Rĕlĭquĭae

Catania - 27/01/2020 : 13/03/2020

La mostra Rĕlĭquĭae apre il 27 gennaio in concomitanza con la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah.

Informazioni

  • Luogo: ON THE CONTEMPORARY
  • Indirizzo: Piazza Manganelli, 16 - Catania - Sicilia
  • Quando: dal 27/01/2020 - al 13/03/2020
  • Vernissage: 27/01/2020 ore 18,30
  • Generi: arte contemporanea
  • Patrocini: Wallonie Bruxelles Comune di Catania Accademia di Belle Arti Catania On the Contemporary Musumeci Arte Contemporanea KoobookArchive Balloon project

Comunicato stampa

“Rĕlĭquĭae”

testi Luciana Rogozinski, Paolo Emilio Antognoli
27 gennaio — 13 marzo 2020
opening h 18.30
On the Contemporary, Piazza Manganelli 16, Catania, I


Alessandro Costanzo / Michel Couturier / Anna Guillot / Domenico Mennillo / Zygmunt Piotrowski-Noah Warsaw / Ampelio Zappalorto

La mostra Rĕlĭquĭae apre il 27 gennaio in concomitanza con la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah. Caedis reliquiae, i sopravvissuti al massacro (“Ab Urbe Condita”, Tito Livio), una sezione del progetto costituita dal documento video Birkenau Nachtkampf di Zygmunt Piotrowski, ne rappresenta la parte più toccante



Ma il progetto Rĕlĭquĭae, con opere di Alessandro Costanzo, Michel Couturier, Anna Guillot, Domenico Mennillo, Zygmunt Piotrowski-Noah Warsaw e Ampelio Zappalorto, incentrato in senso lato sul sacro – in particolare sulla specifica dimensione laica – si configura per questi artisti come il segmento della propria ricerca filosofico-esistenziale ed estetica maggiormente caratterizzato da un carattere etico.

Si tratta di artisti eterogenei dal punto di vista dei linguaggi e dei contenuti, sotto il profilo generazionale e della provenienza geografica.
Alessandro Costanzo lavora sulla metafora del divenire dell’esperienza e dell’attività creativa (installazione e fotografia). Il belga Michel Couturier, impegnato nello scandaglio sensibile e arguto dei luoghi, trae dal personale reliquiario profano visioni di quasi-relitti dello scenario urbano (segni oro su carta). Anna Guillot insiste sull’oggetto come reperto, e sul libro che lei stessa decostruisce e sublima, in un rimando tra negazione concettuale e frammentazione materiale, di ambiguità giocate tra il porre e il trasporre (gli oggetti, quanto se stessa).
Domenico Mennillo esprime uno stadio cruciale della sua complessa speculazione filosofico-poetica multidisciplinare, fra teatro ambientale, architettura, parola e arte. Il polacco Zygmunt Piotrowski-Noah Warsaw, la cui operazione estetica ricerca una nuova disciplina nell'arte dell'immagine sacra, conia la dicitura inedita per la storia dell'arte, quella di "icona performativa”. Nel campo dell’esplorazione di ulteriori possibilità della performance, come ricerca del sacro attraverso la creazione artistica, la sua operazione è da porre al vaglio con grande attenzione. Ampelio Zappalorto traduce in forma oggettuale un grumo misterioso e problematico sul tema del doppio, con la forza dell’ironia che caratterizza il suo lavoro, qui però traslata in una morigerata forma poetica.

Molto c’è da dire e molto è stato scritto sulla complessa relazione e sul contagio tra sfere alte e basse della cultura, tra la cultura d’élite e la popolare, di stampo antropologico. Sullo specifico, un’attenta disamina è quella di Patrizio Peterlini nei saggi "Indici dell'oggetto: opere d'arte, ex voto, reliquiari" e "Il reliquiario contemporaneo. Arte, religione e psicoanalisi" (2008-2012). Considerazioni sull’argomento sono anche quelle di Anna Guillot per un suo progetto analogo (Relics, 2017).
Lo scandaglio autorevole che Luciana Rogozinski fa dell’argomento, la sua relativamente concisa analisi teorico-critica, orienta bene la lettura di un tema tanto attuale del contemporaneo quale è quello della reliquia.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue editato da Tyche con scritti di Luciana Rogozinski e degli stessi artisti. Un ‘fuori catalogo’ inserito nel volume riguarda il testo in forma diaristica che Paolo Emilio Antognoli ha concepito nel corso di uno studio su James Lee Byars, artista che torna – come è stato per il passato progetto Relics – ad essere trasversalmente presente nella mostra.