Scripta Festival. L’arte a parole

Firenze - 17/05/2017 : 20/05/2017

La manifestazione è articolata in 4 giornate di incontri con gli autori, libri, idee, materiali e confronti sulla critica d’arte contemporanea, arricchita da momenti dedicati alla musica, al video e alla performance.

Informazioni

  • Luogo: LIBRERIA BRAC
  • Indirizzo: Via Dei Vagellai 18 r - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 17/05/2017 - al 20/05/2017
  • Vernissage: 17/05/2017 ore 11.30
  • Curatori: Pietro Gaglianò
  • Generi: performance – happening, musica, video, festival
  • Uffici stampa: MONICA ZANFINI

Comunicato stampa


Prenderà avvio a Firenze mercoledì 17 maggio alle ore 11.30 Scripta Festival. L’arte a parole, a cura di Pietro Gaglianò, con la presentazione di un’installazione permanente, Art books chosen by artist, che l’artista Luca Pancrazzi ha ideato per la libreria Brac.
La manifestazione è articolata in 4 giornate di incontri con gli autori, libri, idee, materiali e confronti sulla critica d’arte contemporanea, arricchita da momenti dedicati alla musica, al video e alla performance



Un festival interamente autoprodotto, che non gode di finanziamenti pubblici, organizzato e promosso dalla Libreria Brac con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, del Museo Marini, di Santarosa Bistrot e di Libreria Todo Modo che accoglieranno alcuni appuntamenti, tutti a ingresso libero.

L’idea di “Scripta Festival” parte da lontano, nel 2011, con la nascita della rassegna “Scripta l’arte a parole” ideata e curata da Pietro Gaglianò per la Libreria Brac, unica libreria fiorentina specialistica per le arti contemporanee. Un programma di incontri con cadenza mensile sull’editoria dedicata alla critica d’arte e all’analisi dei linguaggi artistici: quelle parole che, di là dal visibile, dalle mostre e dalle biennali, compongono il pensiero contemporaneo.

Un’iniziativa che nel corso del tempo ha visto crescere un pubblico di studiosi, artisti e appassionati e nel panorama nazionale ha creato un punto di riferimento noto al mondo dell’arte ma non solo: una vetrina prestigiosa per l’editoria e un cenacolo di confronto permanente.
Dopo sei anni di successi, pubblico consolidato e un format ancora vincente la Brac decide di trasformare il progetto per assecondarne lo sviluppo e il crescente numero di spettatori. Scripta cambia formato, si concentra in un programma fitto e include altri spazi cittadini, aumenta il numero degli appuntamenti proponendo anche libri d’artista, proiezioni di video e progetti specifici.
“ Era indispensabile un altro festival di libri- spiega il direttore artistico Pietro Gaglianò - tutti sull’arte contemporanea, con prevalenza testi dedicati alla teoria, alla storiografia, libri capaci di enunciare posizioni, di raccontare la forma delle idee. Era indispensabile perché tutto quello che possiamo fare è tenere quanto più possibile aperti gli spazi per il pensiero e il confronto. Era indispensabile per ricucire la distanza tra il pubblico e una politica della produzione culturale sempre più centrata sulla spettacolarità delle proposte”.
Insieme a critici di fama nazionale e internazionale è rilevante la presenza degli artisti coinvolti nel festival: Luca Pancrazzi per la sua installazione ha chiesto a 10 suoi colleghi (Renata Boero, Francesco Carone, Alessio de Girolamo, Aleksandar Duravcevic, Elena El Asmar, Francesco Lauretta, Christiane Löhr, Loredana Longo, Alessandra Spranzi, Eugenia Vanni) 10 bibliografie; Roberto Paci Dalò e Marcella Vanzo proporranno le loro opere attraverso parole e video in due serate al Museo Marino Marini, Maria Morganti presenterà un libro d’artista realizzato a 4 mani con Jean-Luc Nancy, gli artisti di Madeinfilandia con Alessio de Girolamo e Luca Pancrazzi presenteranno ISBN concept concert, una performance audio per lettori e elaboratore digitale che chiuderà il festival al Santarosa Bistrot. Infine l’immagine coordinata della manifestazione è stata affidata a due giovani artisti: Matteo Coluccia e Stefano Giuri.
Dopo la chiusura del festival, venerdì 16 giugno, è previsto un ultimo evento con una lettura scenica di Mariangela De Crecchio che proporrà Memoriale, una selezione di brani dai volumi in mostra per Art Books chosen by Artists.

I protagonisti di Scripta Festival
Alessandra Acocella, dottore di ricerca in storia dell’arte contemporanea, ha condotto studi sui rapporti tra arte e spazio pubblico e sulla storia delle mostre. È co-fondatrice di Senzacornice, rivista digitale e laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea.
Emanuela De Cecco, laureata a Genova con una tesi in storia della critica d’arte.
dal 1990 al 1998 ha lavorato presso la redazione di Flash Art, dal 1996 come capo redattore. Dal 2002 al 2005 ha lavorato alla Fondazione Sandretto di Torino occupandosi delle attività di approfondimenti collaterali alle mostre e mettendo in piedi una struttura di formazione sperimentale rivolta al pubblico.
Nel 1998 ha iniziato a insegnare a Milano nell’ambito di un progetto del Fondo Speciale Europeo tenendo un corso sulla memoria culturale del territorio urbano.
Dal 2001 al 2006 ha insegnato cultura visuale all’Università di Ferrara dove nel 2004 ha avuto un assegno di ricerca.
Dal 2007 insegna presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. Occasionalmente svolge attività curatoriale (Maria Lai – Come un gioco, Museo d’arte Moderna, Nuoro, 2002; Tacita Dean – Baobab, Fondazione Sandretto, Torino, 2004; Passaggi a Sud Est. Storie, memorie, attraversamenti, Palazzo Massari Ferrara, 2006, Date le circostanze, nell’ambito della mostra Autoritratti, Iscrizione del femminile nell’arte italiana contemporanea, Museo d’arte moderna e contemporanea, Bologna 2013 e Moira Ricci, Dove il cielo è più vicino, Ass. dello Scompiglio, Lucca, 2014/5. Sempre nel 2015 è stata curatrice del CSAV presso la Fondazione Ratti del seminario tenuto da Yvonne Rainer e Andrea Kleine.
Tra le principali pubblicazioni recenti Adrian Paci (Jeu de Paume, Parigi, CAC Montreal, PAC, Milano, 2013), un saggio dedicato ai musei come agenti performativi dell’identità collettiva pubblicato nel volume di scritti in Onore dedicato a Marisa Dalai (2014), e due monografie concentrate: Valeria Borsari. Due quadri, le cornici, il muro e altre questioni, Postmedia (2012) e Maria Lai. Da vicino, vicinissimo, da lontano, in assenza (2015) Postmedia. Ancora con Postmedia nel 2016 ha pubblicato Non volendo aggiungere altre cose al mondo.

Alessio de Girolamo nasce a Sanremo (Imperia) nel 1980. Vive e lavora a Milano. Nella sua attività di artista e ricercatore indaga il limite umano nell’approccio alle grandi domande fondamentali con l’obiettivo di valicare un punto in cui la percezione deve appellarsi a nuove risorse di apprendimento e creare, euristicamente, ponti di collegamento tra logiche lontane e incongrue come, ad esempio, tra particolari oggetti fisici, simboli, e massimi sistemi.
Dal 2015 porta avanti un’indagine che chiama “Nn” (non conosco nome). Tale progetto, da cui ha preso poi il nome l’intera ricerca di de Girolamo, si è casualmente modellato su una dimostrazione per assurdo con la quale l’artista mette in relazione i sistemi applicati ai modelli atomici e la specificità del pianoforte come strumento musicale. L’interesse per i confini di due sistemi così apparentemente lontani e per le soglie che ne consentono l’esistenza sul piano percettivo ha svelato una precisa numerologia che si formalizza sia nel lavoro visivo che in quello sonoro. Il numero 137 è la chiave per attraversare gli ambiti di tutto il suo lavoro, sia sonoro che visivo, ed è la sintesi che rende familiari le frequenze acustiche messe a registro nelle installazioni sonore, ai dipinti in cui il cubo (spesso inserito in paesaggi dove dominano archetipi naturali) è il simbolo predominante, custode del segreto di una conoscenza protetta e isolata da una pittura dissipativa a base di grafite.

Elio Grazioli insegna Storia dell’arte con­temporanea all’Università e all’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Dirige con Marco Bel­politi il semestrale monografico Riga, e con Riccardo Panattoni il semestrale di cultura visiva Imm’. Ha curato diversi volumi di Rosa­lind Krauss, tra cui: Teoria e storia della fotografia (1996), L’informe. Istruzioni per l’uso (2003), L’in­conscio ottico (2008), ed è autore di Corpo e figura umana nella fotografia (1998), Arte e pubbli­cità (2001), La polvere nell’arte (2004) e Ugo Mu­las (2010). Per Johan & Levi ha già pubblicato La collezione come forma d’arte (2012).

Maria Morganti è nata a Milano nel 1965. Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera e ha studiato alla Studio School e alla N.Y.U. di New York. Dal 1995 ha scelto di vivere a Venezia. Il suo lavoro mette al centro del proprio fare l'esperienza del colore. Il colore inteso come materia, come traccia dell'esistenza. Quello che produce quotidianamente nel suo studio attraverso un ritmo preciso, un colore al giorno, spesso si mette in relazione con altre realtà, con altri spazi.
Tra le mostre personali ricordiamo: Maria Morganti a cura di Angela Vettese, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2006; Leporelli in White Screen a cura di Milovan Farronato, Via Farini, Milano 2007; Diario cromatico a cura di Chiara Bertola, Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2008; Indugi con Bruna Esposito a cura di Chiara Bertola, Galleria Caterina Tognon, Venezia 2009; L'Unità di misura è il colore a cura di Chiara Bertola, Museo di Castelvecchio, Verona 2010; Un diario tira l'altro a cura di Marco Tagliafierro, Galleria OTTO ZOO, Milano 2010; Procedere, trasformandosi, rimanendo, Galleria Caterina Tognon, 2012 Venezia; Giardini squisiti con Massimo Kaufmann, Casa Testori, Novate Milanese, 2014; Pronuncia i tuoi colori, a cura di Francesca Pasini, Galleria OTTO ZOO, Milano 2015.
Tra le Residenze: Made in Filandia 2015, Pieve a Presciano, Arezzo 2015; Conservare il futuro, Workshop, Palazzo Bonaguro, Bassano del Grappa, Vicenza 2006, Art/Omi, Ghent (USA) 1997
Hanno scritto di e per lei: Chiara Bertola, Laura Boella, Riccardo Caldura, David Carrier, James Elkins, Davide Ferri, Ilaria Gianni, Mel Gooding, Susan Harris, Paul Hills, Vincent Katz, Caoimhìn Mac Giolla Léith, Jean-Luc Nancy, Francesca Pasini, Piero Pes, Lucio Pozzi, Rosella Prezzo, Raphael Rubinstein, Gabi Scardi, Tiziano Scarpa, Barry Schwabsky, Marco Tagliafierro, Adele Tutter, Angela Vettese, Giorgio Verzotti.
Roberto Paci Dalò è un artista visivo, musicista e regista italiano. È nato a Rimini, cresciuto a Tremosine sul Garda, ed ha vissuto a Berlino, Napoli e Roma con periodi a Vancouver BC. È un pioniere nel rapporto tra tecnologie digitali, sistemi di telecomunicazione e arte. Il suo lavoro ha ricevuto la stima di artisti come Aleksandr Sokurov e John Cage. Guida il gruppo Giardini Pensili (co-fondato nel 1985) col quale ha presentato proprie opere nei principali musei, festival e teatri in Africa, Asia, Europa, Russia, Medio Oriente, Israele, Canada, USA, Messico, America Latina. Tra gli altri: Biennale di Venezia, Locarno Film Festival, Ars Electronica, Festival di Spoleto, Wien Modern, Budapest Autumn Festival, Musica Strasbourg, Palais des Beaux Arts Bruxelles. Tra le collaborazioni Giorgio Agameben, Predrag Matvejevic', Gabriele Frasca, Kronos Quartet, Terry Riley, Mouse on Mars. Ha ricevuto nel 1993 il premio Berliner Künstlerprogramm des DAAD e nel 2015 il Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana. Ha creato nel 1995 Radio Lada (una delle prime web radio d'arte al mondo) e tra il 1999 e 2001 ha creato e diretto “Itaca – il palcoscenico elettronico del Teatro di Roma”. Membro di Internationale Heiner Müller Gesellschaft di Berlino e British Cartographic Society, direttore artistico di Wikimania Esino Lario 2016. Insegna Interaction Design presso UNIRSM per la quale dirige Usmaradio.


Luca Pancrazzi nasce a Figline Valdarno (Firenze) nel 1961.
Dopo gli studi liceali e accademici a Firenze viaggia negli Stati Uniti dove lavora come assistente di Sol Lewitt e nello stesso periodo a Roma per Alighiero Boetti.
Dagli anni ottanta è autore di una ricerca basata sull’analisi del medium artistico, sulle sue ramificazioni, sulle possibilità creative dell’errore e dell’uso composito di tecniche e materiali. Lo spazio metropolitano e il paesaggio, nella loro continuità con lo sguardo antropico che li definisce, sono i temi trattati con più assiduità.
Si esprime attraverso la pittura, il disegno, la fotografia, il video, l’installazione ambientale, la scultura, azioni in condivisione con altri artisti e progetti editoriali.
Tra i progetti che lo vedono tra i fondatori ricordiamo: Importé d’Italie (1982), ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ (1993), De-ABC (2002), Madeinfilandia dal 2010 e, dal 2015 Spazio C.O.S.M.O. a Milano.
Dal 1996 viene invitato a partecipare ad una serie di esposizioni internazionali tra cui la Biennale di Venezia (1997), la Triennale di New Dehli (1997), Biennal of Cetinje (1997), Triennale di Vilnius (2000), Biennal of Valencia (2001), Moscow Biennal of Contemporary Art (2007), Quadriennale di Roma (2008). Alcune tra i numerosi spazi pubblici che hanno presentato il suo lavoro: Whitney Museum of American Art at Champion (1998), P.S.1 Contemporary Art Center (1999), Galleria Civica di Modena (1999), Museo Marino Marini (2000), Palazzo delle Papesse (2001), Museo Revoltella (2001), Galerie Lenbachhaus und Kunstbau (2001), GAMEC (2001), Museo Cantonale d’Arte di Lugano (2002), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (2002), Zentrum Fur Kunst und Medientechnologie (2003), PAC (2004), MAN (2004), MART Trento e Rovereto (2005), MAMbo (2006), Macro (2007), Vietnam National Museum of Fine Arts (2007), Fondazione Pomodoro (2010), SMS Museo per Bambini di Siena (2010), AssabOne (2014), Palazzo Te (2016), Chateau de Penthes (2017).
Vive e lavora tra Milano e la Filandia.

Roberto Pinto è curatore indipendente e storico dell'arte. È ricercatore di Storia dell'arte contemporanea all'Università di Bologna. È stato caporedattore di Flash Art, ha curato mostre come la Biennale di Gwangju (2004), la Biennale di Tirana (2005), Subway (varie sedi, Milano, 1998), Transform (varie sedi, Trieste 2002), Spazi Atti (PAC, Milano, 2004), Dimensione Follia (Galleria Civica, Trento, 2004), Confini (MAN, Nuoro, 2006). Ha curato le otto edizioni del programma di incontri e conferenze La generazione delle Immagini (Accademia di Brera e Triennale di Milano) e le relative pubblicazioni. Tra i suoi libri, si segnala Lucy Orta, Phaidon Press, Londra 2003. Dal 2004 al 2007 è stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti, Como.
Francesco Poli (Torino, 1949) insegna Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Brera e
Scienze della comunicazione a Torino. Tra le sue opere Minimalismo, Arte Povera, Arte concettuale (1997), Il sistema dell’arte contemporanea (1999), La scultura del Novecento. Forme plastiche, costruzioni, oggetti, installazioni ambientali (2015).


Enzo Restagno, critico e storico della musica, ha studiato musica e filosofia a Torino e a Vienna. Ha insegnato Storia della musica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Ha svolto attività di critico musicale per quotidiani e periodici fra i quali “Stampa sera”, “La Repubblica”, “Le Monde de la Musique”, “Die Zeit”, “L’Espresso”. Ha realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI, Radio France, Westdeutsche Rundfunk, BBC. Ha tenuto conferenze e masterclass per istituzioni musicali e università in Europa, USA e Asia. E’ stato per trent’anni il direttore artistico di Torino Settembre Musica e MiTo. È autore di numerosi saggi su compositori del Novecento, tra cui Nono, Berio, Reich, Ligeti e Henze. Per il Saggiatore ha scritto Ravel e l’anima delle cose (2009) e Schönberg e Stravinsky (2014), e curato, fra gli altri, Arvo Pärt allo specchio (2006).
Maria Rosa Sossai è ricercatrice nel campo delle pratiche artistiche e delle politiche dell’educazione.
Nel 2010 ha fondato l’associazione per l’educazione all’arte contemporanea esterno22, diventata nel 2012 ALAgroup, accademia libera delle arti www.alagroup.org collettivo indipendente che concepisce la pratica curatoriale e artistica come un processo di conoscenza condiviso. Dal 2013 al 2015 ha diretto AlbumArte spazio | progetti per l’arte contemporanea, associazione culturale non profit di Roma. Ha curato mostre e progetti in gallerie, fondazioni e musei in Italia e all’estero. Tra gli altri: il museo MAN di Nuoro, gli Istituti italiani di cultura di Istanbul e di Seoul, il Tel Aviv Museum, il SongEun ArtSpace di Seoul, la Krishnamurti Foundation di Bangalore. A Roma ha collaborato con la Fondazione Pastificio Cerere, l’Istituto Polacco, la Nomas Foundation, the American Academy, la Real Academia de España.
Con ALAgroup, tra gli altri, i progetti: “Quale Educazione per Marte?” insieme all’artista Valerio Rocco Orlando (2011), “Un’educazione”, ciclo di laboratori e mostre di artisti italiani e internazionali al FAI - Villa e Collezione Panza a Varese (2013) e, nel 2016, il progetto “To Follow” nell’ambito della residenza e del workshop “We+Museum = To Dream a Vision or to Vision a Dream” degli artisti Driant Zeneli e Valentina Bonizzi a Dheishe, refugee camp di Betlemme, nell’ambito del progetto Campus in Camps. Ha pubblicato, con Silvana Editoriale, Milano, i libri Arte video, storie e culture del video d’artista in Italia (2002), e Film d’artista, percorsi e confronti tra arte e cinema (2009). Scrive per le riviste d’arte contemporanea Flash Art, Arte e Critica, Artribune, Shifter, VLNA.

Marcella Vanzo (Milano, 1973). Formatasi sia come antropologa che come artista, Vanzo indaga le diverse dimensioni dell’essere umano, da quella sociale a quella mitica, da quella emotiva a quella politica, tramite video, performance e installazioni. Nel suo lavoro realtà e finzione si fondono in una trama fitta che mette in discussione la rappresentazione della realtà.
Partecipa a diverse mostre collettive e personali, in Italia e all’estero, tra cui Manifesta11, Zurigo 2016; Nel Mezzo del Mezzo, Palazzo Riso, Palermo 2015; Prague Biennale 2011; Performa 09; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Walker Art Center, Museo Reina Sofia, Galleria Continua.
I suoi video sono presenti regolarmente in video festival nazionali e internazionali tra cui Perspectif Cinema, Centre Pompidou; Kino der Kunst, Monaco di Baviera; CINÉMED, Montpellier, Globale Film Festival di Varsavia, lo Espacio Fundacion Telefonica, Buenos Aires; Milano Film Festival.
La sua personale SECRETO a cura di Marinella Paderni ha inaugurato lo scorso 5 maggio a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea 2017.

Giovanna Zapperi vive e lavora a Parigi. Insegna storia e teoria dell’arte contemporanea all’ENSA, École Nationale Supérieure d’Art di Bourges. Ha recentemente curato l’edizione francese di Autoritratto di Carla Lonzi (JRP|Ringier, 2012), ha scritto L’artista è una donna. La modernità di Marcel Duchamp (ombrecorte 2014) e, insieme ad Alessandra Gribaldo, Lo schermo del potere. Femminismo e regime della visibilità (ombre corte, 2012. Nel suo lavoro si occupa dell’interrelazione tra critica artistica, cultura visuale e femminismo. Ha pubblicato numerosi studi in antologie, cataloghi e riviste internazionali (Les Cahiers du MNAM, Histoire de l’Art, Perspective, Oxford Art Journal, Art History, Kritische Berichte, Parachute, Feminist Review…). Fa parte del comitato editoriale di Multitudes. È stata visiting Rudolf Arnheim Professor alla Humboldt University di Berlin (2007-2009) e research fellow all’Institute of Advanced Studies di Nantes (2009 ).
Nel 2009 ha organizzato il ciclo di conferenze “L’avenir du passé: politiques de l’archive/The Future of the Past: The Politics of the Archive” presso l’ENSA.


Il curatore di Scripta Festival

Pietro Gaglianò Laureato in architettura, critico d’arte e curatore, approfondisce l’analisi sulla linea delle libertà individuali, delle estetiche del potere, della capacità eversiva del pensiero critico e del lavoro artistico. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno con progetti in Italia e all’estero. Recentemente ha pubblicato Memento. L’ossessione del visibile (Postmedia Books) e i saggi: The Invention of Memory (Agence Borderline, Luxembourg 2014), e La versione di Bruto (Firenze University Press, 2014).
È fondatore del progetto “The Wall (archives)” archivio/mostra in progress sul concetto geopolitico di muro. Da settembre 2015 è parte del board del Forum dell’Arte Contemporanea. Dal 2016 è parte del board di Nesxt, festival degli spazi d’arte indipendenti, Torino. È responsabile e curatore del progetto “Nuova Didattica Popolare”, per GuilmiArtProject, programma di residenze e interventi nella sfera pubblica a Guilmi (Chieti). È tra i promotori della residenza di artisti per artisti Madeinfilandia. Collabora con Associazione Centro Creazione Cultura (dove siede nel Consiglio Direttivo), il Vivaio del Malcantone, Firenze, Associazione Fosca, Firenze.
Collabora dal 2011 con l’Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Lettere e Filosofia, e con le scuole d’arte internazionali Santa Reparata International School of Art e SACI - Studio Art Center International. È coordinatore artistico per l’Italia dei progetti della rete transeuropea Roots&Routes sulla formazione non formale tra arte e antidiscriminazione.



Il programma
mercoledì 17 maggio
ore 11.30 – Libreria Brac
Luca Pancrazzi, Art books chosen by artist
progetto permanente per la Libreria Brac.

ore 16.30 – Libreria Brac
Maria Rosa Sossai, Vivere insieme. L’arte come azione educativa, Torri del vento, 2017
interviene con l’autrice Lucia Giardino.

ore 18.00 – Libreria Brac
Enzo Restagno, La testa scambiata. Apollinaire fra Picasso e Dora Maar, Il Saggiatore, 2017
interviene con l’autore Saverio Verini.


giovedì 18 maggio

ore 11.30 – Accademia di Belle Arti, Biblioteca
Maria Morganti, Jean-Luc Nancy, Il colore succede, non si provoca, Corraini Edizioni, 2016
interviene con Maria Morganti Pietro Gaglianò.

ore 16.30- Libreria Brac
Francesco Poli, Francesco Bernardelli, Mettere in scena l’arte contemporanea, Johan & Levi, 2017
interviene con gli autori Matteo Innocenti.

ore 18.00 – Libreria Brac
Elio Grazioli, Duchamp oltre la Fotografia. Strategie dell’infrasottile, Johan & Levi, 2017
interviene con l’autore Alessandro Gallicchio.

ore 21.00 – Museo Marino Marini
Marcella Vanzo, Rumors, Moor, 2017
intervengono con l’autrice Mariantonia Rinaldi e Pietro Gaglianò
segue la proiezione del video Rumors, 2013.


venerdì 19 maggio

ore 11.30 – Accademia di Belle Arti, Aula Cenacolo
Roberto Pinto, Artisti di carta. Territori di confine tra arte e letteratura, Postmedia Books, 2016
interviene con l’autore Daria Filardo.

ore 18.00 – Libreria Brac
Emanuela De Cecco, Non volendo aggiungere altre cose al mondo. Politiche dell'arte nella sfera pubblica, Postmedia Books, 2016
interviene con l’autrice Angel Moya Garcia.

ore 21.00 - Museo Marino Marini
Roberto Paci Dalò, Filmnero, Marsèll, 2016
intervengono con l’autore Patrizia Asproni e Pietro Gaglianò
segue la proiezione del film Ye Shanghai, 2012.




sabato 20 maggio

ore 11.30 –Todo Modo
Alessandra Acocella, Avanguardia diffusa. Luoghi di sperimentazione artistica in Italia 1967-1970, Quodilibet- Fondazione Passarè, 2017
interviene con l’autrice Alessio Bertini.

ore 18.00 – Libreria Brac
Giovanna Zapperi, Carla Lonzi. Un’arte della vita, Derive Approdi, 2017
interviene con l’autrice Lucilla Meloni.

ore 21.00 – Santarosa Bistrot
Noiseinfilandia, ISBN concept concert
performance audio per lettori e elaboratore digitale
prima esecuzione.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

I LUOGHI DEL FESTIVAL
Libreria Brac, Via dei Vagellai, 18
Accademia di Belle Arti, Via Ricasoli, 66
Museo Marino Marini, Piazza San Pancrazio
Todo Modo, Via dei Fossi, 15/R
Santarosa Bistrot, Lungarno di Santa Rosa