Restaurando la storia

Cortona - 18/11/2012 : 05/05/2013

La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e il MAEC di Cortona espongono per la prima volta al pubblico i corredi del secondo circolo funerario (oltre 150 pezzi riferibili alla fine del VII secolo a.C.), ed una serie di oggetti mai visti rinvenuti nei siti archeologici del territorio (la villa romana di Ossaia, il palazzo principesco di Fossa del Lupo) oltre che una nutrita serie di prestiti concessi dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO CASALI
  • Indirizzo: Piazza Signorelli 9 - Cortona - Toscana
  • Quando: dal 18/11/2012 - al 05/05/2013
  • Vernissage: 18/11/2012 no
  • Generi: archeologia
  • Orari: 1 Aprile - 31 Ottobre: aperto tutti i giorni della settimana dalle ore 10.00 alle ore 19.00 1 Novembre - 31 Marzo: dalle ore 10.00 alle ore 17.00 lunedì chiuso Chiuso il 25 dicembre

Comunicato stampa

A pochi anni dalla clamorosa scoperta dei due circoli orientalizzanti del Sodo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e il MAEC di Cortona espongono per la prima volta al pubblico i corredi del secondo circolo funerario (oltre 150 pezzi riferibili alla fine del VII secolo a.C.), ed una serie di oggetti mai visti rinvenuti nei siti archeologici del territorio (la villa romana di Ossaia, il palazzo principesco di Fossa del Lupo) oltre che una nutrita serie di prestiti concessi dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze


La mostra, corredata di catalogo, intende comunicare in via preliminare al visitatore tutte le fasi di quella “catena di montaggio”, che vanno dallo scavo archeologico al recupero dei materiali, dalla diagnostica preliminare, al restauro vero e proprio, fino allo studio e all’esposizione che anticipa il “museo che verrà”.
In particolare il focus dell’attrazione è costituito dal mondo del restauro, del quale si illustrano i principi ispiratori e l’evoluzione nel tempo (dall’età antica a quella moderna), le problematiche rispetto ai materiali oggetto del recupero (ceramica, metalli, legno, vetro, osso), utilizzando, novità assoluta nel panorama espositivo, i reperti rinvenuti negli scavi più recenti presentati a vari stadi di recupero, svelando così il lento e paziente operare di chi sta dietro le quinte.
La presentazione di tanti inediti è l’occasione naturalmente per fare luce su una delle fasi più antiche del territorio di Cortona, caratterizzata dalla cultura dei circoli funerari, che ha preceduto di poco il fiorire di quella dei principi, ben espressa dalle tombe note localmente con il nome di “meloni”, di cui l’esempio più importante è costituito dal tumulo II del Sodo, degli inizi del VI secolo a.C.
Lo spirito che anima l’allestimento si propone di fare emergere, in maniera puntuale, l’aspetto didattico dei problemi, avvalendosi anche di tecnologie 3D, disegni e diorami ricostruttivi, video e filmati, che possono essere integrati da strumenti editoriali e laboratori espressamente progettati per l’evento.