Raffaele Quida – Oὐσία. Il numero del divenire

Corato - 28/02/2016 : 31/03/2016

Raffaele Quida presenta la sua mostra personale “Oὐσία.Il numero del divenire”, allestita negli spazi della CoArt Gallery di Corato (Ba) a cura di Alexander Larrarte e Isabella Battista.

Informazioni

Comunicato stampa

Raffaele Quida presenta la sua mostra personale “Oὐσία.Il numero del divenire”, allestita negli spazi della CoArt Gallery di Corato (Ba) a cura di Alexander Larrarte e Isabella Battista. L’esposizione sarà visitabile a partire da domenica 28 febbraio, alle ore 19:30


Quida interroga il mondo della natura e ne esplora i misteri: “come sono nate e muoiono le stelle, come si formano le galassie, l’origine dei pianeti, il nulla, l’infinito, quali sono le forze che mantengono in un perfetto equilibrio un sistema così complesso, il trascorrere del tempo il mondo affascinante e misterioso dell’infinitamente grande e infinitamente piccolo le cui regole reggono l’Universo”.
Nelle sale della CoArt Gallery - racconta la curatrice Isabella Battista - Raffaele Quida espone le “carte del tempo” dove l’atto della creazione artistica segue i processi naturali. L’opera è composta da fogli di carta immersi, in un dato periodo di tempo, in un pigmento nero e poggiati in cisterne di ferro rettangolari che divengono parte costitutiva dell’opera. L'artista ferma manualmente il trascorrere del tempo eliminando lo spargersi dell'inchiostro. Ne viene fuori un esperimento diacronico che consente di misurare la spazialità associata alla materia e alla tangibilità del tempo. L'uso del ferro nelle sacche in cui vengono riposte le “carte del tempo” é utile per un richiamo ai materiali poveri che fanno parte del panorama artistico culturale italiano degli anni sessanta, che oggi considerano una nuova veste, più formale e non più protagonista assoluta dell'opera, ma di perfezionamento. É in quel rigore formale che rivive il - Kairòs - di Quida, si ricollega ad un certo tipo di azioni che devono essere compiute "tempestivamente" e non tollerano né ritardo, né esitazione. La leggerezza dei gesti che l’artista salentino compie é paragonato alla fragilità della carta, supporto dal quale viene realizzata l’opera. Una ricerca, quella del tempo, che diviene ossessione di una traccia di oggetti che lasciano un segno e il tentativo di rendere oggetto la materia sensibile - oὐσία – decifrandone un numero del tempo – nyn – commenta Alexander Larrarte, curatore della mostra.