Rosa Barba – Tangible kinships

Informazioni Evento

Luogo
VISTAMARE MILANO
Via Spontini, 8 - 20131 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Tuesday - Saturday, 10:30am - 7pm

Monday, 10 am - 7 pm | office / open by appointment

Vernissage
17/04/2026

ore 18

Artisti
Rosa Barba
Generi
arte contemporanea, personale

Il progetto espositivo si concentra sull’interesse costante di Barba per il cinema inteso sia come mezzo di creazione di immagini sia come sistema fisico che coinvolge luce, proiezione, performance e spazio.

Comunicato stampa

Rosa Barba

Tangible kinships

Opening Friday April 17th, 6 - 9pm

April 18th - June 20th, 2026

Vistamare is pleased to present Tangible kinships, the second solo exhibition by Rosa Barba at the gallery in Milan. Highlighting Barba’s ongoing interest in film as both an image-making medium and a physical system involving light, projection, performance and space, the exhibition brings together a new group of works that engage in a layered dialogue with her film Charge, which premiered at the Museum of Modern Art (MoMA) in New York in 2025 and is presented in Italy for the first time.

‘Film’ forms the ground for an expanded spatial multiplicity manifesting as a space beyond cinema; and it constitutes the material frame to investigate themes such as landscapes, environmental change, memory, archives, and the relationship between cinema and astronomy. Barba’s multifaceted explorations, translated into film, consistently reveal the connections between her chosen medium and natural phenomena, such as the flicker of a star or a projection, and the use of light as a measure of distance and time. These ideas also touch on perception, including illegibility and the limits of what we can see and understand. As the artist explains, “a fact essential to both astronomy and cinema is that light can only be perceived in contrast to the darkness around it.”

Within this context, Barba’s perpetual search for contesting and recasting truth and fiction, myth and reality, metaphor and material, speaks of an artist for whom an ethics of responsibility, hospitality, empathy is a given. And when she refers to speculation, she means a zone of reflection and discussion where hypotheses can be built up — a space that exists to bridge real gaps in knowledge through imagining and inventing possible explanations for curious phenomena in our worlds.

The nucleus of the presentation at Vistamare is Charge (2025), a 35mm film including optical sound, that considers light as a source to transform the future and thus as a powerful force within technological and environmental processes. Filmed across landscapes shaped by research facilities and industrial infrastructure, the work reflects on how energy, scientific experimentation, and the built environment intersect. As in many of Barba’s films, the camera moves through locations where human activity and natural systems meet, confront and confound one another, suggesting broader questions about how light influences the way we understand and shape the world.

Alongside the film, the exhibition introduces several new sculptural works partly made of glass and other transparent, porous materials, and partly incorporating celluloid and kinetic mechanisms. These pieces, in dialogue with each other and with the audience, interact with the idea of projected image by reflecting and refracting light throughout the gallery, extending the film (as performance) beyond the screen. As an unstable assemble – one in which light and reflections are conditioned by what is going on in the space – the works cultivate a setting where moving images, sculptural elements, and sound unfold across the space, emphasizing Barba’s distinctive, often intriguingly speculative approach to a cinema that “allows time and space to vibrate, collapse, overlap, and extend,” by necessity. No stopgap involved.

Rosa Barba (born in Italy, lives and works in Berlin, Germany). Rosa Barba's artistic practice navigates between various dichotomies, exploring themes of permanence versus impermanence, reality versus fiction, and the interplay of language and time. Through films, sculptures, installations, and performances, she investigates how space is shaped by temporal and linguistic constructs, challenging linear narratives and traditional semiotics. Barba deconstructs cinematic elements to examine the intersections of physical materials like projectors and celluloid with abstract concepts like time, space, and sound. Her work often focuses on natural landscapes and human interventions, blurring the lines between historical record, personal narrative, and artistic representation. Her work is part of numerous international collections and her forthcoming and recent solo exhibitions include: Calouste Gulbenkian Museum, Lisbon (2026), Museum Haus Konstruktiv, Zurich (2026), MAXXI, Rome, (2025), MoMA, New York, (2024, 2025), MALI Museum, Lima, Peru (2024), Boijmans Museum, Rotterdam (2024), Centre Pompidou, Paris (2023), Tate Modern, London (2023), PICA, Perth Australia (2023), Villa Medici, Rome (2022), Neue Nationalgalerie, Berlin (2021-2022), and at Biennials such as the 53rd and 56th Venice Biennale, Sao Paolo (2016), Sydney (2014) and Performa (2013). She was awarded the Calder Prize in 2020, and the International Prize for Contemporary Art, of the Fondation Prince Pierre de Monaco (2015).

Rosa Barba

Tangible kinships

Opening Venerdì 17 Aprile 2026, 18.00 – 21.00

18 Aprile – 20 Giugno 2026

Vistamare è lieta di presentare Tangible kinships, la seconda mostra personale di Rosa Barba nella galleria di Milano. Il progetto espositivo si concentra sull’interesse costante di Barba per il cinema inteso sia come mezzo di creazione di immagini sia come sistema fisico che coinvolge luce, proiezione, performance e spazio. La mostra riunisce un nuovo gruppo di opere che intessono un dialogo articolato con il suo film Charge, presentato in anteprima al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 2025 e inedito in Italia.

Il ‘film’ costituisce il punto di partenza per una molteplicità spaziale espansa che si manifesta come uno spazio oltre il cinema; e rappresenta la cornice materiale per indagare temi quali i paesaggi, i cambiamenti ambientali, la memoria, gli archivi e il rapporto tra cinema e astronomia. Le esplorazioni multiformi di Barba, tradotte in film, rivelano costantemente i legami tra il mezzo da lei scelto e i fenomeni naturali, come lo sfarfallio di una stella o di una proiezione e l’uso della luce come misura di distanza e tempo. Queste idee si collegano anche alla percezione, compresa l’illeggibilità e i limiti di ciò che possiamo vedere e comprendere. Come spiega l’artista, “un fatto essenziale sia per l’astronomia che per il cinema è che la luce può essere percepita solo in contrasto con l’oscurità che la circonda”.

In questo contesto, la continua ricerca di Barba volta a mettere in discussione e a ridefinire verità e finzione, mito e realtà, metafora e materia, racconta di un’artista per la quale l’etica della responsabilità, dell’ospitalità e dell’empatia è un presupposto imprescindibile. E quando parla di speculazione concettuale, intende una zona di riflessione in cui è possibile formulare ipotesi — uno spazio che esiste per colmare lacune concrete della conoscenza, attraverso l’immaginazione e l’invenzione di possibili spiegazioni per i fenomeni misteriosi che popolano i nostri mondi.

Il fulcro della presentazione da Vistamare è Charge (2025), un film in 35mm con suono ottico, che considera la luce come una fonte capace di trasformare il futuro e, quindi, come una forza potente all’interno dei processi tecnologici e ambientali. Girato attraverso paesaggi modellati da strutture di ricerca e infrastrutture industriali, il lavoro riflette su come energia, sperimentazione scientifica e ambiente costruito si intersechino. Come in molti film di Barba, la macchina da presa si muove attraverso luoghi in cui l’attività umana e i sistemi naturali si incontrano, si confrontano e si confondono a vicenda, suggerendo questioni più ampie su come la luce influenzi il modo in cui comprendiamo e plasmiamo il mondo.

Accanto al film, la mostra introduce una serie di nuove opere scultoree realizzate in parte in vetro e altri materiali trasparenti e porosi, e in parte con pellicole e meccanismi cinetici. Queste opere, in dialogo tra loro e con il pubblico, interagiscono con l’idea di immagine proiettata, riflettendo e rifrangendo la luce in tutta la galleria, estendendo il film (inteso come performance) oltre lo schermo. Come un insieme instabile — in cui la luce e i riflessi sono condizionati da ciò che accade nello spazio — le opere danno forma a un ambiente in cui immagini in movimento, elementi scultorei e suono si dispiegano. L’installazione mette così in risalto l’approccio distintivo di Barba, spesso intrigante e orientato all’indagine, a un cinema che “permette al tempo e allo spazio di vibrare, collassare, sovrapporsi ed espandersi”, per necessità, senza alcun espediente.

Rosa Barba (nata in Italia. Vive e lavora a Berlino, Germania). La pratica artistica di Rosa Barba si muove tra varie dicotomie, esplorando i temi della permanenza contro l’impermanenza, della realtà contro la finzione e dell’interazione tra linguaggio e tempo. Attraverso film, sculture, installazioni e performance, l’artista esplora come lo spazio sia plasmato da costrutti temporali e linguistici, sfidando le narrazioni lineari e la semiotica tradizionale. Barba decostruisce gli elementi cinematografici per esaminare le intersezioni tra materiali fisici, come proiettori e pellicole, e concetti astratti, come tempo, spazio e suono. Il suo lavoro si concentra spesso su paesaggi naturali e interventi umani, confondendo i confini tra documentazione storica, narrazione personale e rappresentazione artistica. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni internazionali e le sue prossime e recenti mostre personali includono: Calouste Gulbenkian Museum, Lisbona (2026), Museum Haus Konstruktiv, Zurigo (2026), MAXXI, Roma (2025), MoMA, New York (2024, 2025), MALI Museum, Lima, Perù (2024), Boijmans Museum, Rotterdam (2024), Centre Pompidou, Parigi (2023), Tate Modern, Londra (2023), PICA, Perth Australia (2023), Villa Medici, Roma (2022), Neue Nationalgalerie, Berlino (2021-2022), e Biennali, tra cui la 53esima e 56esima Biennale di Venezia, São Paolo (2016), Sydney (2014) e Performa (2013). Ha ricevuto il Calder Prize nel 2020, e il Premio internazionale per l’Arte Contemporanea della Fondation Prince Pierre di Monaco (2015).

Image: © Rosa Barba