Riccardo Guarneri – Guardando luce

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA FRITTELLI RIZZO
Viale Stelvio, 66, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
15/10/2026

ore 18

Artisti
Riccardo Guarneri
Generi
arte contemporanea, personale

La mostra, nasce in occasione dell’assegnazione a Riccardo Guarneri del 67° Premio Bice Bugatti Segantini, riconoscimento alla carriera conferito nel 2026 all’artista fiorentino.

Comunicato stampa

Simone Frittelli e Michela Rizzo sono lieti di presentare l'esposizione Riccardo Guarneri. Guardando Luce, in apertura il 15 ottobre alle ore 18, presso la sede milanese di viale Stelvio 66.

La mostra, nasce in occasione dell’assegnazione a Riccardo Guarneri del 67° Premio Bice Bugatti Segantini, riconoscimento alla carriera conferito nel 2026 all’artista fiorentino. Il percorso espositivo restituisce, attraverso un nucleo selezionato di lavori, la coerenza e la continuità di una ricerca che da oltre sei decenni ha posto al centro della pittura il rapporto tra segno, spazio, colore e luce. Nato a Firenze nel 1933, dove vive e lavora, Guarneri inizia a dipingere nel 1953, affiancando inizialmente alla pittura l’attività musicale. Dopo una prima esperienza informale, a partire dal 1962 sviluppa una ricerca sempre più rigorosa e personale, fondata sulla relazione tra il segno e la luce all’interno di strutture geometriche essenziali.

La sua prima mostra personale si tiene a L’Aja nel 1960. Nel 1966 è invitato alla Biennale di Venezia, insieme ad Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi, e partecipa alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunsthalle di Berna. L’anno successivo è presente alla Biennale di Parigi, nella sezione Nuove Proposte. Nel corso dei decenni la sua ricerca si afferma nel panorama della Pittura analitica, distinguendosi per una costante attenzione alla dimensione percettiva della pittura e al rapporto tra superficie e spazio.

Nelle opere in mostra la luce non è semplicemente un elemento visivo, ma diviene un vero e proprio strumento di costruzione dello spazio. Come ha scritto il curatore Massimo Bignardi, la relazione tra campo pittorico e luce rappresenta il dato prioritario dell'esperienza di Guarneri: una luce che sembra emergere dal fondo della tela, filtrando attraverso campi cromatici, trasparenze, tracce di acquerello e pastello. La superficie si trasforma così in un luogo percettivo, attraversato da piani, ritmi e geometrie appena accennate.Dalle opere degli anni Sessanta, nelle quali la struttura geometrica e il colore definiscono nuove possibilità spaziali, ai lavori degli anni Settanta, caratterizzati da una progressiva semplificazione del campo pittorico, Guarneri ha sviluppato una ricerca rigorosa ma mai statica. La geometria si fa progressivamente più rarefatta, mentre la luce assume un ruolo sempre più determinante nel suggerire profondità, distanza e movimento.

La mostra milanese evidenzia così la straordinaria coerenza di un artista che ha attraversato oltre sessant'anni di storia dell'arte senza mai rinunciare alla propria idea di pittura. Pur inserendosi nel clima della Pittura analitica e confrontandosi con le ricerche internazionali, Guarneri ha mantenuto una posizione profondamente autonoma, orientata non tanto alla riduzione della pittura ai suoi elementi costitutivi, quanto alla possibilità di trasformare luce, colore e spazio in esperienza percettiva e interiore. In questo senso, la sua pittura si configura come una riflessione sull'equilibrio tra azione e pensiero, tra ciò che appare e ciò che resta in sospensione.

La mostra si tiene quest’anno in occasione del 93° compleanno di Riccardo Guarneri, come un affettuoso omaggio alla sua lunga vita dedicata alla pittura e alla sua inesauribile capacità di guardare la luce.

BIOGRAFIA

Riccardo Guarneri (Firenze,1933), dopo la frequentazione della Scuola Libera del Nudo, ventenne inizia a dipingere contemporaneamente ad un’attività musicale.
Riccardo Guarneri ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze ed è inoltre Accademico Emerito per l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Dopo i primi quadri figurativi, negli anni Cinquanta si avvicina all’informale. La mostra d’esordio di Guarneri lo vede legato ancora all’ambito informale ma, come racconta l’artista, si trattava di «... anni fervidi, tutto era come travolto dalle esperienze, dalle scoperte. Nel 1959 andai per la prima volta in Germania, a Dusseldorf. Ancora dipingevo informale. Cominciai a girare per gli studi di quei pittori che più sentivo vicini alla mia ricerca. Il Nord Europa mi appariva allora come una straordinaria fucina, laboratorio, eccitante network di sperimentazione, realtà viva, nervosa, cosmopolita. Conobbi Otto Piene, Peter Brüning, Hansjorg Glattfelder. Poi anche Raimond Girke e Winfred Gaul. Andavo ai loro studi e diven- tammo amici, anche se io ero più giovane».

Nel 1962 Guarneri comincia ad interessarsi al colore in quanto luce, alla grafia come pittura e ai problemi inerenti alla percezione visuale. Da questo momento in poi, segno, luce e colore si identificano, sostanziando un mondo poetico di sensibilità acuta e costituendo, pur nelle sue diverse fasi, il filo conduttore di una ricerca decisamente personale. Dal 1964 in poi il lavoro acquista una struttura più rigorosa e geometrica, lasciandosi conquistare dallo schema geometrico di rombi o quadrati ripetuti in impercettibile asimmetria.

La ricerca di Guarneri, ormai matura e originale, è premiata con l’invito alla XXXIII Biennale di Venezia (dove condivide la sala con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna, mentre sono del 1967 le partecipazioni alla V Biennale di Parigi e alle mostre di Nuova Tendenza. Parteciperà poi nel 2017, su invito da parte di Christine Macel alla 57a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Viva Arte Viva. Numerose sono le personali che vedono l’artista impegnato in Italia ed in Europa.

Nel 2018 è invitato alla mostra 100% Italia. Cent’anni di capolavori, tenutasi al Museo Ettore Fico di Torino. Nel 2019 il Museo del Novecento di Milano inserisce un’opera di Guarneri nell’ambito della riorganizzazione del museo, inaugurando un nuovo itinerario espositivo. Il Museo del Novecento di Firenze, invece, gli dedica una mostra personale. La Galleria Michela Rizzo collabora con l’artista fiorentino da molti anni. Tra le sue recenti mostre in galleria, la personale Leggerissima e insieme forte, 2016, a cura di Fabio Belloni, e le collettive Due o Tre Dimensioni Infinite, 2018 e Soglie e limiti, 2019, a cura di Elena Forin.

Numerose sono le personali che vedono l’artista impegnato in Italia, Europa ed estero.

Nel 2015 la sua prima mostra a New York, Invisible Synchronism, alla Rosai-Ugolini Modern Gallery.
La Galleria Michela Rizzo collabora con l’artista fiorentino dal 2016 anno in cui gli organizza una mostra personale nella spazi giudecchini, Leggerissima e insieme forte, a cura di Fabio Belloni, a cui è seguita la pubblicazione di un catalogo Il Canneto editore. Il lavoro di Guarneri sarà inoltre presente nelle collettive: Due o Tre Dimensioni Infinite, 2018 a cura di Davide Ferri e Soglie e limiti, 2019, a cura di Elena Forin.