Scultura #1 – Mattiacci Nunzio Termini

Milano - 23/11/2015 : 20/01/2016

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di annunciare la mostra Scultura #1 Mattiacci Nunzio Termini che segna il primo di una serie di appuntamenti dedicati al confronto tra scultori, volti alla creazione di un dialogo tra maestri che impiegano diverse modalità di espressione.

Informazioni

Comunicato stampa

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di annunciare la mostra Scultura #1 Mattiacci Nunzio Termini che inaugura il 23 novembre e segna il primo di una serie di appuntamenti dedicati al confronto tra scultori, volti alla creazione di un dialogo tra maestri che impiegano diverse modalità di espressione.

Negli spazi della galleria milanese le opere dei tre artisti, che sono stati coinvolti in prima persona in tutte le fasi di ideazione, costruzione e allestimento della mostra, pur mantenendo integra la loro individualità spiccata, discorrono e colloquiano coinvolgendo il pubblico in una inedita conversazione a tre voci



Eliseo Mattiacci (Cagli, PS – 1940), Nunzio (Cagnano Amiterno, AQ – 1954) e Giovanni Termini (Assoro, EN – 1972), provengono da esperienze diverse, hanno compiuto e stanno compiendo percorsi dissimili, eppure, le rotte del loro fare scultura, le loro mete, i loro cammini ammettono una possibilità di incontro dove il senso del procedere dell’uno si nutre delle esperienze dell’altro, dove lo scambio prevede disponibilità e capacità di lettura di un pensiero ancora in corso, che non si limita al solo incontro ma che si spinge oltre, determina un territorio, un luogo di possibile sovrapposizione e, naturalmente, di dialogo.

Ed è proprio questa idea di scultura in grado di intervenire nello spazio, modificandolo, alterandolo e vivificandolo che accomuna e lega i tre artisti, i cui lavori si insinuano sino ad assorbirlo e a diventarne parte, annullando la distanza che li separa ed avviando una sorta di alchimia che prevede che l’opera faccia proprio il territorio che la circonda.

Di ciascun artista sono esposte sculture da terra e da parete, alcune delle quali realizzate appositamente per la mostra. Eliseo Mattiacci presenta un’importante opera della metà degli anni Novanta: Tempo globale e una sua “elica” Dinamica Verticale del 2013, insieme a una carta dei primissimi anni Ottanta della serie Dechirages. Di Nunzio sono invece esposte tre opere inedite: oltre ad una carta realizzata per la mostra, l’artista presenta una grande colonna in legno combusto e pertanto di un intenso, impalpabile colore nero, ed un’opera in piombo su legno che si distingue per la sua silente opacità e per la morbida docilità del materiale. Giovanni Termini invece presenta una scultura in cemento del 2015 intitolata Tentativo di ripresa e Stretta all’angolo, anch’essa del 2015, un’opera in acciaio e neon che si dilata e si estende nello spazio della galleria, che pare inclinarsi ed assecondare le esigenze della scultura, che lo trasforma in modo irreversibile e ne modifica la percezione.

Eliseo Mattiacci è uno dei più importanti scultori italiani, che sin dall’avvio della sua attività si è distinto per l’impiego personalissimo di materiali vari, come tubi flessibili, ferro, rame, vetro e magneti; conosciuto ed apprezzato ovunque ha preso parte alle principali rassegne internazionali dedicate alla scultura e tenuto esposizioni individuali nei principali musei del mondo.
Nunzio, protagonista indiscusso tra gli scultori italiani, inizia la sua carriera espositiva nel 1981, nel 1986 riceve il Premio Duemila per il miglior artista giovane della LXII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e da allora il suo lavoro, caratterizzato dall’uso di materiali quali il legno combusto e il piombo le sue opere sono presenti nei più prestigiosi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.
Giovanni Termini, uno fra gli scultori più interessanti della sua generazione si è imposto all’attenzione della critica e del pubblico per i suoi interventi tesi alla modificazione e all’invasione dello spazio espositivo, che si piega così alla volontà dell’artista e diventa tutt’uno con l’opera, come il grande scheletro armato realizzato con materiali solitamente impiegati per l’edilizia, presentato tra il 2013 e il 2014 negli spazi del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro.