Scipione Vannutelli (Genazzano 1834-Roma 1894)

Cosenza - 10/09/2014 : 25/09/2014

La Galleria Il Triangolo di Cosenza, in occasione della Festa delle Invasioni in città, presenta una raffinata scelta di disegni e acquerelli di un Maestro del secondo Ottocento romano, Scipione Vannutelli (Genazzano 1834 - Roma 1894).

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA IL TRIANGOLO
  • Indirizzo: Viale Degli Alimena 31/D - Cosenza - Calabria
  • Quando: dal 10/09/2014 - al 25/09/2014
  • Vernissage: 10/09/2014
  • Autori: Scipione Vannutelli
  • Generi: personale, arte moderna
  • Orari: Lunedì - Sabato Dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30

Comunicato stampa

La Galleria Il Triangolo di Cosenza, dal 10 al 25 settembre in occasione della Festa delle Invasioni in città, presenta una raffinata scelta di disegni e acquerelli di un Maestro del secondo Ottocento romano, Scipione Vannutelli (Genazzano 1834 - Roma 1894).

Allievo di Tommaso Minardi e quindi, a Vienna, del Würzinger, compì la sua educazione artistica in Francia, in Olanda e in Spagna



Era il tempo in cui i neoclassici e i romantici si contendevano il campo dell'arte e il Vannutelli, che dal suo primo maestro aveva assorbito, insieme col solido disegno, i principî dell'accademia neoclassica, fu pure assai influenzato dal romanticismo dei quadri storici e di genere.

Fu infatti con una rievocazione della vita veneziana del sec. XVI, L'intrigo, ch'egli debuttò al Salon parigino del 1864, ed è pure un quadro di soggetto storico, I funerali di Giulietta (Roma, Galleria nazionale d'arte moderna), esposto a Bologna nel 1888, che è ritenuto il suo capolavoro.

Di questo dipinto si conservano nella stessa galleria studî che attestano le buone qualità di disegnatore dell'artista. La sua Maria Stuarda che si reca al patibolo fu premiata a Firenze e acquistata da Vittorio Emanuele II per la Galleria Pitti.

Alternò la pittura di genere e di storia con quella di paese e con i ritratti. Tra questi ultimi notevoli quelli di Vittorio Emanuele II morto e di Umberto I. La Biennale di Venezia del 1903 gli dedicò un'ampia mostra antologica. Vissuto quasi sempre a Roma, fu soprintendente alla Reale Calcografia.