Ring: il primo festival di danza, arte e performance contemporanea a Lucca. Nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni della costruzione delle Mura.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO DEL GIGLIO
  • Indirizzo: Piazza del Giglio, 13/15, 55100 - Lucca - Toscana
  • Quando: dal 29/08/2014 - al 30/08/2014
  • Vernissage: 29/08/2014 Facciata del Teatro del Giglio a ciclo continuo a partire dalle h.22 si anima la facciata del Teatro del Giglio con l’opera di videomapping di Daniele Spanò Fino a qui in collaborazione con Luca Brinchi e Roberta Zanardo.
  • Generi: arte contemporanea, performance – happening, serata – evento, danza
  • Biglietti: Ingresso libero su prenotazione
  • Sito web: http://www.ringfestival.it
  • Email: info@spamweb.org
  • Patrocini: Ring Festival è sostenuto da Regione Toscana e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e con il supporto del Comune di Lucca e dell'Opera delle Mura di Lucca e in collaborazione con la Provincia di Lucca e il Teatro del Giglio.

Comunicato stampa

Il 28 il 29 e il 30 Agosto parte la prima edizione di Ring Festival, l’evento dedicato alla danza e alle arti performative, nato nel quadro delle celebrazioni per i 500 anni della costruzione delle Mura di Lucca.
Prerogativa di Ring Festival è quella di uscire dalle dinamiche da palco e puntare alla qualità e all’originalità degli interpreti che si inseriscono, in maniera discreta e con allestimenti minimali in alcune strutture del centro storico lucchese:sulle Mura urbane (il più celebre e sorprendente monumento della città), nelle sfarzose sale barocche di Palazzo Ducale, e in Piazza del Giglio

Modellandosi sullo spazio che la ospita, la performance, arte effimera per eccellenza, incontra quanto di più solido, antico e durevole la città abbia prodotto.
Artisti provenienti da Turchia, Israele, Francia, Svizzera e ovviamente Italia, con molte anteprime e debutti italiani, che si cimentano con i linguaggi più diversi, dalla danza (di volta in volta accostata al video, alla parola e alla musica dal vivo) al video mapping, alle performance d'arte.
Le antiche architetture della città si confrontano con i linguaggi del contemporaneo, in uno scambio continuo tra classicità ed innovazione linguistica ed estetica, grazie alle opere di Erdem Gündüz (TR), Roy Assaf (IL), Annie Vigier & Franck Apertet (les gens d’Uterpan) (FR), Tabea Martin (CH), Aline Nari & Davide Frangioni (ITA), Alessandro Certini / Company Blu - Certini/Zerbey (IT), Michelangelo Consani (IT), Marta Bellu (IT), Daniele Spanò (IT), CANI (IT), Irene Russolillo (IT), Roberto Castello (IT).


Aprono il festival (28 Agosto, h.18.00) Heavy Metal di Company Blu – Certini/Zerbey e Anatomie della Parola della compagnia di danza di Aline Nari e Davide Frangioni, incursioni di danza all’interno di un percorso guidato dentro e fuori le antiche mura urbane .
Il percorso inizierà alle h18 presso il Baluardo San Martino: visita nel suggestivo sotterraneo e a seguire la performance Heavy Metal. La seconda tappa del “viaggio artistico” è il Baluardo San Paolino e la visita nel relativo sotterraneo, per poi proseguire verso il baluardo San Colombano dove ci sarà la seconda performance Anatomie della parola, seguito dalla visita ai sotterranei. A fine percorso è previsto un piccolo brindisi.
All’inaugurazione del Ring Festival (29 Agosto h.18.30 a Palazzo Ducale) corrisponde la prima edizione del Premio dell’Uomo in piedi attribuito, alla sua nascita, ad Erdem Gündüz, lo stesso artista che lo ha ispirato con la sua performance di matrice politica Duran Adam, realizzata a Istanbul nel giugno 2013 in piazza Taksim a seguito della violenta repressione della polizia. L’artista sarà presente nel festival anche con l’inedita Kurbanla kurban eden – Victimizing victims (29 Agosto 20.30 a Palazzo Ducale), performance realizzata grazie all'assegnazione del premio, che, nelle future edizioni, sarà assegnato da una giuria internazionale ad artisti, di qualunque provenienza e disciplina, che avranno saputo coniugare rigore formale con coraggio ed impegno civile. Il Premio, assegnato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è patrocinato da Regione Toscana, Comune e Provincia di Lucca.
A partire da un collage di materiale recuperato su Wikipedia, racconta dell’assoluto vuoto critico che caratterizza il presente e dei processi di rimozione della memoria collettiva Wiki Mon Amour - racconto performativo inedito di Michelangelo Consani (29 Agosto, h.19.30 a Palazzo Ducale): focus della narrazione il problema delle armi atomiche e i metodi di rimozione dalla memoria collettiva attuati dai governi americani e giapponesi. Amore, passato e presente, si fondono in Six years later, coreografia al contempo dolce e dinamica dell’israeliano Roy Assaf (29 Agosto, h.21.15 a Palazzo Ducale), mentre Marta Bellu, in collaborazione con Daniele Ledda e Silvia Bellu in How to do things with words – studio su un enunciato performativo infelice (29 agosto h 22 a Palazzo ducale) fonde ricerca musicale e coreografica con la drammaturgia digitale per re-inventare un sistema comunicativo che termina nella sua distorsione all’interno di una poetica sovversiva. Lo spettacolo è vincitore del “bando 2014_SOSTEGNO AD UNA NUOVA PRODUZIONE promosso dalla rete delle residenze artistiche della Regione Toscana”
Ancora suono e danza si fondono nel Concerto per cani, viola e violoncello, performance site-specific del collettivo di danzatori e coreografi CANI (30 Agosto, ore 17.45 a Palazzo Ducale) vincitori nel 2013 del premio Ripensando Theremin: lo spettacolo si costruisce come una successione di brani per corpi in movimento, pensati per essere suonati in sequenza.
X-Event 2.3 d’après le protocole Les chutes (Anteprima nazionale - 30 Agosto ore 18.30 a Palazzo Ducale) del duo francese Annie Vigier & Franck Apertet (les gens d’Uterpan) è una performance dal linguaggio coreografico inconsueto ed energetico che ha già catturato l’attenzione degli spettatori di musei e gallerie d’arte internazionali come la Tate Modern di Londra e che dopo la partecipazione a Ring approderà al museo MAXXI di Roma nel mese di novembre. Tabea Martin coniuga coreografia ed ironia in Duet for two dancers (30 Agosto, h. 21.15 a Palazzo Ducale) duetto autobiografico che si interroga sulla definizione odierna di danzatore, sulla costruzione della personalità e sulle aspettative che si ripongono all’interno di questa figura professionale mentre la vincitrice del Premio Equilibrio 2014 come migliore interprete italiana, Irene Russolillo, costruisce in Strascichi (30 Agosto, h. 21.15 a Palazzo Ducale) il racconto a brandelli di un’unione utilizzando danza, video e musica . Elementi presenti questi anche nello spettacolo In girum imus nocte (et consumimur igni), nuovo atteso debutto di Roberto Castello (30 Agosto. H 22.00 a Palazzo Ducale): frammenti immersi in uno scarno bianco e nero tra musica, cinema, danza e teatro trasportano lo spettatore in una dimensione in bilico tra drammaticità e ironia.
Si anima, infine, la facciata del Teatro del Giglio con l’opera di videomapping di Daniele Spanò Fino a qui in collaborazione con Luca Brinchi e Roberta Zanardo (29/30 Agosto a ciclo continuo a partire dalle h.22).

Non solo performance, però, caratterizzano la prima edizione di Ring Festival. A fianco del festival si svolge Videolab, un laboratorio pratico di video critica, anche per il web, condotto da Graziano Graziani, giornalista, scrittore e critico teatrale, e incentrato sui temi della critica teatrale, sulle sue prospettive e possibilità nel panorama della comunicazione contemporanea, rivolto a tutti giovani interessati a nuove strategie di comunicazione audio/video. Il laboratorio si svolgerà a Palazzo Ducale nei pomeriggi del 27 e 28 agosto, durante le giornate del festival nelle quali gli allievi reperiranno materiale video-critico, e si concluderà il 1 settembre presso la sede di SPAM! Il costo del laboratorio è di 5 euro, più 3 euro di tesseramento a SPAM! valido tutto l'anno per assistere a tutti gli spettacoli delle stagioni teatrali presso la sede di SPAM! A Porcari (Lucca).

Ring festival è a ingresso libero con prenotazione.

Ring Festival è sostenuto da Regione Toscana e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e con il supporto del Comune di Lucca e dell'Opera delle Mura di Lucca e in collaborazione con la Provincia di Lucca e il Teatro del Giglio.


INFO:
www.ringfestival.it
[email protected]
T. +39 348.3213503

PRENOTAZIONI:
[email protected]
T. +39 342.0592977

Ufficio stampa locale
Eva Guidotti
[email protected]







Schede degli spettacoli



"Anatomie della parola"
di Aline Nari e Davide Frangioni
Coreografia: Aline Nari, Davide Frangioni
Testi: Paolo Gentiluomo
Interpreti: Aline Nari, Paolo Gentiluomo
Produzione A.L.D.E.S in collaborazione con UBIdanza
Anatomie della parola è un gioco di interazione tra parola e danza intorno all'idea di CORPUS inteso sia come insieme di testi poetici sia in quanto CORPUS danzante inevitabilmente polisemico.
CORPUS è la poesia di Gentiluomo nutrita di riferimenti letterari in salsa pop fagocitati e digeriti per creare un'originale amalgama di senso, CORPUS è quello della donna che attende, seduce, allude, e fatalmente disillude rispetto a uno dei "luoghi" più consolidati e consumati della letteratura poetica, vale a dire l'immagine del poeta e della donna amata.
In Anatomie della parola due poltroncine rosse e un microfono da presentatore creano l'ambiente per questo dialogo sospeso tra adesione e tradimento di un codice riconoscibile e condiviso, un'operazione che come sempre nel nostro lavoro cerca un modo garbato e ludico di invitare lo spettatore alla reinvenzione.

La pargoletta mano tendei tra l’erbetta
L’ho presa l’ho presa tanta gentil et onesta pare
Nella siepe che da tanta parte il guardo esclude
E prude piovigginando sale

Aline Nari
coreografa, danzatrice, laureata in Lettere moderne e Dottore di Ricerca in Italianistica presso l’Università di Genova, lavora da vent'anni nell'ambito della danza contemporanea, dell'opera lirica e della danza urbana, in ambito nazionale e internazionale, cercando di fondere ricerca artistica e desiderio di incontrare pubblici e contesti diversi. Dopo aver studiato danza classica, modern jazz e contemporanea consegue grazie a borse di studio il Diploma di Danzatore/Interprete totale della Regione Toscana e frequenta un Master estivo in danza della New York University. Come danzatrice ha lavorato con le compagnie Sosta Palmizi, ALDES, Arbalete, Migrateurs Transatlantiques, Teatro dell'Archivolto e altre. Insieme al performer Davide Frangioni crea diversi spettacoli sostenuti da coproduzioni internazionali e fonda l'Associazione UBIdanza (www.ubidanza.com).
Dal 2005 lavora, inoltre, con il regista polacco M. Znaniecki per il quale firma le coreografie di alcune opere liriche (Ascanio in Alba, Samson et Dalila, Krol Roger), di prosa (Sogno) e musical (Candide) negli allestimenti del Teatro Comunale di Bologna (I), Teatro del Giglio di Lucca (I), Santander Opera Festival (ES), Opera Royal de Wallonie a Liège (BE), Teatro Wielki di Poznan (PL), Teatro dell’Opera di Wroclaw (PL), Thessaloniki Concert Hall (GR), Bilbao ABAO OLBE (ES) e altri.
Ha pubblicato saggi sul teatro in riviste specialistiche e presso la casa editrice Bompiani (A. Moravia, Teatro, con F. Vazzoler); per Marsilio Editore ha curato l’edizione critica nazionale de La scuola di ballo di C. Goldoni. Alla creazione artistica Aline Nari accompagna un'attenta attività didattica in ambito locale e internazionale rivolta a professionisti della danza e dello spettacolo (Liverpool Performing Arts Center, Progetto LTL Opera Studio,Opera Jutro/ PL; Dance Channels ES/UK). Ha condotto seminari teorico-pratici nell'ambito del Corso di Letteratura teatrale dell'Università di Genova.

Davide Frangioni
perfomer, danzatore, coreografo, si avvicina alla danza dopo un percorso eclettico (pittura, arti marziali, installazioni performative) grazie al Corso di Formazione in Mimo Teatrale della Provincia di Genova. La sua attività professionale come danzatore inizia nel 2002 con la Compagnia Arbalete ) e lavora in seguito con il Teatro dell’Archivolto, il gruppo Araiké, il coreografo rumeno Cosmin Manolescu, la coreografa francese Jany Jérémie/Compagnie Migrateurs Transatlantique, Giorgio Rossi. Lavora inoltre come mimo danzatore in diverse produzioni liriche presso Genova, Venezia, Ancona, Parma, Torino. Dal 2004 collabora come danzatore e coreografo con Aline Nari, fonda l'Associazione UBIdanza (www.ubidanza.com), crea diversi spettacoli per il teatro e per lo spazio pubblico sostenuti da coproduzioni internazionali. A partire dal 2008 crea anche due lavori come danzautore X4men-Performen e Elogio all'attesa:La figura del Cavolo rappresentati in contesto urbano (Festival Corpi Urbani/Genova) e teatrale (Teatro Kismet/Bari, Teatro Akropolis/Genova, AnticorpiXL/Ravenna e Ruvo di Puglia). Oltre ad insegnare danza contemporanea e teatro fisico ad adulti e bambini, nel 2010 e 2011 cura il training fisico per gli attori della Compagnia Kronoteatro di Albenga e crea i movimenti per gli spettacoli Pater Familias, Hey Mummy. Da un decennio si dedica inoltre allo studio e alla ricerca nel campo dell’arte gladiatoria antica, sotto la guida del Maestro d’armi Corrado Tomaselli Casale, e ha condotto seminari di Scherma teatrale e azione marziale per attori (Teatro Carlo Felice Genova, Associazione La Pinguicola sulle Vigne).

Paolo Gentiluomo
poeta e performer, suonò musica industriale coi TamQuamTabulaRasa (tapes, vinili, cd). Coordinò con Berisso, Cademartori e Caserza il collettivo di pronto intervento poetico Altri Luoghi. Partecipò al Gruppo 93. Codiresse con Franco Vazzoler la collana teatrale Pedane mobili per la casa editrice Zona. Danzò con il ruolo di "poeta gentiluomo" e "guardialinee" in Danze minute e sTANZe della coreografa-danzatrice Aline Nari. Lesse in feste, festival, gallerie, radio, chiese sconsacrate, monasteri, musei dell'attore, teatri, ex-macelli, varietà patafisici da lui medesimo confezionati (Mosche bianche e pecore nere –2009-, Sia disfatta la tua volontà –2010-, Il gioco della via Trucis –2011-). Allestì con l’artista Emanuele Magri Fandonia. Il pase dei Supposti (2013). Pubblicò Logoi spermaticòi (Altri Luoghi, 1990), Novene irresistibili (Periferia, 1995), Catalogo (Zona, 1998), il manualetto per ragazzi Poemificio (D'If, 2003), Dice con quanti denti quest'amor ti morde (Mazzoli, 2005, finalista al Delfini), La ragion totale (Zona, 2007, finalista al Tassoni 2008 e segnalato al Montano 2009), il romanzo Lo smaltimento (Round Robin, 2010), Manuale Portatile per la Devozione del Fertile Gaudio (Sartoria Utopia, 2012), L’onnivoro digiuno (Oèdipus, 2014).


"Heavy Metal" (work in progress)
Company Blu - Certini/Zerbey
ideazione, danza, voce Alessandro Certini
sound design: Spartaco Cortesi
produzione: Company Blu
"Heavy metal", in italiano "metallo pesante", evoca immediatamente due immagini, da una parte il genere musicale, dall'altra il vero significato del termine, riferito a pesanti e fragorose parti di ferro o di acciaio in movimento. Passando costantemente dall'una all'altra, il termine assume in questo breve lavoro un significato ironicamente metaforico. Dall'evocazione della storia, celebrata con una improbabile danza dettata dalle limitazioni del "costume", la tipica corazza medievale, il corpo tenta un assurdo processo di liberazione dal suo passato.

Company Blu
Costituita nell'89 da Alessandro Certini e Charlotte Zerbey la compagnia produce spettacoli e e promuove progetti artistici articolati tra musica dal vivo e architetture plastiche estemporanee del corpo. Il lavoro crea sistemi di relazioni, di trame e di corrispondenze in costante trasformazione, dal gesto al senso, dall’astrazione dell’estetica coreografica alla concretezza dei rapporti umani.
I progetti di Company Blu partono dalla condivisione di un percorso che vede il corpo in scena come luogo fisico e spirituale fortemente soggettivo, vivo nel sistema di relazioni e di mutazioni che ogni creazione comporta.
Negli spettacoli sono coinvolti danzatori, musicisti e video artisti interessati all´atto performativo estemporaneo vissuto nella fragile precarietà del momento.
Company Blu ha residenza artistica al Teatro della Rimonaia di Sesto Fiorentino (FI) . Le attività della compagnia sono sostenute dal Ministero per i Beni e Attività Culturali, dalla Regione Toscana, dal Comune di Sesto Fiorentino.

Alessandro Certini
Danzatore, improvvisatore e coreografo.
Dopo i primi studi con Traut Faggioni (Wigman, Kroitzberg) e Antonietta Daviso (classico) si interessa di tecniche postmoderne, ki-aikido, contact improvisation.
Nel ’79 è cofondatore della compagnia Group/O diretta da K. Duck ed entra in contatto con la scena internazionale dell'improvvisazione di danza e musica. Collabora da allora con figure guida di quest'ambito artistico, tra questi J.Hamilton, C.Zerbey, S.Paxton, F.Poulstra, D.Zambrano, S.Forti, L.Nelson, per citarne alcuni.
Nell'89 costituisce con Charlotte Zerbey il gruppo performativo Company Blu, presente in teatri e festival in Italia ed all’estero con un lavoro coreografico ed improvvisativo che vede il corpo in scena come luogo fisico e spirituale fortemente soggettivo, vivo nel sistema di relazioni e di mutazioni che ogni creazione comporta.

Spartaco Cortesi
Musicista e sound designer si occupa di produzioni audio in progetti multimediali, utilizzando prevalentemente strumenti elettronici e software audio. Attivo come autore dai primi anni’90 in progetti musicali di orientamento indie-rock e di musica elettronica, ha al suo attivo 5 album di cui 2 come solista sotto lo pseudonimo Yellowcake, pubblicati dalla seminale etichetta belga KK Records nella seconda metà degli anni 90.
Attualmente collabora con la compagnia teatrale di Prato TPO, con la compagnia di teatro-danza Company Blu di Sesto Fiorentino, gli studi di produzione video Surproduction e Caspasian Filmaker di Firenze.


"Wiki mon amour - Racconto performativo inedito"
di Michelangelo Consani
Un racconto che ruota intorno al problema dell’atomica; un’analisi sarcastica sui modi di rimozione della memoria collettiva utilizzati dai governi americani e da quelli giapponesi.
Un collage di materiale trovato su wikipedia serve per la costruzione di questo nuovo racconto per sottolineare l’assoluto vuoto critico che caratterizza il nostro periodo presente.

Michelangelo Consani
Michelangelo Consani (Livorno, 1971). Dopo una serie di importanti mostre collettive (Artkliazma, Russia; Schunck Glaspaleis, Paesi Bassi; Musée d'Art Contemporain du Val de Marne, Francia; Center for Contemporary Art Celje, Slovenia; Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella), nel 2010 riceve da EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze il premio come miglior artista under 40. Lo stesso anno, prende parte alla prima Triennale di Aichi in Giappone. Nel 2011 realizza una mostra personale presso la Kunstraum di Monaco di Baviera e presso CAMeC Pianozero della Spezia; nel 2012 espone al Museo Pecci di Prato e di Milano e alla Biennale di Dakar, nel 2013 al Museo di Lissone. Kunstverain Milano / Amsterdam / New York pubblica un libro sull’artista, nel 2013 lo presenta al PS1 di New York. Nel 2014 espone alla Donwahi Fondation a Abidjan e realizza tre mostre personali: a Tokyo presso la Side 2 Gallery, a Parigi all’interno di Glassbox e a Berlino da Zirkumflex.



"Kurbanla kurban eden - Victimizing victims"
coreografia: Erdem Gündüz
danzatrici: Irene Russolillo ed Elisa Capecchi
I temi della performance sono la fascinazione, la morte, la liberazione, l’atteggiarsi, elementi usati per studiare l’ambiguità, in certe situazioni, del rapporto vittima-carnefice: durante la pièce, il cambiamento psicologico osservato negli attori, espresso attraverso un comportamento sistematico, diviene una sorta di metafora: la vittima ed il carnefice si scambiano di ruolo, producendo una reazione empatica nella mente dello spettatore. Osservati in un'ottica storica, in un ambiente in cui la mutevolezza di opinioni, la volubilità dei soggetti coinvolti, forse anche la loro scarsa consapevolezza porta ad un'incertezza ideologica nell'attribuzione dei ruoli, vittime e carnefici non sono più chiaramente riconoscibili.
Il tema è sviluppato a partire da una poesia del poeta turco Ahmet Telli intitolata Kalbim Katlanma Bu Dünyaya.

Erdem Gündüz
Erdem Gündüz (Ankara, 1979) si laurea presso la Yıldız Technical University, Facoltà di Arte e Design, dipartimento di Musica e Arti Performative nel 2007.
Nel 2014 conclude un master presso la Mimar Sinan University, Dipartimento di Performing Arts.
Si è formato in recitazione presso la Ege University Theatre Assembly ed ha contribuito a fondare la Ege University Dance Assembly. Ha partecipato a molti programmi, festa e workshop all'estero sulla danza contemporanea.
Nel 2007 ha preso parte all’ Exchange Programme for Performing Artists di danza contemporanea organizzato dal Centro John Kennedy a Washington e a New York.
Nel 2008-2010 ha partecipato al corso PA488 Modern Dance presso la Boğazici University.
Si è esibito con İ.B.B.C.R.R Dance-Theatre and Istanbul Theatre ed è intervenuto in diversi festival e workshop all'estero con le proprie performance.
Dal 2005 fa parte dell’ associazione CATI Dans presso cui tiene regolarmente lezioni di danza contemporanea, contact improvisation e workshop.
Nel 2013 ha ricevuto il Premio Internazionale M100 Sanssouci Colloquium e nel 2014 ha ricevuto una medaglia Theodor Heuss durante la 49 ° edizione "Art breaks open", per la sua protesta a piazza Taksim durante le manifestazioni ad Istanbul del giugno 2013.


"Six years later"
di Roy Assaf
coreografia: Roy Assaf
danzatori collaboratori: Hadar Yunger Harel & Roy Assaf
traccia audio e costumi: Roy Assaf
musiche originali: Deefly
editing: Reut Yehudai & Deefly
disegno luci: Dani Fishof
direttore di prova: Malanie Berson
consulenza artistica: Sahar Azimi
testi: Amit Kliger
Sapendo che un certo passato provocò il nuovo incontro, muovendosi tra un presente ovvio ed un passato presunto.
Non sappiamo se si sono amati, o se si amano, o se ci saranno nuovi incontri. Noi non sappiamo se questi sei anni siano stati importanti nelle loro vite o il motivo per cui si sono separati. Possiamo capire quello che accadde durante i sei anni precedenti solo guardando cosa ci separò.
Un incontro quieto, imbarazzante, sommesso, forse ci ricordiamo l'un l'altro, forse stiamo tentando di provare che questi sei anni non sono passati invano.
È impossibile per una persona conoscere queste immagini a meno che non sia stata essa stessa a crearle. Mentre i loro gesti stanno passando di fronte ai tuoi occhi, ogni scintilla di movimento confermerà o infrangerà le nostre asserzioni.
Questo è un duetto sul passato e sul presente, essi si ascoltano l'un l'altro, legati fermamente l'un l'altro, come una storia d'amore inevitabile.
Quale evento precedette sei anni più tardi questo incontro?

Roy Assaf
Nel 2003 comincia a lavorare con Emanuel Gat e danza con lui in due dei primi lavori di Gat: "Winter Voyage" e "The Rite of Spring " (2004). Nel 2005, Roy Assaf crea il suo primo lavoro - "We Came for the Wings, Stayed Because We Couldn't Fly", all'interno del concorso Shades in dance (Tel Aviv). Il lavoro vinse il premio della giuria e del pubblico. Da 2006, Assaf è assistente coreografo di Emanuel Gat, e sviluppa insieme a lui nuovi lavori (come "K626" – premiato al Festival di Marsiglia o "Hark" per l'Opera di Parigi) e mette in scena il repertorio in tutto il mondo. Nel 2009 prende parte nella creazione del duetto "Winter Variation" in cui danza con Gat stesso. Dal 2010, Roy Assaf è Socio Artistico alla società di NND, e crea un lavoro per loro:"Rock." Nel 2011 crea "Six Years Later", insignito del primo premio per la coreografia alla 5° International Choreography Competition di Copenaghen. In seguito crea "Acknowledgement" per la Cross Connection Ballet Company. Nel 2012 crea "The Hill" che ottiene il primo premio alla 27a 27th International Competition For Choreographers di Hannover. Il suo ultimo lavoro è "Girls".





"How to do things with words
studio su un enunciato performativo infelice"
- work in progress -
di Marta Bellu in collaborazione con Daniele Ledda, Silvia Bellu
Concept e coreografia: Marta Bellu
Performers: Marta Bellu, Daniele Ledda, Silvia Bellu
Musiche originali: Daniele Ledda
Disegno luci e drammaturgia multimediale: Silvia Bellu
produzione DIGITALIS PURPUREA
Lo spettacolo è vincitore del 'progetto 2014_SOSTEGNO AD UNA NUOVA PRODUZIONE promosso dalla rete delle residenze artistiche della Regione Toscana, in collaborazione con ADAC Toscana'
Partire dalla sperimentazione di un codice, attraversare un linguaggio, fraintenderlo e trasgredirlo nella pragmatica della conversazione. Affermare il non senso, renderlo noto,trasmutarlo, designare movimenti non semantici. Arrivare alla ri-invenzione di un sistema comunicativo che culmina nella sua distorsione all'interno di una poetica sovversiva: un enunciato performativo frammentato e degenerato nel senso letterale del talk show come atto linguistico. “How to do things with words” nasce dalla collaborazione artistica tra Marta Bellu, Daniele Ledda e Silvia Bellu e dall'incontro tra ricerca coreografica, musicale e drammaturgica multimediale.

Marta Bellu
Marta Bellu, danzatrice e autrice di progetti artistici e formativi basata a Firenze si forma alla Scuola del Balletto di Toscana e approfondisce lo studio della danza contemporanea con diversi maestri tra cui Cristina Rizzo, Alessandro Certini, Bruce Michelson, Virgilio Sieni, David Zambrano, Julyen Hamilton, Anton Lachky, Paul Blackman. Ha intrapreso un percorso di Formazione Professionale in Coreografia Interdiscliplinare in cui si dedica allo studio di teatro, voce e teatro fisico. Ha collaborato con la Compagnia Krypton e dal 2011 fa parte della Compagnia Controforma. Laureata in Psicologia, recentemente ha conseguito il Diploma di Attore e Operatore di Teatro Sociale e ha partecipato al percorso Professionalisation of Junior Coaches in Performing Arts and Media di Fabbrica Europa. Dal 2012 collabora con Cristina Rizzo in un percorso di ricerca sul movimento e insegnamento della danza contemporanea. Ha partecipato alla Biennale College Danza 2014 per Bolero Variazioni, coreografia di Cristina Rizzo. Attualmente lavora su progetti artistici di ricerca coreografica, ricevendo per “How to do Things with Words” il sostegno a una nuova produzione 2014 da ADAC Association of Dance and Contemporary Arts in Tuscany, un progetto nato dalla collaborazione artistica con Daniele Ledda, nell’ambito compositivo-musicale e Silvia Bellu nell’ambito teatrale e della drammaturgia multimediale.


"Fino a qui"
(installazione di video arte)
di Daniele Spanò
in collaborazione con Luca Brinchi and Roberta Zanardo
performer: Biagio Caravano and Roberta Zanardo
soundtrack: Pino Pecorelli
Direzione Tecnica – Daniele Davino
Si ringrazia Enea Tomei e Antonio Zamburru
Attraverso l'uso della videoproiezione e dei suoni, l'obiettivo è di trasformare la facciata del Teatro del Giglio in una superficie luminosa, dinamica e funzionale al racconto. Non solo un intervento di valorizzazione della facciata quindi, ma la creazione di un dialogo continuo tra l'architettura e le tematiche di indagine dell'artista.
La possibilità di trovare una funzionalità “altra” dell'architettura, il rapporto tra spazio intimo (teatro) e collettivo (la piazza), l'idea di superficie come elemento sia di separazione e comunicazione tra il dentro e il fuori, il rapporto tra il corpo e l'architettura, sono alcuni dei punti che l'artista approfondisce in questi tipo di interventi. Le porte della faccia prenderanno vita sbattendo rumorosamente e ritmicamente per formare un vero e proprio concerto per porte. Anche qui è la funzione primaria che viene stravolta, trasformando l'oggetto destinato alla chiusura o apertura tra spazio privato e spazio pubblico, in strumento musicale.
Una serie di figure umane affiorano da un'oscurità profonda e si dirigono verso di noi, il loro impatto con la superficie (facciata) provoca distorsioni visive e sonore. E' l'architettura che subisce queste deformazioni perdendo il suo carattere fisico ed immutabile. E' come se questi strani personaggi fossero intrappolati all'interno di uno strano strumento a percussione ,dove l'impatto dei corpi con la membrana trasparente innesca una serie di mutamenti nel mondo reale.

Daniele Spanò
Daniele Spanò (Roma 1979) dopo una formazione da scenografo, inizia il lavoro di regista e artista visivo. Le sue video-installazioni, commissionate da Istituzioni e privati, lo portano nelle più belle piazze d'Italia. Tra gli interventi più importanti, nel 2013 "Atto Primo" a Piazza del Popolo a Roma, "Forgetful" nel 2010 in Piazza Bartolomeo Romano, e "Rifrazioni permanenti" del 2011 in Piazza Colonna, sempre a Roma, promosso dalla Presidenza del Consiglio, Ministero del Turismo e MiBAC. Nel febbraio 2011 viene selezionata dal celebre regista e artista Takeshi Kitano, per rappresentare il fermento artistico della città di Roma.
Dal 2012 è consulente artistico per la Fondazione Romaeuropa.
Tra le ultime collaborazioni, Socìetas Raffaello Sanzio, Andrea Baracco, Luca Brinchi e Roberta Zanardo (Santasangre), Veronica Cruciani.




"Concerto per Cani, Viola e Violoncello"
Progetto:CANI
Coreografia e Danza: Ramona Caia, Jacopo Jenna, Giulia Mureddu
Musiche originali live: Cristina Abati
Produzione: CANI, SpazioK
Suite di coreografie e azioni costruite su moduli ritmici scomposti.
Tre danzatori e una musicista-performer in uno spazio singolare, da ridefinire tramite un agire in comune. Corpo, musica, voce: variazioni di tema, variazioni di suono, variazioni di tempo. Una successione di brani per corpi in movimento, pensati per essere suonati in sequenza.

CANI
CANI è un gruppo di ricerca coreografica nato nel 2012 dall’incontro di Ramona Caia, Giulia Mureddu e Jacopo Jenna, tre artisti portatori di esperienze diverse nell’ambito della danza contemporanea, accomunati dal desiderio di attuare un approccio radicale alla creazione e ai linguaggi del corpo e della scena. CANI si definisce come progetto di produzione allargato, aperto alla partecipazione di altri artisti e all’intersezione con altre discipline artistiche, dal video all’installazione, dalla ricerca sonora alla scrittura alla fotografia.


“X-Event 2.3 d'après le protocol Les chutes”
- anteprima nazionale-
di: Annie Vigier & Franck Apertet (les gens d'Uterpan)
Performer: Jim Couturier, Stève Paulet, Charles Pietri, Francesca Ziviani
sound: Nicolas Martz
Creazione/Creation: Departmental Domain of Chamarande, France, july 2007
Struttura: un gruppo di danzatori si spingono l'un l'altro, buttandosi vicendevolmente fuori da un perimetro definito da due traiettorie che s'incrociano. Dopo essere caduto ogni danzatore si alza e rientra nel perimetro per spingere un altro danzatore o per essere di nuovo spinto e cadere. L'azione è mantenuta finché l'energia del gruppo è esaurita.

Annie Vigier e Franck Apertet (les Gens d'Uterpan)
I coreografi francesi Annie Vigier e Franck Apertet (Les Gens d'Uterpan) si sono conosciuti lavorando entrambe tra arte visiva e arte performativa. La loro poetica tende a portare le convenzioni ed i comportamenti quotidiani nella loro arte. Il loro lavoro è stato presentato (selezione): al Project Arts Centre di Dublino; al Tate Modern, Londra; all' Institute of Contemporary Arts, Londra; al Kunsthalle Bâle, Svizzera; al VI Cali Prformance Festival, Colombia; alla Galeria Vermelho, São Paulo; al Museum of Modern Art, Varsavia; al Kunsthaus Graz, Museo Joanneum, Austria; alla Biennale di arte Contemporanea di Berlino; al Nam June Paik Art Center, Seoul; al White Box, New York; presso Space18 - Bund18, Sciangai; al Museo di Arte contemporanea, Zagreb; al CAC Vilnius; al Mac Lyon; al Museion, Bolzano; al Palais de Tokio, Parigi; a YAY! Galleria & museo, Baku, Azerbaïdjan.


"Duet for two dancers"
Coreografia: Tabea Martin
Danzatori: Ryan Djojokarso & Gaetano Badalamenti
Musiche: Igor Stravinsky
Produzione: Kilim Production
Coproduzione: Dansateliers & Conny Jansen Danst
Ringraziamenti: Amy Gale, Conny Jansen, Matthias Mooij, Pol Bierhoff
Duet for Two Dancers indaga l’ansia di non vivere all’altezza delle proprie aspettative o di quelle che la propria professione o la società in generale ci impone. Uno sguardo sulla paura di perdere se stessi e su ciò che resta quando le abilità svaniscono. La libertà di scegliere differenti professioni e identità è sempre una ragione d’insicurezza e dubbio. Il sovraccarico di scelte crea una sorta di stagnazione. L’inabilità di scegliere forza il corpo ad immobilizzarsi. Duet for Two Dancers si interroga sull’''essere un danzatore'' così come sul ''non essere un danzatore''.

Tabea Martin
Tabea Martin, coreografa attiva in Olanda e Svizzera, è stata invitata a Theatertreffen Berlin, Impact, Dialogues of Springdance, Nottdance Festival e per il Choreoroam Project con Jonathan Burrows e Yasmeen Godder. Ha ricevuto una nomination nel 2010 per il ZKB Förderpreis per la piece sofort geniessen. Il suo lavoro è inoltre sostenuto da Dansateliers Rotterdam e Het LAB Utrechet. Nel 2011 vince in Olanda, dal Prins Bernhard Cultuurfonds, il Wim Barry Stipendia Prize per promettenti talenti teatrali, e il Aerowaves Studio Award per il lavoro Duet for two dancers.


"Strascichi"
di Irene Russolillo
musiche: Piero corso e Irene Russolillo
poems: Portishead, Sean Hayes, Beckett, Cohen, Morante, Szimborska
Collaborazione tecnica: Luca Telleschi
Produzione: ALDES
In collaborazione con c32 performingartsworkspace (VE), Centro Artistico Il Grattacielo (LI), Electa Creative Arts (TE)
Con il supporto di MIBACT - MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali e del turismo / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo
Residenze ALDES, c32 performing art workspace, Il Grattacielo Livorno
SELEZIONE VISIONARI KILOWATT FESTIVAL 2014
Trovarsi buffi nella propria solitudine. Capita a chiunque talvolta, nella vita. Parlarne. Come? Dire del dire. Parlare delle parole. Fare un discorso sul discorso. Giocare a comporre stralci di racconto che con-suonino e risuonino, l'uno nella forma e nel senso dell'altro. La fine di un amore è diventata una mancanza di amore. Sento gli strascichi di un'esperienza che, intanto, sono riuscita a definire. “Nei pensieri ho sanguinato per gli enigmi di cui sono stata nutrita” (Portishead). Cerco di bastarmi da sola. Un tardivo femminismo? Può essere. Ma, come si dice, di necessità virtù.

Irene Russolillo
Danzatrice, performer e giovane coreografa.Nasce a Cerignola (Fg) nel 1982; si laurea nel 2005 in Relazioni internazionali e diplomatiche a Napoli.Ha studiato danza classica principalmente con Gabriella Musacchio, Marina Van Hoecke e Yoko Wakabayashi; danza contemporanea con Ivan Wolfe, Susanne Linke, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, David Zambrano; teatro fisico con Cèsar Brie; contact-improvisation con Ivan Wolfe, Adi Sha'al, Koshro Adibi e Sabine Parzer, contact-tango con Javier Cura; nel 2013 frequenta la Biennale College Danza, diretta da Virgilio Sieni, nel progetto di Thomas Lebrun; studia e pratica canto e ricerca vocale; pratica il tango argentino.Tra il 2007 e il 2013 danza per Micha Van Hoecke, Mario Piazza, Daniela Capacci, Harry Albert, Claudio Bernardo, Francesca La Cava. Dal 2010 collabora come interprete per Roberto Castello, prima per le coreografie di 'Vieni via con me' di Fazio e Saviano, poi in tutte le produzioni della compagnia.Dal 2013 è tra gli autori ALDES. Ha collaborato inoltre in improvvisazione con Company Blu, SpazioZero e Takla Improvising Group. Insegna danza contemporanea. E’ co-autrice di “Antipasto” (finalista Nuove Sensibilità 2010 e vincitore Young Station 2011) ed autrice diegli assoli “Ebollizione” (finalista GD'A Puglia - selezionato dalla Rete Anticorpi XL 2013) e “Strascichi” (Premio Outlet 2014). Nel febbraio 2014 è vincitrice come miglior interprete / Premio Equilibrio 2014 (partecipando con lo studio di Strascichi)


"In girum imus nocte (et consumimur igni)"
- anteprima -
di Roberto Castello
performer: Mariano Nieddu, Stefano Questorio, Giselda ranieri, Irene Russolillo/Ilenia Romano
Luci, musica e costumi: Roberto Castello
Costumi: Sartoria Fiorentina
Produzione: ALDES
Con il supporto di MIBACT - MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali e del turismo / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo
Una scabro bianco e nero e una musica ipnotica sono l'ambiente nel quale si inanellano le micro narrazioni di questo peripatetico spettacolo notturno a cavallo fra cinema, danza e teatro. Illuminato dalla fredda luce di un video proiettore che scandisce spazi, tempi e geometrie, il nero profondo dei costumi rende diafani i personaggi e li proietta in un passato senza tempo abitato da un'umanità allo sbando che avanza e si dibatte con una gestualità brusca, emotiva e scomposta, oltre lo sfinimento e fino al limite della trance. Il ritmo martellante della musica e del movimento trasporta poco a poco in una dimensione ipnotica e ad un'empatia quasi fisica con la fatica degli interpreti. ”Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco”, enigmatico palindromo latino dalle origini incerte, va così oltre la sua possibile interpretazione di metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri, per diventare un'esperienza catartica della sua, anche comica, grottesca fatica.

Roberto Castello
Danzatore, Coreografo, insegnante. Castello è probabilmente da ritenersi il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia. Nei primi anni ‘80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”, dove realizza le sue prime coreografie. Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi. Nel 1993 fonda ALDES. Riceve svariati premi, tra cui il Premio UBU nel 1986 e nel 2003 (“Il Cortile”/“Il migliore dei mondi possibili”). Dal 1996 è curatore di varie manifestazioni e rassegne e, dal 2005, è docente di coreografia digitale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante la sua carriera, collabora, tra gli altri, con Peter Greenaway, Eugène Durif, Rai3 / Fabio Fazio e Roberto Saviano, Studio Azzurro.