Rolando Deval – Deriva

Foiano della Chiana - 13/10/2011 : 13/11/2011

In mostra tre diramazioni del lavoro considerato dall'artista come un'unica grande composizione che viene formandosi nel tempo su un principio di crescita "biomorfo".

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ALESSANDRO BAGNAI
  • Indirizzo: Via della Repubblica, 39 52045 - Foiano della Chiana - Toscana
  • Quando: dal 13/10/2011 - al 13/11/2011
  • Vernissage: 13/10/2011 ore 18
  • Autori: Rolando Deval
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì 15.00-19.00; dal martedì al sabato 10.00 -19.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: info@galleriabagnai.it

Comunicato stampa

In mostra tre diramazioni del lavoro considerato dall’artista come un’unica grande composizione che viene formandosi nel tempo su un principio di crescita “biomorfo”, con un andamento tutto interno al proprio principio generativo, un pò come la figura formalizzata da Goethe nella sua “Metamorfosi delle piante”: “la radice è già contenuta nel seme, lo stelo nella radice, la foglia nello stelo”



Tre segmenti compongono una composizione generale, che deve essere vista come un insieme organico e un sistema di relazioni, i cui materiali e le cui forme derivano di volta in volta, come ramificazioni e variazioni, da un nucleo la cui grammatica formale è stata fissata, da tempo, su pochi stabili elementi.

Il piccolo ma denso sistema di relazioni allestito per l’occasione comprende l'interazione tra la serie Grounds delle carte perforate e sovrapposte; la serie delle lamiere che porta lo stesso titolo, e l'opera denominata Deriva, che assume una conformazione diversa, a seconda dello spazio che la ospita.

Le categorie che a un primo sguardo si è portati a individuare nella poetica di questo lavoro - il tellurico, il volatile, l'eroso, la deriva, l'incertezza del confine - potrebbero essere riconducibili a una dichiarazione dell'autore, che dice: "il lavoro che considero riuscito è quello davanti al quale, una volta finito, posso pensare che si è fatto da solo" ; come dire scavato dall'acqua di un torrente, prodotto dall'erosione degli elementi, costruito dall'ingegno genetico di un calabrone.

Rolando Deval, poco preoccupato di essere in pari con un’attualità nella quale non riconosce più modelli di forma e di sostanza, lavora piuttosto nella prospettiva, insieme umile e ambiziosa, di questo compito astorico e atemporale di mimesi empatica con il mondo extraumano - che è quello che ci ha preceduto e che probabilmente ci sopravviverà, - trascurato dalle discipline dell'arte e della scienza, o trattato solo in chiave antropocentrica.