Salvo

Modena - 07/03/2015 : 30/04/2015

In mostra vi sono opere mai esposte in precedenza che l'artista ha realizzato negli ultimi due anni, dipinti di diverso formato in cui Salvo ha rappresentato i temi e i luoghi a lui cari: la Germania, l'Islanda, la Sicilia, la Puglia, la Calabria, Venezia, scorci d'Oriente, l'Egitto, l'Oman, le stagioni.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA MAZZOLI
  • Indirizzo: Via Nazario Sauro 62 - Modena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 07/03/2015 - al 30/04/2015
  • Vernissage: 07/03/2015 ore 18,30
  • Autori: Salvo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al sabato 10-13/16.00-19.00 - chiuso i festivi

Comunicato stampa

Sabato 7 marzo 2015 alle ore 18,30 la Galleria Mazzoli presenta per la prima volta una personale di Salvo.
In mostra vi sono opere mai esposte in precedenza che l'artista ha realizzato negli ultimi due anni, dipinti di diverso formato in cui Salvo ha rappresentato i temi e i luoghi a lui cari: la Germania, l'Islanda, la Sicilia, la Puglia, la Calabria, Venezia, scorci d'Oriente, l'Egitto, l'Oman, le stagioni.
Ha dipinto inoltre per la prima volta un autogrill e ha ripreso alcuni temi che non affrontava da molti anni come il bar, la Sicilia e i libri


Una panoramica sul mondo magico dell'artista siciliano di nascita e torinese di adozione, un viaggio nell'immaginario dell'artista abitato da forme pure e silenziose e caratterizzato da colori luminosi ed essenzialità geometrica delle forme e dello spazio.
Questo incantevole universo, apparentemente così semplice è in realtà il frutto di una raffinata capacità di sintesi sia formale che cromatica, e come possiamo leggere nel testo di Renato Barilli del catalogo della mostra Salvo “...sembra quasi dipingere con la luce […]. Molti dei suoi dipinti si presentano a luce accesa, investiti da un fiotto luminoso che ne fa ardere le superfici, le porta ad emanare perfino una nota di calore. Ma altre volte egli gira la chiavetta, spegne la visione, lascia che venga invasa da ombre di notturni, che beninteso restano ugualmente luminosi, ma ponendosi però nel segno del freddo e dell’algido, magari opportunamente rinforzato anche da qualche spruzzo di neve, in modo da contrastare il carattere estivo delle altre vedute, offerte in pieno sole. Ma ci sono anche delle ingegnose soluzioni intermedie, quando la radiosità delle illuminazioni solari si insinua entro l’oscurità dei notturni, ritagliandosi a forza delle sagome con l’aiuto delle luci artificiali fornite da lampioni. In questi casi l’artista si compiace di mettere in scena un dualismo convinto, estate contro inverno, le due stagioni non già portate a vivere in alternanza, ma a coesistere sulla medesima tela.”
Nella sua pittura troviamo una sorta di recupero del passato, filtrato però da uno sguardo contemporaneo, illuminato dall'intensa luce artificiale della nostra epoca.




NOTE BIOGRAFICHE

Salvo nato a Leonforte (EN) nel 1947, vive e lavora a Torino.

Salvo trascorre l'infanzia in Sicilia e nel 1956 si trasferisce con la famiglia da Catania a Torino.
All'inizio degli anni '60 dipinge ritratti, copie da Rembrandt e Van Gogh, e tele della più varia ispirazione.
Nel 1968 è a Parigi, coinvolto dal clima culturale del movimento studentesco. Rientrato a Torino, inizia a frequentare gli artisti che operano nell’ambito dell’Arte Povera e che trovano un punto di riferimento nella galleria di Gian Enzo Sperone. Conosce Boetti, di cui diventa amico, Merz, Zorio, Penone e i critici Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. Nel 1969 ha rapporti con i concettuali americani Joseph Kosuth e Robert Barry, incontra Sol LeWitt. In estate compie un lungo viaggio in Afghanistan. Inizia lavori in cui sono già chiare le sue tendenze – la ricerca dell’io, l’autocompiacimento narcisistico, il rapporto con il passato e con la storia della cultura – che diventeranno nodi essenziali della sua ricerca successiva.
Parallelamente ai lavori fotografici in questi anni, fino al 1972, l'artista esegue incisioni di parole o frasi su lapidi in marmo, come l'opera Salvo è vivo o la lapide con i 40 nomi da Aristotele a Salvo stesso. Nel 1971 realizza Tricolore, una superficie dove il nome Salvo è scritto nei tre colori e con lettere al neon oppure realizza romanzi in cui al nome del protagonista sostituisce il proprio; è il caso, per esempio, di Salvo nel paese delle meraviglie (da Carroll) e L'isola del tesoro (da Stevenson).
Del 1971 sono le personali alla Galleria di Paul Maenz di Colonia ed alla Galleria Yvon Lambert di Parigi, del 1972 la mostra presso John Weber a New York. Partecipa a Documenta 5 a Kassel, espone l'opera fotografica Tesoro alla Galleria Art & Project di Amsterdam. Si conclude così il suo periodo concettuale.
Dal 1973 l'artista torna alla pittura tradizionale coi d'après, già iniziati nel '70 con Autoritratto come Raffaello. La citazione di opere antiche non impone la copia tout court ma il rifacimento in chiave semplificata, dove l'artista trova talvolta il modo di inserire se stesso con il procedimento narcisista dell'autoritratto. I lavori recenti, ispirati a grandi maestri del Quattrocento quali Cosmè Tura e Raffaello, vengono esposti alla Galleria Toselli di Milano.
L'anno seguente si apre a Colonia l'importante rassegna "Projekt '74". Salvo chiede di non esporre alla Kunsthalle, sede della mostra, ma di allestire una sala al Wallraf-Richartz Museum, dove San Martino e il povero del '73 è collocato accanto a capolavori di un pittore per ogni secolo, come Simone Martini, Lucas Cranach il Vecchio, Rembrandt e Cézanne.
Sempre nel 1974 Salvo partecipa presso lo Studio Marconi di Milano alla collettiva "La ripetizione differente", curata da Barilli. In dicembre, da Toselli, propone una sola opera, il Trionfo di San Giorgio (da Carpaccio), opera di oltre sette metri, poi inviata alla Biennale di Venezia del 1976 come unico suo intervento. Dipinge le prime Italie (77 pittori italiani in blu, 30 pittori italiani) e Sicilie (16 siciliani, 22 siciliani), offerte attraverso le rispettive mappe geografiche ben riconoscibili e recanti i nomi di insigni filosofi, pittori, musicisti che precedono quello dello stesso Salvo nell'ordinata scansione sulla superficie dell'opera.
A partire dal 1976 si delinea un nuovo momento della sua ricerca. Elabora una serie di paesaggi in cui propone con uno schema semplificato, e più tardi con colori squillanti, cavalieri tra rovine architettoniche e visioni di colonne classiche che si reggono a fatica, viste in vari momenti del giorno, dall'alba al tramonto. Partecipa alla Biennale di Venezia dove è stato invitato da Tommaso Trini. In questo periodo conosce Giuliano Briganti e Luisa Laureati, e Luciano Pistoi, il mercante italiano con cui avrà sempre un rapporto privilegiato. In novembre a Palazzo Galvani di Bologna espone un'ampia selezione di sue opere, scelte da Barilli.
Nel '77 gli viene dedicata una retrospettiva al Museum Folkwang di Essen ed al Mannheimer Kunstverein di Mannheim. Termina i Giganti fulminati da Giove, una delle opere di maggiori dimensioni del periodo mitologico. Allestisce una mostra sul Capriccio alla Galleria Stein di Torino, tre personali, presso Françoise Lambert, da Minini ed alla Galleria Pero e partecipa ad alcune collettive alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, alla Holly Solomon Gallery di New York.
Nel 1981 P. Sprovieri gli commissiona gli affreschi della Sala della Battaglia nel Palazzo Avogadro Spada di Bagnolo Mella (Bs). Partecipa alla mostra al Palazzo delle Esposizioni sull'arte italiana tra '60 e '80 e alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna. Altre mostre dal titolo Salvo, miraggi sistematici da E.Menzio ed E.Prön a Torino e da Paul Maenz a Colonia.
Nel 1983 in una mostra al Kunstmuseum di Lucerna ed al Musée di Villeurbanne di Lione sono raccolte le opere più significative dal '73 in poi. Iniziano i rapporti con Pontiggia e Sciascia. Nel 1984 partecipa alla Biennale di Venezia. Un viaggio in Turchia e Jugoslavia darà come esito opere di ispirazione orientale. Conosce Daniele Pescali suo mercante dal 1987. Tra 1985 e 1987 espone alla Galleria dell'Oca di Roma, alla Galleria La Bertesca di Genova, da Barbara Gladstone a New York ed alla Galleria del Milione a Milano. Del 1987 è la grande retrospettiva alla Rotonda della Besana di Milano. Del 1988 sono le due mostre sul suo lavoro dal 1975 al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e al Musée d'Art Contemporain di Nîmes. Nel 1985 partecipa alla collettiva "Anniottanta" alla Galleria Comunale d'Arte Moderna a Bologna. Dipinge in questi anni lavori che si ispirano alla pittura di P. Saenredam, gli Interni con funzioni straordinarie, presentati nel 1991 alla Galleria in Arco di Torino.
Nel 1989 esce il trattato Della Pittura - Imitazione di Wittgenstein, 238 paragrafi in cui Salvo esprime il proprio pensiero tramite il metodo della proposizione assiomatica e dell'interrogazione retorica.
Del 1990 sono l'ultima mostra presso P. Maenz a Colonia e la mostra di mitologie e paesaggi alla Galleria M. Remolino di Torino. Nel 1992 alla Galerie Kaess-Weiss di Stoccarda sono presentati paesaggi, stazioni ferroviarie e chiese ed alla Galleria Gastaldelli la mostra tematica Mozart.
Dal 1995 i paesaggi diventano spesso annotazioni dei suoi percorsi così come le nature morte diventano un richiamo allo scorrere del tempo, delle stagioni, dei mesi. Quello di Salvo è un universo caleidoscopico in cui si possono incontrare rovine classiche, fiabesche moschee, esotici templi, suggestive marine, semplici casette di campagna, vivaci nature morte con fiori e frutti, romantiche cittadine al chiaro di luna. I suoi quadri sono il frutto di un’attenta osservazione e non intendono mai narrare delle storie.
Ecco allora che i titoli di taluni dipinti aiutano a collocare il momento creativo sia dal punto di vista cronologico sia dal punto di vista spaziale e geografico: S. Anna, l'Islanda, l'Egitto, l'Oman, la Germania, la Sicilia, la Puglia, Venezia, le stagioni, San Nicola Arcella ...
Dal 1995 al 2007 Salvo trascorre alcuni mesi all’anno nella sua casa nel golfo di Policastro e nella baita ai piedi del Monviso, luoghi che lo hanno ispirato per numerose opere. Dal 2005 al 2007 la sua pittura si avvia verso una ricerca nuova: Salvo, che ha prediletto le valli come soggetto negli ultimi anni, si rivolge alle pianure, introducendo un nuovo taglio prospettico nei suoi paesaggi. Nell’estate 2006 fa un viaggio in Islanda, a cui dedicherà una serie di quadri. Nel 2007 la sua città, Torino, gli dedica un’ampia mostra antologica alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, a cura di Pier Giovanni Castagnoli.
Dal 2008 Salvo trascorre molto tempo nella sua casa di Costigliole d’Asti, tra Langhe e Monferrato, i cui paesaggi collinari si ritrovano nelle opere realizzate negli ultimi anni di lavoro.
Nel 2013 ha partecipato alla mostra Gli anni Settanta a Roma a Palazzo delle Esposizioni di Roma e alla mostra Quarantanni d’arte contemporanea. Massimo Minini 1973 - 2013 alla Triennale di Milano.
Recentemente ha tenuto una mostra personale a Berlino alla Galerie Mehdi Chouakri.


















Catalogo disponibile in galleria con testo critico di Renato Barilli.