Sasha Huber – I love JaNY

Roma - 03/12/2014 : 13/01/2015

Di origini svizzero-haitiane, residente a Helsinki, l’artista si confronta con i temi dell’identità culturale in contesti quali l’emigrazione e la diaspora, il razzismo e il colonialismo.

Informazioni

  • Luogo: LASTELLINA ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Braccio Da Montone 93 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 03/12/2014 - al 13/01/2015
  • Vernissage: 03/12/2014 ore 18
  • Autori: Sasha Huber
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì – venerdì dalle 17,30 alle 19,30 e su appuntamento

Comunicato stampa

LaStellina ArteContemporanea è lieta di presentare I love JaNY, la prima mostra italiana dell’artista svizzera Sasha Huber (Zurigo 1975).
Di origini svizzero-haitiane, residente a Helsinki, l’artista si confronta con i temi dell’identità culturale in contesti quali l’emigrazione e la diaspora, il razzismo e il colonialismo.
I love JaNY (2010) è un’istallazione fotografica accompagnata da un video - appositamente ripensata per gli spazi della galleria - in cui si ricostruisce il ritratto di Jany Tomba, zia dell’artista, che negli anni Sessanta fuggì la dittatura di Haiti per stabilirsi a New York

Notata da un agente, Jany si affermò in poco tempo come celebre top model fuori dagli standard di bellezza occidentali. La scelta, per esempio, di portare i capelli naturalmente ricci contribuì a farne un’icona per le black women americane e non. Nel video Jany racconta tali differenze culturali e di come sia riuscita a conviverci superandole.



In mostra sarà possibile visionare anche il catalogo di un progetto che la Huber porta avanti dal 2008, Rentyhorn.
Impegnata in una revisione storica del naturalista svizzero Louis Agassiz (1807-1873) come uno dei pionieri dell’apartheid, la Huber compie diverse performances atte a svelare l’orientamento razzista dei suoi studi. Tra queste, un viaggio sulla cima delle Alpi svizzere a lui dedicata ha la missione di re-intitolare la vetta con il nome della schiava Renty, indicata dallo scienziato come dimostrazione dell’inferiorità della razza nera.

Sasha Huber vive e lavora a Helsinki. Si forma tra Svizzera e Finlandia, con un periodo di formazione a Fabrica di Benetton. Ha esposto in personali e collettive in tutto il mondo, tra cui Helsinki, Haiti, Goteborg, Londra, San Paolo e Berlino. Ricordiamo la sua partecipazione alla 19a Biennale di Sydney (2014) e allo Helsinki World Design Capital (2012). Vogue Italia nel 2011 e il portale Rai Arte nel 2013 hanno intervistato l’artista presentando i suoi principali progetti al pubblico italiano.
Maggiori informazioni sul sito dell’artista www.sashahuber.com .
La mostra ha il patrocinio dell’Ambasciata finlandese.

LaStellina ArteContemporanea is pleased to announce I Love JaNY, the first Italian exhibition of the Swiss artist Sasha Huber (Zurich 1975).
Of Swiss-Haitian origin living in Helsinki, Huber faces the themes of cultural identity in contexts such as migration, diaspora, racism and colonialism.
I love JaNY (2010) is a reconstructed photo installation of Jany Tomba accompanied by a video interview, specifically redesigned for the space of the gallery.
Jany Tomba, aunt of the artist, fled the dictatorship in Haiti in the Sixties to settle in New York. There she was spotted by a fashion agent, who assisted her to become quickly a famous top model outside of the western standard of beauty. For instance, the choice to keep her natural curly hair resulted in her becoming an icon, not only for black American women, but women in general. In the video Jany talks about these cultural differences and how she succeeded in coexisting and surmounting them.



During the exhibition it will also be possible to have a look at a catalogue of a previous project who Huber has been working on since 2008,Rentyhorn.
Engaged in an historical revision of the Swiss naturalist and pioneer of Apartheid, Louis Agassiz (1807-1873), Huber carries out various performances to reveal the racist orientation of Agassiz's studies. One of these interventions included a trip to the Agassiz-horn, a peak in the Swiss Alps named after Agassiz.
Huber renamed the mountain Rentyhorn in honour of the slave Renty who had been used by Agassiz in his research as a symbol of black inferiority.
Sasha Huber lives and works in Helsinki, completing her education between Switzerland and Finland, with a training period at Fabrica Benetton. She has exhibited in solo and group exhibitions worldwide, including Helsinki, Haiti, Gothenburg, London, Sao Paulo and Berlin as well as participating in the 19th Biennale of Sydney (2014) and the Helsinki World Design Capital (2012). Vogue Italy in 2011 and the web portal Rai Arts In 2013 introduced the artist’s work
to the Italian audience.
More information on the artist's website www.sashahuber.com.
The exhibition is sponsored by the Embassy of Finland.