Ricardo Carioba – Non Linear Spatial Normalizations

Milano - 09/10/2019 : 23/11/2019

FuturDome presenta, per la prima volta in Europa, l’opera e il perscorso di Ricardo Carioba (São Paulo, 1976).

Informazioni

  • Luogo: FUTURDOME
  • Indirizzo: via Giovanni Paisiello 6 20131 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 09/10/2019 - al 23/11/2019
  • Vernissage: 09/10/2019 ore 18,30
  • Autori: Ricardo Carioba
  • Curatori: Ginevra Bria, Atto Belloli Ardessi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30
  • Uffici stampa: LARA FACCO

Comunicato stampa

FuturDome presenta, per la prima volta in Europa, l’opera e il perscorso di Ricardo Carioba
(São Paulo, 1976). All’interno degli spazi saranno presentati quindici installazioni interamente
attraversabili, una serie di lavori fotografici e un progetto specificatamente creato per FuturDome.
Nell’oscurità del piano interrato, Ricardo Carioba amplifica la percezione dei legami tra suoni
e immagini, basandosi sulle informazioni visive derivanti tanto dallo sguardo quanto
dall’acustica sonora. Il livello armonico e il piano visuale creeranno una connessione
stereofonica tra i nostri occhi e le nostre orecchie, dispiegando le fondamenta della spazialità
e della percezione


L’intento è di rivelare le frequenze di onde sonore e luminose, nel vuoto, attraverso l’immagine
dello spazio e la sua narrazione. Il nuovo video verrà disposto attraverso un’intrigante
struttura circolare, suddivisa in due parti, con l’intento di far dialogare indipendentemente i
due emisferi del cervello umano. Il suono sarà alla ricerca di onde sinusoidali disegnate in
strutture armoniche, così come ambienti scultorei ed interventi ritmici. In fine, il video
analizza il suono in tempo reale e crea uno stato di sincronizzazione latente fra le frequenze
In Non Linear Spatial Normalizations, il contesto diventa l’opera, non per estendere lo
spazio artistico o pervadere la città, ma per trovare un tempo e un luogo assieme a coloro
che attraverseranno il percorso, là dove ogni significato del suono e della luce tenderà a
riformularsi.
Il titolo della mostra fa riferimento alla tecnica di Normalizzazione Spaziale, che viene spesso
eseguita nel neuroimaging funzionale, adoperato nella scansione cerebrale.
Il ricercatore la esegue per determinare quali siano le aree che comunemente si attivano
quando molteplici soggetti umani eseguono gli stessi compiti o vengono stimolati allo stesso
modo. La ripiegatura non lineare, si attua invece a posteriori per poter contrastare la
deformazione che le immagini del paziente possono presentare (a causa della respirazione,
alterazioni anatomiche, movimenti e molti altri fattori).
Se nell'imaging neuro-medico, il confronto tra aree di percezione simili è ampiamente utilizzato,
la scelta di una particolare modalità di misurazione delle similitudini è un parametro anche
assimilabile alla pratica di Ricardo Carioba.
Nel suo lavoro il visitatore diventa un co-costruttore che conferisce un'identità innata al
connubio tra suono e luce. Questo approccio offre tanti livelli di lettura quante saranno le
persone che interagiscono con esso. Perché Carioba cerca una lingua che potrebbe vivere
in uno spazio determinato e artificiale in grado di collegare tra loro persone che non si
conoscono, all’interno di ambienti inquietantemente familiari.
In Non Linear Spatial Normalizations, le rifrazioni della luce come in Sem título (2014),
potranno essere manipolate in termini di velocità, grazie alla posizione geometrica del foro
al centro di ciascuna proiezione; di conseguenza, le singole unità acustiche intrinsecamente
autonome, formeranno un registro visuale infinitamente variabile. La struttura artistica
delineerà una fornitura di materia selettiva; quel che poi accadrà con questo materiale, quali
suoni veranno prodotti utilizzandolo, non è prevedibile, ma ogni volta si conformerà come il
prodotto unico del caso. Carioba ha sviluppato, infatti, un sistema di notazione radicale e
minimalista per questo lavoro: una grammatica visiva in cui il linguaggio è presentato come
una disposizione di spettrografie non lineari.
L'artista ha concepito un campionamento e un paesaggio visivo, studiati site-specific per
l’edificio di FuturDome: lo spazio principale mostrerà progetti audiovisivi, orchestrati come
un insieme sinfonico, testando i limiti della percezione e visualizzando i flussi di dati invisibili
che permeano il nostro mondo. Per la sua prima mostra monografica in Europa, Carioba
compone in modo elaborato suoni, elementi visivi, materie invisibili, fenomeni fisici e nozioni
matematiche secondo installazioni avvolgenti e foto inedite. Accanto a puri ambienti musicali,
Carioba ha lavorato a progetti di installazione a lungo termine: Perspectiva Sobre Fundo
Negro (2010) composto da immagini in movimento, sculture, suoni e nuovi media che esplorano
il modo in cui le visioni astratte della realtà vengono utilizzate per codificare, comprendere
e controllare l’universo del vuoto. Mentre la serie Nervo (2017) è costituita da interventi
su larga scala che impiegano un'intensa luce bianca come materiale scultoreo, in grado di
trasformare diversi luoghi privati in dimensioni pubbliche, come accaduto in Brasile.
All'interno degli spazi FuturDome, la dialettica tra suono e luce nella pratica di Ricardo
Carioba assume un'ulteriore concretezza, in particolare nelle sculture diffuse di Horizonte
Negro (2013) che mettono in contatto le speculazioni matematiche e geometriche
neoplatoniche del profilo del mondo con il dibattito contemporaneo sulle dimensioni
acustiche dell'architettura. Il letterale e il metaforico, la mente e il mondo, la scienza e l’arte
rinascono. Allo stesso tempo scientifico ed estetico, questo percorso di Carioba attraversa
il divario tra suono e visione guidato da epifanie che sono direttamente fisiche, accessibili
al pubblico e che rimangono manifestamente sensoriali. Éter (2011) si presenta come il
coronamento del procedere sinestetico di Carioba, moltiplicando intuizioni poetiche e
storiche all'ennesima potenza.
Ricardo Carioba (1976, Sao Paulo, Brasile) Laureato in arte al FAAP, la sua produzione prevede esperimenti
visivi e sonori nei media elettronici. Ha tenuto mostre personali presso MIS ‑ SP (2010), Galleria
32, Londra (Inghilterra, 2008), Oi Futuro, Rio de Janeiro (2007) e Paço das Artes, San Paolo (2003). Il
suo lavoro è apparso nelle mostre collettive Atenção: Estratégias para perceber a arte, Museu de Arte
Moderna de São Paulo (2009); Arte pela Amazônia, Padiglione biennale di San Paolo (2008); Comunismo
da forma, Galeria Vermelho, São Paulo (2007); e ARCO 2003 Madrid, Spagna. Le sue opere sono presenti
nella collezione MAM ‑ SP.
Nella scena artistica contemporanea brasiliana, Ricardo Carioba ha assunto una posizione peculiare.
All'interno di questi ambienti altamente collegati e correlati, Carioba è piuttosto un estraneo, un artista
che si muove più alla periferia che al centro; qualcuno che collabora con musicisti e scienziati piuttosto
che con altri artisti o curatori. Prendendo i dati come tema e materiale ricorrenti, Carioba ha approfondito
la "multi-sostanza dei dati" che costruisce le nostre realtà sociali, politiche e tecnologiche in diversi modi
di produzione dei media, tra cui fotografia, installazioni audiovisive, spettacoli e pubblico specifico del
sito arte. Spaziando il microscopico all'infinito, le sue esibizioni, installazioni e opere d'arte producono
varie onde sinusoidali, impulsi sonori, pixel di luce e dati numerici, a volte in combinazioni straordinarie.