Sala d’Aspetto – Goldschmied & Chiari / Paul Thorel

Milano - 14/06/2015 : 02/10/2015

Così intima, la fotografia sembra simboleggiare la forza del legame che unisce Sara Goldschmied e Eleonora Chiari nella loro ricerca artistica ma allo stesso tempo aprirsi a una condivisione di valori comuni e universali.

Informazioni

Comunicato stampa

Al cospetto della grande fotografia Lotta Sommersa l’occhio si perde rapito nell’intensità azzurra del cielo e nella profondità blu del mare dal quale affiorano due pugni sollevati e due boccagli colorati. Due mani chiuse che si protendono con l’energia che può essere tale solo se dettata da una fede per cui si è disposti a lottare. Così intima, la fotografia sembra simboleggiare la forza del legame che unisce Sara Goldschmied e Eleonora Chiari nella loro ricerca artistica ma allo stesso tempo aprirsi a una condivisione di valori comuni e universali

Il gesto di sollevare il pugno in aria, che affonda le radici nell’immaginario e nell’iconografia tradizionali utilizzati per descrivere momenti di incitamento, di incoraggiamento, di vittoria, è astratto da una preciso momento storico, spazio-temporale, da una determinata battaglia politico – sociale o da una competizione sportiva, per assumere il valore ideale di una lotta esistenziale, della propria interiorità, nascosta, sommersa nel profondo dell’animo. Le mani chiuse e i boccagli diventano i simboli della presenza umana, della vitalità del corpo e dello spirito, che attraverso il respiro e la tensione delle membra, ricongiunge l’intimità del proprio paesaggio interiore con la natura circostante. Una dimensione utopica e sospesa che, come un proseguimento della linea dell’orizzonte, si può ritrovare nei ritratti e nei paesaggi astratti delle stampe fotografiche colorate a mano di Paul Thorel. Nelle cromie delle curve sinuose che si dispiegano attraverso le opere si intuiscono le stratificazioni del terreno, i suoi avvallamenti, le onde del mare, il confine sottile che si apre sul cielo, la presenza della figura umana. Sono orizzonti di paesaggi naturali derivati dall’elaborazione dell’artista che astrae dalla sua percezione e dalla sua memoria, dal ricordo di quello ha visto e sentito, e che ne restituisce una nuova visione. I pigmenti di colore si mescolano all’andamento delle linee impreziosendo la stampa, facendo emergere l’intensità della materia, restituendo le emozioni e le sensazioni del rumore del mare e del vento, dell’odore della terra, del sapore della salsedine. Nei toni differenti e nelle sfumature in scala di grigio e a colori si percepisce il passare delle stagioni, del giorno e della notte che scandiscono il tempo, dell’alternarsi di luce e ombre, di pioggia e sole, di albe e crepuscoli, del caldo delle giornate assolate, del bianco della nebbia e dell’inverno. Una variazione infinita e continua che imprime nella stampa il divenire della realtà e che riflette la complessità del mutare degli stati dell’animo umano, dimostrando l’intreccio e la sinergia tra paesaggio mentale interiore ed esteriore come dichiarato dai pugni e dai boccagli nel mare di Goldschmied & Chiari.