Save the Artistic Heritage. DAW of The Basket of Fruit by Caravaggio

Milano - 03/04/2019 : 14/07/2019

Il DAW (Digital Artwork) di “Canestra di frutta” (Michelangelo Merisi da Caravaggio) sarà mostrato al pubblico il 3 aprile e sarà esposto fino a giugno 2019, alla Pinacoteca Ambrosiana d Milano.

Informazioni

Comunicato stampa

Save the Artistic Heritage
presenta il DAW® (edizione digitale limitata) di
Canestra di frutta
di Michelangelo Merisi da Caravaggio
all’interno della Collezione Permanente della
Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano
fino al 14 luglio 2019
in sostituzione dell’originale
attualmente in prestito alla mostra
Il meraviglioso mondo della natura

Una favola tra arte, mito e scienza
a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa
presso Palazzo Reale, Milano
L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di valorizzazione della
Collezione della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, a seguito dell’accordo
stipulato tra l’istituzione meneghina e l’azienda Cinello
Milano, 3 aprile 2019 – L’associazione Save the Artistic Heritage – organizzazione non profit per la
promozione e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico italiano – è lieta di esporre per la
prima volta all’interno della Collezione Permanente della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di
Milano, il DAW® (edizione digitale limitata) del capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio,
la Canestra di frutta, in prestito a Palazzo Reale (Milano) fino al 14 luglio 2019 in occasione della
mostra Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza a cura di Giovanni
Agosti e Jacopo Stoppa, organizzata in occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte di
Leonardo da Vinci.
La Canestra di frutta è uno dei dipinti di Caravaggio più conosciuti in assoluto, un’opera d’arte iconica
tra le più celebri della storia dell’arte di tutti i tempi, entrata nell’immaginario collettivo come perfetta
rappresentazione del genere della natura morta. Il dipinto è probabilmente anche l’opera più celebre
presente nella collezione del cardinale Federico Borromeo, nucleo originario della Pinacoteca
Ambrosiana: rappresenta un canestro di vimini da cui traboccano frutti e foglie, il tutto eseguito con
grande realismo e attenzione al dettaglio, quasi in contrasto col fondo neutro e astratto del quadro e
la linea di colore su cui il canestro stesso è appoggiato. La Canestra è entrata nella collezione del
ASSOCIAZIONE CULTURALE
Via Finetti, 15, Piacenza
fondatore dell’Ambrosiana nel 1607, come documenta lo stesso cardinale in un codicillo del 17 di
settembre di quell'anno: "Un quadro di lunghezza di un braccio, et di tre quarti all'incirca di altezza,
dove in campo bianco è dipinto un Canestro di frutti parte ne rami con lor foglie, et parte spiccati da
essi/fra questi vi sono due grappoli di uva, uno di bianca, et / l'altro di nera, fichi, mele, et altri di mano
di Michele/ Agnolo da Caravaggio". Più volte Federico Borromeo parla di questo dipinto straordinario
nei suoi scritti e afferma di aver cercato invano un’opera che potesse starle a confronto, ma esso “per
la sua incomparabile bellezza ed eccellenza, rimase solo”.
Indagini radiografiche hanno confermato che il dipinto è stato realizzato su una tela di recupero,
secondo una consuetudine del periodo romano – quando il Caravaggio dipingeva direttamente su
precedenti stesure pittoriche – e hanno dato modo a Roberto Longhi di poter dire che il dipinto non
era in alcun modo il ritaglio di uno più grande e con un soggetto di figura come si riteneva fino alla
metà del Novecento. All’epoca di Caravaggio non era infatti comune vedere un soggetto simile, e in
questo l’artista milanese è stato iniziatore e innovatore del concetto stesso di natura morta, preso
nella sua unicità e naturalezza ed elevato al rango della grande pittura. Della Canestra di frutta sono
state date molte interpretazioni, anche di carattere religioso: indubbiamente l’estremo realismo con
cui sono accostati i frutti freschi e quelli ormai bacati, e le foglie che progressivamente seccano
accartocciandosi, rendono percepibile lo scorrere inesorabile del tempo.
Attualmente in prestito, l’opera è sostituita per la prima volta in assoluto (fino al 14 luglio 2019) da un
DAW® – Digital ArtWork, un’edizione digitale su monitor riprodotta in serie limitata, numerata e
certificata, in scala 1:1 in tutto e per tutto fedele all’originale, realizzata dall’azienda Cinello in
accordo con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana utilizzando un’innovativa tecnologia brevettata.
L’iniziativa è promossa da Save the Artistic Heritage – associazione non profit nata con l’obiettivo di
valorizzare in ambito nazionale e internazionale il patrimonio storico e artistico, italiano in primis,
attraverso azioni e strumenti di divulgazione e condivisione, in combinazione con le nuove tecnologie
digitali, e di innescare nuove modalità di sostegno – e si inserisce in un più ampio quadro di
valorizzazione del patrimonio della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, grazie al quale già
dall’estate scorsa sono stati esposti dei DAW® (riproduzioni digitali) in sostituzione di opere originali
in prestito (nello specifico il Cristo risorto di Marco Basaiti). In particolare, grazie all’accordo di
collaborazione stipulato da Cinello con alcuni dei più importanti musei italiani – tra cui la
Veneranda Biblioteca Ambrosiana – con il benestare del MiBACT, Ministero dei beni e delle attività
culturali, Save the Artistic Heritage si impegna a far circolare ed esporre in formato digitale, con
finalità educative e divulgative, quei capolavori “inamovibili” del nostro patrimonio. La metà
dei ricavi netti provenienti dalla circolazione o dalla vendita dei DAW® andrà ai musei
possessori dei diritti degli originali – in questo caso alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana –
aiutando i musei e gli istituti partner a conservare nel miglior modo possibile e a valorizzare
l’inestimabile patrimonio di cui sono custodi.
La presentazione è realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation
Center. Si ringrazia l’azienda Frescobaldi in qualità di partner tecnico.