Roberto Dolzanelli – Agnus Dei

Venezia - 23/04/2022 : 27/10/2022

Le opere di Dolzanelli dialogano con dipinti di Veronese, Pontormo e Moretto. Il curatore, James Putnam, non è nuovo a operazioni in cui l'arte contemporanea viene accostata all'eredità classica.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO DONA' DALLE ROSE
  • Indirizzo: Cannaregio 5038 | Fondamenta Nove - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 23/04/2022 - al 27/10/2022
  • Vernissage: 23/04/2022 ore 12
  • Autori: Roberto Dolzanelli
  • Curatori: James Putnam
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Patrocini: In collaborazione con Gervasuti Foundation

Comunicato stampa

ROBERTO DOLZANELLI

Roberto Dolzanelli was born in Gussago (Brescia, Italy) in 1957 and studied at Brera Academy. He has been exihibiting his work since 1985, with solo and group exhibitions, in galleries and public spaces in Italy and abroad. He has also distinguished himself through his work as creator and founder of alternative spaces for contemporary art, such as: "L’Aura" (Brescia 1992); "Campoblu" (Milan 1994); "Primopiano" (Brescia 1995).
He is the creator of LABA (1999), (Free Academy of Fine Arts) in Brescia, and he has been its director since its inception

LABA has now become an international reality, with different bases in Rimini, Florence, Rovereto (Trentino) and Douala, Cameron.
For Dolzanelli, who currently lives and works in Brescia, art and life are an inseparable couple.
The artist's works speak of humanity, although to express the present, it seems to come to a far past and precedes the future, to elude any classification.
Dolzanelli employs all the languages of contemporaneity: video, photography, performance, installations. Feminine figures are proposed in their innocence and nudity; they often appear while threatened by external forces, or they are invested with symbols that refer to religion or history.
Roberto Dolzanelli speaks of his (and ours) fragility, of how we are often unconsciously inserted into the ordinary flow of existence in which we come to discover that we are alone; he identifies with a journey through; his art does not just express a religious tension, but also that social tension which has led him to the public aspects of his work and recall the teaching of Beuys and the poetic of Steiner. It is here that essentiality is seen as purity, in an encounter that has each person assuming part of the world’spain. Yet the tragedy is contained and one always perceives tension towards classicism and lightness.
The image is clear, witht nothing added: a base that needs no description, a clear sky, installations that are at once alarming and playful. It is the ideal continuation of a path that, through the mise en scéne of the adolescent feminine figure, threatened but safe, gives voice to hope.
www.robertodolzanelli.it

ROBERTO DOLZANELLI

Roberto Dolzanelli, nato a Gussago (Brescia, Italia) nel 1957, si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera. Inizia ad esporre nel 1985 con personali e collettive, in gallerie e in spazi pubblici in Italia e all’estero. Rilevante è la sua attività di ideatore e socio fondatore di spazi d’arte contemporanea alternativi: “L’Aura” (Brescia 1992); “Campoblu” (Milano 1994); “Primopiano” (Brescia 1995).
E’ ideatore e fondatore della LABA (1999), Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, della quale è direttore fin dalle origini. La LABA è diventata ormai una realtà internazionale, con i suoi distaccamenti a Rimini, a Firenze, a Rovereto, in Trentino e a Douala, in Camerun.
Per Dolzanelli, che vive e opera a Brescia, arte e vita costituiscono un binomio inscindibile.
E’ dell’umanità che parlano le opere dell’artista che, pur esprimendo il presente, sembrano giungere da un lontano passato e anticipare il futuro, sfuggendo a qualsiasi categorizzazione.
Dolzanelli utilizza tutti i linguaggi della contemporaneità: video, fotografia, performance, installazioni. Nelle sue opere figure femminili si propongono nella loro innocenza e nudità; appaiono spesso minacciate da presenze estranee, oppure sono investite dai simboli della religione e della storia.
La sua produzione artistica, volutamente misurata, corrisponde alla sua indole appartata, ci parla della sua (e nostra) fragilità e del nostro essere inseriti, spesso inconsapevolmente, nel flusso ordinario dell’esistenza in cui ci si scopre soli; è un viaggio nella spiritualità quello in cui egli si identifica; la sua arte esprime non soltanto una tensione di natura religiosa, ma anche quella tensione sociale che lo ha condotto agli aspetti pubblici del suo agire e rimanda all’insegnamento di Beuys e al pensiero steineriano. Da qui l’essenzialità come purezza, in un incontro che ha il sapore dell’assunzione, per ogni uomo, di una parte del dolore del mondo. Eppure la tragedia è contenuta e sempre si avverte la tensione verso la classicità e la leggerezza. L’immagine è nitida, senza aggiunte: un piano d’appoggio che non vuole aggettivi, un cielo limpido, installazioni al contempo allarmanti e giocose. Prosecuzione ideale di un percorso che, attraverso la mise en scéne della figura femminile adolescente, minacciata ma salva, dà voce alla speranza.
www.robertodolzanelli.it