Rebecca Moccia – Rest Your Eyes

Torino - 02/11/2019 : 30/11/2019

La mostra che si vede solo di notte in una vetrina di Torino. Progetto di Rebecca Moccia da Mazzoleni.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA MAZZOLENI - VETRINA
  • Indirizzo: Via Cernaia 1 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 02/11/2019 - al 30/11/2019
  • Vernissage: 02/11/2019 ore 19
  • Autori: Rebecca Moccia
  • Curatori: Gaspare Luigi Marcone
  • Generi: arte contemporanea
  • Orari: L’installazione è visibile dalle ore 17.00 alle ore 19.00 - I giorni 1, 2, 3 novembre l’installazione sarà visibile dalle ore 17.00 alle 9.00 del mattino

Comunicato stampa



In occasione di Artissima e della Notte delle Arti Contemporanee, Mazzoleni presenta REBECCA MOCCIA: Rest Your Eyes, a cura di Gaspare Luigi Marcone, la terza edizione del progetto Windows - format che prevede una mostra-concept dedicata a un solo artista e fruibile da una delle vetrine della galleria in via Cernaia, 1 a Torino



L'INSTALLAZIONE
L’artista ha realizzato nel piccolo ambiente della vetrina un’installazione che ragiona su differenti percezioni dello spazio: come contenuto e contenitore, come superficie, come temperatura, come possibilità di creare uno spazio, più mentale che fisico, e su come questo spazio appaia in rapporto tra privato, intimo e pubblico. L’installazione è visibile dopo il crepuscolo e nelle ore notturne.

Una fonte luminosa nascosta, sintonizzata su un canale di informazione, accende la sala dei colori della cronaca quotidiana; una candela con due stoppini illumina e riscalda, potenzialmente, l’ambiente. Sulla vetrina una pellicola semitrasparente simula l’effetto del vapore-calore che appanna i vetri, lasciando intravedere l’interno dello spazio, che si presenta abitato come un essenziale interno domestico.

L'ARTISTA
Rebecca Moccia pensa a una rinnovata dimensione umana e affettiva rivolta agli oggetti della realtà sociale così come alle opere e ai luoghi d’arte; in questa occasione costruisce una situazione, uno stato, più che qualcosa da vedere, una possibilità di uno spazio immaginario caldo, vitale, dove idealmente rifugiare lo sguardo.

Le due fonti di luce, antitetiche e complementari, il “rumore” di sottofondo che si intreccia al rumore reale delle strade torinesi, il calore, che seppur rappresentato si oppone al freddo inverno, sono alcuni dei fattori che contribuiscono a creare una temperatura, una temporalità, coinvolgente. Il “riposo” evocato dal titolo invita alla riflessione e al raccoglimento, a una meditazione mentale ed emozionale