Scripta – Anna Detheridge

Firenze - 13/05/2014 : 13/05/2014

Penultimo appuntamento di “scripta” con un volume pubblicato lo scorso anno da Einaudi nella prestigiosa collana PBE. Il libro di Anna Detheridge “Scultori della speranza” è dedicato a un tema spesso centrale nella rassegna: quello dell’arte al tempo della Globalizzazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Penultimo appuntamento di “scripta” con un volume pubblicato lo scorso anno da Einaudi nella prestigiosa collana PBE. Il libro di Anna Detheridge “Scultori della speranza” è dedicato a un tema spesso centrale nella rassegna: quello dell’arte al tempo della Globalizzazione. Tra territori reali e spazi immateriali l’autrice guida il lettore attraverso i percorsi apparentemente ermetici dell’arte contemporanea, per esplorarne i confini e aprire nuove finestre sul mondo



“Scripta” si rinnova ormai da tre anni, confermando il proprio successo anche grazie a un pubblico di giovani artisti, studiosi e appassionati che trovano negli incontri in programma un appuntamento per il confronto sui linguaggi dell’arte, un’ occasione di approfondimento e di scoperta tra i titoli della più recente e meno convenzionale letteratura critica.
La stagione 2013-2014 si concluderà il 9 giugno.

Il libro Dall’arte concettuale a quella povera, dal Situazionismo alla Land Art, Anna Detheridge esplora in questo testo i confini dell’arte degli ultimi cinquant’anni per capire cosa significa essere un artista ai nostri giorni. Ciò che si fa di interessante oggi in campo artistico, sembra suggerirci l’autrice, quello che risulta valido e innovativo, non risiede mai in un unico luogo, ma è «decentrato», frutto di una ricerca e di una sperimentazione che ha l’obbligo di muoversi e di scandagliare ogni direzione possibile.
È per questo che Anna Detheridge propone l’analisi di un’arte più attenta ai grandi temi della convivenza civile e del corretto sfruttamento del territorio, un’arte critica, che morda i fianchi alle istituzioni e alle stesse strutture che la producono perché, in fondo, questo hanno sempre fatto gli artisti: mostrarsi critici del presente e aperti al futuro.

Anna Detheridge è una teorica e critica delle arti visive. Già curatrice della pagina dell’arte per il
Domenicale del «Sole24ore» (dal 1987 al 2003), ha insegnato al Politecnico e all’Università Bocconi di Milano, ha curato numerose mostre tra cui la X Biennale di fotografia di Torino (2003), The Global Village al Musée des Beaux Art di Montréal (2003) e ha fondato «Connecting Cultures», associazione culturale non-profit attiva nel campo delle politiche culturali.


Prossimo appuntamento con scripta

9 giugno Maurizio Pallante, Sono io che non capisco. Riflessioni sull’arte contemporanea di un obiettore alla crescita, Edizioni per la decrescita felice