Salvo: Io sono il migliore

New York - 04/02/2016 : 16/03/2016

La Ierimonti Gallery è lieta di presentare “Salvo: Io sono il migliore”, panoramica sull’attività pittorica di Salvatore Mangione, in arte Salvo, a partire dagli anni Ottanta ad oggi.

Informazioni

  • Luogo: IERIMONTI GALLERY USA
  • Indirizzo: 24 West 57th Street Suite 503 10019 - New York
  • Quando: dal 04/02/2016 - al 16/03/2016
  • Vernissage: 04/02/2016 ore 18
  • Autori: Salvo
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

“La maggior parte dei miei soggetti li ho fatti prima di averli visti”



La Ierimonti Gallery è lieta di presentare “Salvo: Io sono il migliore”, panoramica sull’attività pittorica di Salvatore Mangione, in arte Salvo, a partire dagli anni Ottanta ad oggi.

Salvo attraversa la sua pittura trasporta personaggi e immagini del passato in un immaginario fortemente contemporaneo. La sua è un’arte della descrizione e della compilazione dove l’importanza non è data all’accadimento emozionale e narrativo, ma bensì, dal dato oggettivo

Nulla è lasciato al caso, tutto ruota in relazione allo spazio e a regole precise: a precise stagioni dell’anno corrispondono diverse cromie, così come per i vari momenti del giorno.

Salvo è pittore “figurativo” che rinuncia al soggetto, lasciandolo scomparire in virtù della vera protagonista che è la luce. Luce che però non è mai quella giusta, che eccede la rappresentazione, che diventa “l’errore che occorre raggiungere”.

“Mi sento come un alpinista che cerca ogni tanto una parete un po’ nuova da scalare, perché l’altra la so fare già a memoria e quindi devo cercare qualcos’altro non solo nella pittura, ma nella natura, nella vita. Allora mi guardo intorno e ad un certo punto trovo un tema abbandonato e provo a farlo, che vuol dire farlo fino al momento in cui sbaglio, perché solo allora viene fuori la personalità, in quanto non si copia più pedissequamente, ma ci metto il mio difetto…”

Un altro elemento imprescindibile nella poetica di Salvo è la memoria; memoria che si mescola con l’invenzione, senza mai entrare in contrasto.
Se da una parte l’artista dà importanza al dettaglio formale, dall’altra attinge a un immaginario sommerso, a una cultura delle immagini, in cui l’immedesimazione gioca forse il ruolo principale.

“La pittura ha presto acquisito per me una relazione con il vero ma filtrata sempre dalla memoria… Allo stesso tempo è come se ogni cosa che dipingo ora fosse un autoritratto, come se contenesse me stesso, la mia storia, il mio corpo e di raffigurarmi direttamente, allora, non ce n’è più bisogno”.

BIOGRAFIA

SALVO (SALVATORE MANGIONE) - Leonforte (Enna), 1947 – Torino, 2015

Dopo aver trascorso l’infanzia in Sicilia, Salvatore Mangione (in arte Salvo) si trasferisce a Torino iniziando a dipingere e partecipando nel 1963 alla 121° Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti. Dedicatosi alla copia di grandi autori come Rembrandt, Van Gogh, Fontana o Chagall, verso la fine degli anni Sessanta entra in contatto con l’ambiente artistico dell’Arte Povera, con importanti critici d’arte e con artisti concettuali americani come Joseph Kosuth, Sol LeWitt e Robert Barry. Nel 1970 presenta presso la Galleria Sperone di Torino una serie di fotomontaggi in cui sostituisce il suo volto a immagini tratte dai quotidiani. Parallelamente dà vita a una serie di lapidi di marmo con incisioni di parole, frasi o nomi (ad es. “Idiota”, “Io sono il migliore”, “Salvo è vivo”) e a diverse opere di automitizzazione ironica e provocatoria che vedono campeggiare il suo nome con lettere al neon nelle tonalità del tricolore oppure comparire la sua firma in calce a liste di artisti e personaggi illustri del passato.


Dal 1973 ritorna alla pittura tradizionale con i suoi d’apres di grandi maestri del Quattrocento (in cui si ritrae nei panni di San Giorgio, San Michele o San Martino) che espone in gallerie e mostre in Italia e all’estero. Nel 1975 inizia la serie delle Italie e delle Sicilie dipingendo i nomi di artisti e letterati del passato (accostati al suo) sullo sfondo di forme astratte e simboliche dei loro luoghi di provenienza. Negli anni successivi affronta temi mitologici e archeologici (in particolare, rovine e testimonianze di civiltà passate assimilate al paesaggio) prediligendo una pittura di luoghi. A partire dagli anni Ottanta la sua notorietà si consolida anche a livello internazionale con ampie retrospettive a lui dedicate a Gand, Lucerna e Lione. Da allora la sua attività espositiva prosegue con grande successo in Italia, Europa e Stati Uniti.

MOSTRE PRINCIPALI

1970 Torino, Galleria Sperone; Milano, Galleri Françoise Lambert; 1971 Parigi, Galerie Yvon Lambert; 1972 Amsterdam, Art & Project; Colonia, Galerie Paul Maenz; Bari, Galleria Marilena Bonomo; 1973 Roma, Galleria Sperone; New York, John Weber Gallery; Milano, Galleria Toselli; 1978 Torino, Galleria Christian Stein; 1980 Milano, Galleria Pero; Milano, Galleria Massimo Minini
1982 Gand, Museum van Hedendaagse Kunst;1983 Lucerna, Kunstmuseum Luzern; Lione, Le Nouveau Musèe; 1986 New York, Barbara Gladstone Gallery; Zurigo, “Forum – Internationale Kunstmesse Zurich”, stand galleria Toselli; 1988 Rotterdam, Museum Boymans – van Beuningen;
Nimes, Musée d’art contemporain; 1989, Studio d’Arte Raffaelli; 1999 Berlino, Galerie Dirty window; 2003 Tornio, Giampiero Biasutti Arte Moderna e Contemporanea; 2004 Torino, Mazzoleni Arte Contemporanea; 2005 Milano, Zonca & Zonca arte contemporanea; Milano, Galleria Dep Art