte di saggezza e profezia, in grado di offrire una visione del futuro attraverso una combinazione di elementi del presente. Un busta di plastica portata dal vento, un uomo solitario che osserva il mare e un’eclissi solare, sono solo alcune delle immagini che appaiono sullo schermo come segni propiziatori attraverso i quali lo spettatore può creare il proprio libero responso>(Cecilia Alemani).


Nato nel 1975 a Comodoro Rivadivia (Argentina), si divide tra questa città e Amsterdam (Olanda), Sebastián Díaz Morales appartiene all’ultima generazione di artisti sudamericani. Nelle sue opere, Diaz Morales esplora le possibilità del video da una prospettiva che si colloca tra il documentarismo e la reinterpretazione di una realtà vista attraverso giocosità, ironia e un sofferto scetticismo. Culturalmente e tecnologicamente preparato, Díaz Morales, sa come utilizzare il linguaggio filmico ricorrendo alle esperienze sociali del suo paese e zone limitrofe per creare opere che sfuggono del tutto ad una lettura campanilistica. La messa in scena di un’atmosfera permeata da uno strano senso di inquietudine è ciò che gli interessa principalmente. I suoi lavori partono tutti da piccole storie, situazioni apparentemente banali che danno origine ad altre storie di natura simbolica le quali agitano la nostra coscienza e rinnovano la nostra concezione dell’opera d’arte. Il suo lavoro è stato esposto in prestigiose sedi come: Tate Modern, Londra; Centre Pompidou, Parigi; Stedelijk Museum e De Appel, Amsterdam; Art in General, New York; Ludwin Museum, Budapest; Bienale Sao Paolo; Biennale di Sydney; Fondazione Miró, Barcellona; MUDAM, Luxemburg; Calouste Gulbenkian Foundation, Lisbona; e figura nelle collezioni permanenti del Centre Pompidou; Tate Modern; Fundacion Jumex, Mexico; Sandretto Foundation, Torino; Sammlung-Goetz, Munich; Fundacion de Arte Moderna, Museo Berardo, Lisbona. Nel 2009 è stato vincitore del premio Guggenheim Fellowship.

(Adattato da un articolo di Rosa Olivares)

http://www.sebastiandiazmorales.com/sdm/Door.html


VIDEODROMO è anche uno spazio di dialogo tra varie realtà artistiche e culturali, aperto a workshop, happening, presentazioni di libri e riviste, incontri e confronti, alla cui ideazione e realizzazione collaborano numerose realtà - Mediateca delle Marche, Liceo Artistico E.Mannucci, Acusmatiq, Arci, Argo, Careof, La Cupa, Librare, Nerto.it, Niewiem, Notte Nera, Pop Up!



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