Roberto Molinelli – Di Demoni e Dei

Roma - 06/02/2013 : 23/02/2013

Ironico, maniacale, attratto dal mistero, Roberto Molinelli - artista genovese che, da oltre 20 anni, assembla opere con oggetti d’uso quotidiano - si configura come uno degli artisti più originali e dissacranti dell’attuale panorama artistico italiano.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 6 al 23 febbraio 2013, Interazioni Art Gallery di Roma (piazza Mattei 14) ospita la prima personale romana di Roberto Molinelli Di demoni e dei - titolo ispirato all’omonimo film di Bill Condon, del 1998 - che propone una selezione di oggetti-scultura dell’artista genovese, ma romano di adozione, concepiti tra il 2009 e il 2012, nell’ambito di una sua più vasta ricerca denominata “Icone”


La serie, cominciata oltre dieci anni fa, rivisita con spirito dissacrante e ironico l’arte bizantina e sacra attraverso la nobilitazione di oggetti d’uso quotidiano come giocattoli, monete, chiavi, bottoni; qualsiasi oggetto, di scarto e non, se opportunamente organizzato e trattato dall’artista, contribuisce a reinventare, immagini tridimensionali cariche di dettagli e di riferimenti simbolici.
La mostra, curata da Stefania Valente – giornalista storica dell’arte orientata verso ricerche artistiche non convenzionali che esplorano la sfera inconscia – si pone l’obiettivo di far conoscere a un pubblico più vasto questo artista, ancora poco noto - vuoi per il suo carattere schivo e riservato - che furtivamente, eludendo sovente gli “intermediari” del mercato dell’arte, da oltre 20 anni, assembla objet trouvé – a volte anche acquistati di proposito quindi non necessariamente materiali di rifiuto – con uno linguaggio irriverente che fonde l’attitudine ludica dei dadaisti e il nichilismo tipico della cultura Punk.
Un percorso artistico inedito, inaugurato nei primi anni Novanta che prende il via dal “grande schermo”. «L’inizio – dice l’artista - è stato fortemente influenzato dalle mie passioni cinematografiche, il lavoro di registi quali David Cronenberg, Tim Burton e David Lynch è stato spesso fonte di spunti e idee».
Ispirato in tal senso – il suo “mentore” inizialmente fu l’ideatore di Alien, H.R.Giger, pittore e scultore di stampo surrealista - la prima serie di pezzi “Tecnomorfi” appariva come un connubio tra l’archeologia industriale e l’arte primitiva, a questi seguirono i “Paleomorfi” (sorta di bestiario fantastico in cui gli esemplari si presentavano come reperti fossili). Nel 2000 inizia il ciclo “Icone” a cui sta ancora lavorando, al quale si aggiunge una quarta serie, gli “Archeomorfi”, che include sculture che si differenziano per stile e significato dalle altre catalogazioni (maschere, monili, bronzetti equestri). Simili a dei “ready made” – ma non riconducibili in todo a questa categoria - questi ultimi lavori trovano vasto respiro nella loro – classica e scarna - essenzialità, pregni tuttavia del loro compiuto senso estetico in questo esclusivo contesto espositivo, accanto alle icone.


Roberto Molinelli nasce a Genova nel 1961.
Dopo il Liceo Artistico inizia la sua attività professionale come decoratore-scenografo nel settore del turismo.
Nel 1986 si trasferisce a Roma, dove comincia da subito a collaborare con la ZED S.F.X., società di effetti speciali con la quale realizza installazioni e oggetti per il cinema, la pubblicità e il teatro.
Dal 1989 affianca a questa anche l’attività di attrezzista occupandosi dell’allestimento di numerose fiction, film e programmi TV.
Abbandonati gli effetti speciali, da qualche anno lavora come attrezzista parallelamente all’attività di scultore che svolge nel suo laboratorio romano.
Ha partecipato nel tempo a diverse mostre personali e collettive; l’ultima sua apparizione in un contesto espositivo è avvenuta nel padiglione torinese della Biennale d’arte di Venezia, curata da Sgarbi.